“L’unità d’Italia: 150 anni da ricordare”.

di Enrico Ferdinandi

Quest’oggi si celebra il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, momento da ricordare per far si che lo spirito nazionale che ci accomuna si rinnovi spinto dal ricordo del passato e dalla voglia di migliorarsi nel futuro. .
È passato un secolo e mezzo dall’unità, abbiamo visto crescere il nostro paese a pari passo con la nostra cultura e le nostre tradizioni. Sono cambiati nel corso degli anni i modelli di riferimento così come i modi di pensare, abbiamo vissuto importanti fenomeni migratori ed affrontato e superato momenti di crisi.
Il Regno d’Italia nacque nel 1861, dopo la seconda guerra d’indipendenza ed i plebisciti dei rimanenti territori conquistati. La proclamazione definitiva avvenne il 17 marzo 1861 e fu Vittorio Emanuele II il primo re d’Italia. Il Regno d’Italia venne a configurasi come un ingrandimento del Regno di Sardegna, in questo modo la popolazione quadruplicò e fu per questo motivo che fin dai primi momenti furono molti i problemi da risolvere. Dalla standardizzazione delle leggi (che variavano da regione a regione) alla mancanza di risorse a causa delle casse statali vuote per le spese belliche, per non parlare della creazione della moneta unica: la Lira. A questi problemi se ne aggiunsero altri come l’analfabetismo, la povertà e la mancanza di infrastrutture.  Fin dai primi anni l’attenzione era posta sulla “questione meridionale” e sul brigantaggio. Ulteriore scoglio da superare l’ostilità della Chiesa cattolica e del clero nei confronti del nuovo Stato.

Oggi ci ritroviamo a fare il punto della situazione e possiamo constatare che molti passi avanti sono stati fatti. Per incominciare l’Italia è uno dei stati membri della Comunità Europea, questo è un segno di crescita culturale e di forte apertura al mondo. Il problema del creare uno spirito che accomuni tutti gli italiani, di fondare una tradizione italiana è un altro elemento d’orgoglio, seppur tuttavia le dispute fra nord e sud continuano a creare scompiglio fin troppo spesso. Culturalmente abbiamo fatto grandi miglioramenti ed il tasso di analfabeti è calato drasticamente. Da non dimenticare che la nostra penisola possiede bellezze artistiche e naturali fra le più importanti ed affascinanti del mondo. Roma la capitale è una delle città più visitate dagli stranieri così come Firenze e Venezia, per non dimenticare di Napoli, Torino e Milano, segno che nel mondo il nostro paese ha maturato il rispetto dei turisti. I rapporti con la chiesa a partire dagli anni ’80, soprattutto attraverso la mediazione di un grande Papa come Giovanni Paolo II, sono migliorati ed hanno permesso all’Italia di avere un ruolo importante con i fedeli di tutto il mondo in quanto la Città del Vaticano ed il governo hanno risolto progressivamente molte divergenze che le separavano.
Sono molte le iniziative in tutta la penisola che cercheranno di coinvolgere la popolazione al fine di commemorare il passato guardando al futuro con speranza e voglia di migliorarsi. Ad esempio Torino, che fu la prima capitale italiana, ospiterà un grande evento: “Esperienza Italia”. Saranno indetti 250 giorni di mostre, esposizioni tematiche, convegni e spettacoli, dal 17 marzo al 20 novembre 2011 con lo scopo di offrire all’Italia ed al mondo una panoramica delle bellezze artistiche, culturali e naturali del bel paese.
Inoltre l’attuale Presidente della Repubblica Italiana a partire dallo scorso 5 maggio ha intrapreso un itinerario “Nei luoghi della memoria” per ricordare i momenti più significativi della storia dell’unità. Prima tappa è stata Genova, sullo scoglio da cui partì nel 1860 la spedizione dei mille con Garibaldi, spedizione che portò alla proclamazione dello stato unitario a Teano il 17 marzo 1861 con il famoso incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II.
Importanti le parole che Giorgio Napolitano ha pronunciato quel 5 maggio 2010 a Genova:
“L’Unità d’Italia fu perseguita e conseguita attraverso la confluenza di diverse visioni, strategie e tattiche, la combinazione di trame diplomatiche, iniziative politiche e azioni militari, l’intreccio di componenti moderate e componenti democratico rivoluzionarie. Fu davvero una combinazione prodigiosa, che risultò vincente perché più forte delle tensioni anche aspre che l’attraversarono”.
Secondo il Presidente Napolitano inoltre le iniziative in programma per il 150° anniversario dell’unione italiana:
“fanno tutt’uno con l’impegno a lavorare per la soluzione dei problemi oggi aperti dinanzi a noi: perché quest’impegno si nutre di un più forte senso dell’Italia e dell’essere italiani, di un rinnovato senso della missione per il futuro della nazione. Ieri volemmo farla una e indivisibile, come recita la nostra Costituzione, oggi vogliamo far rivivere nella memoria e nella coscienza del paese le ragioni di quell’unità e indivisibilità come fonte di coesione sociale, come base essenziale di ogni avanzamento tanto del nord quanto del sud in un sempre più arduo contesto mondiale. Così, anche nel celebrare il 150°, guardiamo avanti, traendo dalle nostre radici fresca linfa per rinnovare tutto quel che c’è da rinnovare nella società e nello Stato”.
Importante è quindi per ogni italiano partecipare attivamente ai numerosi eventi che nelle varie città italiane saranno indetti, non solo per dimostrare la volontà di andare avanti migliorando questo paese ma soprattutto per far sentire alla nazione che vi è unità di pensiero e comunione di spirito, uno spirito che speriamo sia in tutti gli italiani mosso dagli stessi valori e virtù per far si che non solo l’Italia ma anche il resto del mondo migliori ricordando gli errori e le glorie del passato.

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