Ritorno al barocco. Fontana, Leoncillo, Melotti

Ritorno al barocco. Fontana, Leoncillo, Melotti

La galleria ML Fine Art Matteo Lampertico, a Milano, presenta dal 2 febbraio all’11 aprile 2021, Ritorno al barocco. Leoncillo Fontana Melotti. In mostra sono esposte capolavori in ceramica dei tre artisti: quattro opere di Fontana create tra il 1936 e il 1958; cinque di Melotti degli anni ’50; e sei di Leoncillo che coprono un arco temporale piuttosto breve, dal 1939, a metà degli anni ’40.

La domanda cui Ritorno al barocco. tenta di rispondere è: si può parlare di un Novecento barocco per la scultura italiana a partire dagli anni 30? Se si pensa al barocco come espressione per sottolineare l’opposizione ad un’epoca di misura e canoni stabiliti, come lo era quella figurativa del monumentalismo fascista o quella del ritorno all’ordine del movimento Novecento, la risposta non può che essere affermativa.

Tuttavia per noi c’è anche un altro elemento che ci spinge a rispondere positivamente.

Ritorno al barocco: la Meraviglia

Entrando negli spazi chiari, eleganti e sobri della Galleria Lampertico infatti, davanti alle opere in ceramica esposte, siamo stati colti da grande meraviglia. La meraviglia, che racchiude per noi, il nucleo fondamentale del barocco. Pensate alle volte, facciate, colonne dorate a tortiglioni di chiese ed edifici; all’energia dei gruppi marmorei di Bernini, al loro stile teatrale, elegante, esagerato. Lo stesso che ritroviamo anche in letteratura nelle pagine di Giambattista Marino che scrive: “È del poeta il fine la meraviglia (parlo dell’eccellente e non del goffo) : chi non sa far stupir vada alla striglia”.

L’artista del ‘600, sente infatti la necessità di creare ed esporre in modo estroso, per colpire lo spettatore al cuore e alla mente, lasciarlo affascinato, estasiato. Ma questa meraviglia, sconfina talvolta in spaesamento, sgomento, angoscia.

Del resto il barocco nasce nel secolo successivo a quello di Copernico e alla sua rivoluzione astronomica, che ha distrutto la visione tolemaico-aristotelica che considerava la terra e i suoi abitanti al centro dell’universo nato per volontà divina. La nuova teoria copernicana è talmente potente da risultare destabilizzante. Cosi come lo è stata la scoperta dell’America e dei suoi abitanti senza fede, senza legge, senza peccato. E neanche menzionati dalle sacre scritture, quasi che non siano parte della creazione. La prima mondializzazione che vede l’Europa al centro, la turba enormemente.

Ritorno al barocco: Meraviglia e Sgomento

Meraviglia dicevamo all’interno degli spazi della Galleria Lampertico, ma anche sgomento.

La meraviglia per la sintesi tra colori e luce e per i volumi che non sono puri ma grondanti di vita. Ma anche un filo di angoscia.

Come in Vongola e corallo, di Fontana, un fondo di mare e d’anima che rimanda alle alte e basse maree della vita. O il suo Cristo, in ceramica riflessata che si fonde con la croce in un moto ondoso di dolore che anela verso l’alto.

Anche la ceramica policroma di Leoncillo appare ad un primo sguardo come uno “splendido capriccio policromato e invetriato”, ma nasconde invece turbamento. La Sirena per es, del 1939 alla vigilia della guerra, rimanda ad un mito deformato dalla sofferenza. Come la Cariatide bifronte (1945) che nasconde tra i tratti sinuosi, tracce di dolore.

O I Due Trofei commissionati alla fine degli anni ’40 per decorare Il Palazzo della Civiltà Italiana all’EUR, a Roma. Avrebbero dovuto rappresentare il simbolo della forza e gloria italica imperitura, e risultano invece come una creazione ironica, vagamente irrispettosa , dove la scritta “trofei”, crea il dubbio sulla loro stessa natura.

Presenti in mostra anche 5 opere di Melotti. Sono figure femminili, simili tra loro per sembianze al punto da apparire “sorelle”. Sono eteree, avvolte da sfoglie sottili di ceramica. Sembrano steli di fiori aggraziati, contornati da foglie sinuose e protettive che non rispondono alla legge di gravità ma che contribuiscono ad innalzare verso un mondo ideale, il fiore che custodiscono al loro interno. Le opere in mostra sono del 1950. Sembrano rappresentare una fuga dalla realtà che nasce dallo sgomento dell’artista di fronte alle macerie della guerra, in cui era rimasto distrutto anche il suo studio e i suoi ideali.

Ritorno al barocco. Fontana, Leoncillo, Melotti

Dal 02 Febbraio 2021 al 11 Aprile 2021

ML Fine Art Matteo Lampertico, Via Montebello 30, Milano

Orari: da lunedì al venerdì 10.00 – 13.00 e 15.00 – 19.00

Curatori: Andrea Bacchi

Telefono per informazioni: +39 02 36586 547

E-Mail info: [email protected]

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