Siamo pronti a fare il SalTo Extra!

Siamo pronti a fare il SalTo Extra!
https://www.salonelibro.it/ita/14-maggio

Iniziano il 14 maggio i quattro giorni dell‘edizione straordinaria del Salone Internazionale del libro di Torino 2020 che in via del tutto eccezionale si reinventa totalmente riversandosi sul web: tutta l’organizzazione, costretta a rinunciare alla forma abituale di un evento in presenza a causa dell’emergenza Covid-19, opta per svolgere una sessione Extra online in attesa che passino questi hard times e si torni alla normalità.

Così mentre l’evento totale viene rimandato all’autunno, da giovedì 14 a domenica 17 maggio 2020 il Salone del Libro propone una sostenuta “preview” invadendo il web con una ricca programmazione di incontri, talk e dirette live streaming sui canali social ufficiali, in collaborazione con la Rai, main media partner, la quale mette a disposizione anche canali televisivi, come ad esempio Rai3 che racconterà al grande pubblico parte della rassegna torinese.

Fonte: Sito ufficiale del SalTo

Alessandro Barbero, storico medievista e accademico torinese, viene invitato ad inaugurare la manifestazione con una lezione live intitolata “Conseguenze inattese”: in collegamento dall’interno della Mole Antonelliana, dopo i saluti del Direttore Nicola Lagioia, lo storico inizia sostenendo come il caso abbia voluto che “Altre forme di vita” fosse il titolo adatto per quanto amaro dell’edizione Extra del Salone del Libro 2020. Passa in seguito ad interpellare la storia affinché essa rammenti come l’uomo abbia di volta in volta affrontato cicliche situazioni di instabilità reagendo ad esse in maniera repentina, secondo modalità di contenimento simili a quelle sperimentate dall’Italia in questo periodo.

Barbero ricorda esempi chiave di approcci diversi intrapresi per far fronte ad alcune storiche epidemie come la peste antonina, un tremendo vaiolo o morbillo che mise in ginocchio l’esercito romano durante il II secolo d.C. e che costrinse l’imperatore Marco Aurelio ad accogliere come soldati, e quindi cittadini, una quantità di stranieri enorme per rimpinguare le fila dell’esercito o come la peste nera che dal 1346 invase l’Europa uccidendo quasi un terzo della popolazione del continente e che obbligò i governi dell’epoca a chiudere le porte delle proprie città seguendo delle vere e proprie proto-quarantene.

L’umanità ha sempre saputo fronteggiare le catastrofi grazie a forti cambi di mentalità che accompagnano le trasformazioni socio-economiche di tutte le comunità.

Lo storico durante il suo discorso ricorda cicliche situazione catastrofiche alle quali l’umanità ha sempre saputo in qualche modo tenere testa, ma soprattutto richiama i forti cambi di mentalità che accompagnano da sempre le rinascite economico sociali delle comunità colpite.

Barbero chiama tali situazioni le conseguenze inattese delle difficoltà, i prodotti della crisi, i lati positivi che si concretizzano nel momento in cui la popolazione vessata dimostra la propria resilienza e in particolar modo la propria volontà di riprendersi e di uscire trasformata da difficoltà e depressioni.

‘Volontà’ è di fatti la parola chiave sulla quale Barbero insiste particolarmente ricordando che tutte le epoche hanno le proprie notti, e quante notti, ma che l’importante è vivere i periodi più bui della storia con la consapevolezza che una volta tornata la luce ci si deve rimboccare le maniche per ripartire e ricominciare tutti insieme come una grande comunità di formiche, un’immagine potente presa in prestito dal politico antifascista Gaetano Salvemini che tornato in patria dopo la seconda guerra mondiale vedeva nel popolo italiano le caratteristiche di un instancabile formicaio, sempre più abile a costruire in confronto a chi invece cerca di distruggerlo.

Nei quattro giorni dell’evento l’auspicio è quindi quello di ripensare alle “altre forme di vita”, manoscritte o virtuali, che tutti abbiamo vissuto parallelamente durante il lungo lock-down tenendo soprattutto alla mente che insieme ad esse anche la situazione di ripartenza che ci si prospetta davanti chiama a gran voce una profonda riflessione sulla responsabilità e sulla volontà del singolo nei confronti dei mezzi, dei modi e dei tempi di un decisivo cambiamento, ormai già in atto.

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