La nave “Stefano Chiarini” con attivisti italiani tra le dieci imbarcazioni dirette a Gaza

di Loris Tarli

“Stefano Chiarini” – cosi si chiama la seconda nave che a breve partirà per arrivare nella striscia di Gaza con il fine di portare aiuti umanitari ai cittadini Palestinesi.

Lo scopo sembra essere quello di forzare il blocco navale sito a Gaza, come confermato durante una conferenza stampa tenuta ad Atene – “Le navi sono pronte”- hanno fatto sapere gli organizzatori, precisando di aver ricevuto molte pressioni non solo da Israele ma anche dall’amministrazione Usa.Dieci le navi che stanno per salpare e “se cercheranno di bloccarci fisicamente, ci riproveremo di nuovo e poi ancora di nuovo” ha assicurato Dror Flyer, capo della missione svedese.

Il giallista svedese Henning Mankell che sarà a bordo di una delle imbarcazioni ha aggiunto che gli attivisti non daranno comunque informazioni dettagliate fino a quando non saranno in alto mare. Gli attivisti italiani che partecipano alla missione sono in tutto una decina, tra loro il vignettista Vauro e il fotografo Tano D’Amico e viaggeranno a bordo della “Stefano Chiarini”, dove saranno imbarcati anche olandesi e tedeschi.

Molte le polemiche che si stanno venendo a creare – il quotidiano Haaretz ha consigliato nel suo editoriale di autorizzare il transito della Flottiglia. Il giornale scrive che Israele ha in parte ragione quando sostiene che gli aiuti umanitari possono essere inoltrati a Gaza via terra e che dunque l’impatto della Flottiglia è essenzialmente simbolico. Ma stando così le cose Israele sbaglia a vedervi un attacco alla loro sovranità e farebbe bene a lasciare che le imbarcazioni passassero indisturbate.

 

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook