Il Leonardo ritrovato al Castello Sforzesco

Il Leonardo ritrovato al Castello Sforzesco

Castello Sforzesco1Nel 1498, Ludovico il Moro veniva informato dal segretario ducale,  che Maestro Leonardo si era impegnato a concludere il suo lavoro nella sala “grande” del Castello Sforzesco di Milano, quella chiamata delle Asse, una sala immensa, emblema del potere di Ludovico Sforza,  che successivamente ha svolto funzioni diverse. E’ stata finanche adibita a stalla e per questo coperta continuamente da strati di scialbo (intonaco) che hanno nascosto i tratti del grande maestro. Per un’intuizione di Paul Mueller- Valde e di Luca Beltrami, nel 1893, si è   proceduto a “descialbare”  le pareti, cioè rimuovere lo strato di intonaco e una parte di decorazione è tornata alla luce: il grande soffitto dipinto con tronchi, rami, foglie di alberi di gelso. Da allora la vicenda conservativa della Sale delle Asse è continuata. Nel 1954-1955 è stato scoperto il cosiddetto “monocromo”, un disegno preparatorio  alla fase pittorica, raffigurante delle radici che si insinuano tra la roccia. Per preservare il monocromo da infiltrazioni saline, si è arrivati a ritrovamenti di nuove porzioni pittoriche, capaci di restituire una nuova lettura di questa splendida sala: non più un trompe l’oeil per dare l’illusione di trovarsi sotto un grande padiglione vegetale, ma una pittura che coinvolge tutta l’altezza delle pareti per dare  la sensazione di trovarsi all’aperto. I recenti restauri hanno individuato, sotto uno strato di scialbo, un paesaggio in lontananza, tipico  di Leonardo,  simile a quelli che  ritroviamo sullo sfondo  di  “L’adorazione dei magi” o del Cenacolo: poche case, rocce scoscese, una chiesa ed un campanile; il tutto  avvolto nel suo “non finito”, che consente al suo pensiero di non cristallizzarsi in forme artistiche definitive, ma che probabilmente dava un senso di mancata compiutezza non apprezzato dai posteri che “scialbarono” le pareti.

Milano si prepara quindi a presentare al mondo, in occasione di Expo 2015, il “Leonardo Ritrovato”: La Sala delle Asse verrà resa accessibile al pubblico che potrà ammirare il monocromo tramite  ponteggi e, attraverso un innovativo sistema multimediale, basato su proiezioni, ologrammi e illuminazione puntuale, potrà seguire il restauro in corso e avere “visoni suggestive”.

Il progetto è stato possibile grazie alle sinergie di amministrazione pubblica e soggetti privati, primo fra tutti A2A, che ha stanziato 1,5 milioni di euro; ma anche  Intesa San Paolo e  Arcus.

La Sopraintendenza ai Beni Architettonici e per il paesaggio di Milano, in collaborazione con la Direzione Regionale della Lombardia e l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze hanno elaborato il progetto.

di Raffaella Roversi

20 febbraio 2015

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