Diabete tipo 2 curato con dieta ipocalorica

di Enrico Ferdinandi

Certe volte le scoperte mediche riescono a stupirci ed a farci riflette sull’eccessivo uso di medicinali ed al contempo alle cattive abitudini alimentari che abbiamo. La notizia in merito riguarda gli studi di un team di medici di Newcastle che ha curato alcuni volontari affetti da diabete tipo 2 solamente con una ferrea dieta (600 calorie al giorno in 2 mesi) dimostrando così che non siamo difronte ad una malattia incurabile e che talvolta bisogna ragionare con metodi innovativi e più attenti alla nostra natura. Una delle malattie che più preoccupano le popolazioni mondiali è così stata curata senza farmaci ma solo con determinazione ed un occhio vigile sulla natura, sugli alimenti che è in grado di fornirci e di farci star bene.

Su 11 pazienti presi in esame per l’esperimento bene 7 sono guariti completamente, un risultato che lascia ben sperare per il futuro anche se bisogna sempre ricordare che la determinazione non si può acquisire con nessuna medicina ma solo con “l’iniezione” della giusta dose di consapevolezza. I pazienti che si sono sottoposti al test hanno dimostrato un grande spirito di sacrificio dimezzando la quantità di cibo giornaliera e mangiando solo verdure specificamente non amidacee, si tratta ad esempio di cavoli ed insalata, bietole, ed inoltre bevande leggere. Dopo una settimana la dieta aveva già dato ottimi risultati portando il livello di zucchero a diminuire drasticamente, fino a raggiungere il livello normale (dall’8% al 6%). Dopo questo esperimento durato due mesi dunque i pazienti sono tornati finalmente a mangiare normalmente, sempre controllando la quantità e la qualità del cibo, il risultato? Come vi avevamo accennato ben 7 su 11 non hanno riscontrato problemi e non hanno più sofferto di diabete. Una sorta di pulizia quella fornita dalla dieta che ha riportato uno stabile equilibrio ai pazienti. Il coordinatore di tutto lo studio il Dott. Roy Taylor ha affermato che la diminuzione degli zuccheri è strettamente legata perdita di peso, queste le sue parole:   «L’impatto che una buona dieta possa avere sul diabete di tipo 2 è già noto – ha poi aggiunto il dottor Ee Lin Lim del team – questa ricerca dimostra che chi ha una diagnosi di diabete non deve necessariamente considerarla una sentenza a vita».

Secondo il presidente dell’Associazione medici diabetologi, Carlo Bruno Giorda, presidente dell’Associazione medici diabetologi , ha affermato con compiacimento che il vero punto di forza dell’esperimento capire che abbassando la quantità dei grassi nel pancreas e nel fegato, si portano dei grandi benefici sul meccanismo che regola e produce l’insulina nel nostro corpo. Nonostante ciò secondo Giorda una dieta così drastica potrebbe esser eccessiva: «Non credo sia realmente sostenibile come approccio terapeutico perché non è una dieta che si può seguire per sempre  non è adatta a tutti i pazienti e soprattutto non sappiamo cosa accade quando poi si ritorna a mangiare normalmente».

Non sarà adatta a tutti i pazienti forse perché siamo privi di una educazione alimentare corretta, i primi ad esser educati dovrebbero esser proprio certi medici. Ricordiamo che il diabete di tipo 2 è causato dal troppo glucosio nel sangue ed a differenza del tipo 1 è legato all’obesità, per questo occorre sensibilizzare ad una corretta alimentazione e capire che mangiar sano è la prima cura.

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