L’ora “X” è arrivata : l’asteroide MD-2011 si avvicina alla Terra

di Roberto Mattei

Sfiorerà il nostro pianeta alle 19 ore italiane del 27 giugno 2011, a una distanza di circa 12 mila chilometri. Nessun rischio di impatto con  la superficie terrestre o satelliti artificiali geostazionari. L’evento sarà visibile sopra la zona Antartica.

Ascoli Piceno, 27 giugno 2011 – Si chiama MD-2011, un piccolo asteroide dai 5 ai 20 metri di diametro che questa sera, alle 19 ore italiane (9.30 locali), sfiorerà la Terra  a una distanza di 12 mila chilometri. Il corpo celeste, che è stato scoperto dall’osservatorio Linear (Lincoln Near Earth Asteroid Research Program) di Socorro, nello stato americano del New Mexico, si trova in un’orbita molto simile a quella della Terra durante il suo moto di rivoluzione intorno al Sole, ma a parecchie migliaia di chilometri da essa e il rischio di impatto con il nostro pianeta, o uno dei satelliti posti sull’orbita geosincrona, è pressoché nullo.

Anche nell’ipotesi più remota che il corpo celeste venisse catturato dal campo gravitazionale terreste, l’atmosfera del nostro pianeta provvederebbe a distruggerlo. Si stima, infatti, che date le esigue dimensioni, il planetoide penetri nell’atmosfera terrestre a una velocità compresa tra 11.2 e 72.8 chilometri al secondo, subendo una notevole pressione dinamica che ne riscalderebbe la superficie. L’urto con le molecole d’aria libererebbe un’energia termica dell’ordine di 100 eV (elettronvolt) e, a circa 80-90 chilometri dalla superficie terrestre la temperatura del corpo arriverebbe a toccare i 2500 K (gradi Kelvin) avviando il processo di sublimazione dei suoi atomi. Proseguendo nella caduta, si avvierebbe un processo noto con il nome di ablazione, durante il quale l’asteroide inizierebbe a perdere progressivamente massa, lasciando dietro di se gocce di materia fusa.

Gli atomi del corpo celeste e le molecole atmosferiche, a causa degli urti reciproci si ionizzerebbero e di conseguenza, gli osservatori a terra godrebbero di uno spettacolo unico nel suo genere, con una grossa scia luminosa passare velocemente lungo le estreme latitudini meridionali, nel sud Atlantico (il punto più vicino in cui il planetoide sarà visibile), senza causare danni alla superficie terrestre. Generalmente oggetti di queste dimensioni passano vicino alla Terra ogni sei anni, ma il  “pianetino” che questa volta sfreccerà sopra le nostre teste, rappresenta l’oggetto in transito più vicino alla Terra da quando è attivo il Near Earth Object Program della Nasa, cioè il programma di sorveglianza dei piccoli corpi celesti.

Per un breve periodo il corpo sarà abbastanza brillante da essere visibile anche da terra con un telescopio di medie dimensioni.

Per ulteriori informazioni su MD-2011:  http://neo.jpl.nasa.gov

 

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