Fare pace con Pokémon Smeraldo

Il 16 settembre 2004 approda in Giappone Pokémon: Versione Smeraldo su Game Boy Advance, arrivato in Italia più di un anno dopo (facile all’epoca che le pubblicazioni per Giappone, USA ed Europa arrivassero in periodi diversi). Ultimo videogioco appartenente alla terza generazione di Pokémon, ovvero quella in cui furono introdotte 135 nuove creature ai 251 già esistenti (pensare che oggi sono arrivati a 1025).
Pokémon Smeraldo non è altro che un’edizione migliorata di Pokémon: Versione Rubino e Versione Zaffiro: altra pratica tipica della serie Pokémon fino alla quarta generazione, e tuttora di altre serie videoludiche di stampo nipponico (ad esempio, la serie Persona). Eppure gli upgrade rispetto ai titoli da cui deriva sono validi al punto che molti sostengono si tratti del miglior videogioco Pokémon di sempre, almeno tra quelli della serie principale.
Indubbia è la validità dei miglioramenti rispetto a quella che è la base di partenza di Pokémon Smeraldo, ma ciò non toglie che riporti anche gran parte dei difetti di quella base, problematici se rapportati ai videogiochi di Pokémon antecedenti e successivi.
Ma come risulta Pokémon Smeraldo senza avere più la scimmia del completismo? Può un videogioco Pokémon essere efficace anche con limiti evidenti per la serie principale? Facendo un’analisi diversa si possono notare tante cose sfuggite all’epoca, specialmente per chi era nell’infanzia e nella preadolescenza.
Equilibrio naturale: ciò che ignoravi da ragazzino
Curioso come la pubblicazione di Pokémon Rubino e Zaffiro in Europa sia avvenuta il 25 luglio 2003, durante l’estate che vide un’ondata di caldo anomala.
All’epoca la società di massa non dava ancora peso a quello che fu il primo punto di svolta per il cambiamento climatico, così come i videogiocatori, specialmente della mia età (quell’estate compievo 12 anni), non davano molto peso al tema portante dei nuovi videogiochi Pokémon di terza generazione.
Si parlava, sulle riviste, di un Professor Birch come un ricercatore che preferisce studiare i Pokémon in natura piuttosto che in un laboratorio, o dei nuovi Team Magma e Team Idro (o Team Aqua, se preferite) che vogliono espandere la terra o il mare. Non si era tuttavia mai parlato del fatto che è proprio l’equilibrio naturale il concetto della storia raccontata nella regione di Hoenn.
Il primo elemento a introdurre questo concetto, è la meccanica di gioco delle bacche, introdotta per la prima volta nei videogiochi Pokémon di seconda generazione e potenziata in quelli di terza.
Al di là del maggior numero dei tipi di bacche, dell’utilissima possibilità di piantare, annaffiare e attendere che germoglino, e del loro scopo per la nuova modalità delle Gare Pokémon, si presti attenzione anche alla narrazione riguardante le bacche in Pokémon Rubino, Zaffiro e Smeraldo. Nella regione di Hoenn si incontrano infatti diversi NPC che oltre a donare bacche e oggetti a riguardo, raccontano di questo mondo.

Un’altra figura che riguarda il tema portante di Hoenn è Lino (Wally in inglese), un ragazzo che vive a Petalipoli a cui il/la protagonista insegnerà a catturare il suo primo Pokémon, ovvero Ralts (altro non è che il classico tutorial sulla cattura, presente all’inizio dei videogiochi Pokémon).
Lino si presenta come un ragazzo timido, ma ostinato a diventare un grande allenatore di Pokémon, con i suoi genitori e i suoi zii che si preoccupano per lui.
A primo impatto, sfugge il reale motivo delle preoccupazioni dei suoi parenti: Lino è malato. Non viene mai specificato né mostrato quale malattia lo affligge; viene detto invece che si trasferisce dai suoi zii a Mentania poiché l’aria di quella cittadina fa bene alla sua salute, anche se poi continuerà a far preoccupare i suoi parenti viaggiando per la regione di Hoenn, fino a raggiungere il protagonista all’uscita della Via Vittoria, appena prima dell’accesso alla Lega Pokémon, dove potrà essere sfidato periodicamente.

Mentania è solo una dei tanti centri abitati di Hoenn a stretto contatto con la natura.
Vi troviamo Cuordilava, ai piedi del vulcanico Monte Camino, e l’importanza che da alle sue terme, oltre ad avere l’unica farmacia che vende rimedi naturali; Forestopoli con le sue case in legno costruite sugli alberi; Orocea in mezzo al mare, costruita sulle palafitte; Ceneride che sorge intorno a un lago di origine vulcanica, rispettosa dell’antichità.
Persino dove vi è la modernità si è rispettosi della natura, come nel caso dei lavori del Tunnel Menferro, interrotti in quanto risultati dannosi per i Pokémon a livello sonoro, spingendo così il fidanzato della cugina di Lino, un “Cinturanera”, a terminare i lavori a mani nude (aiutato dalla mossa Spaccaroccia usata dal protagonista) pur di avere un collegamento rapido tra Mentania e il Percorso 116.

La Devon S.p.a. di Ferrugipoli, una delle città più grandi e moderne di Hoenn, è l’esempio più imponente di capitalismo in Pokémon Rubino, Zaffiro, e Smeraldo, eppure specifica e dimostra di creare tecnologie utili per la società del mondo Pokémon.
Vi è poi l’Istituto Meteo, in grado di individuare l’area dove si sono rifugiati Groudon e Kyogre (dopo aver battuto la Lega Pokémon) seguendo le anomalie del tempo, nonché creatori di Castform, il Pokémon legato alle condizioni meteorologiche.
Lo sviluppo scientifico è uno dei motivi di investimento nella regione di Hoenn, tra la stazione spaziale di Verdeazzupoli e il sottomarino per esplorare gli antichi fondali marini, costruito con la Merce Devon facente parte di una delle primissime missioni dell’avventura. Non vengono poste domande su inquinamento ed eventuali danni ambientali, ma nel dubbio, la storia del Tunnel Menferro raccontata poc’anzi dovrebbe essere una garanzia.

A sconvolgere questo equilibrio naturale sono il Team Magma e il Team Idro, desiderosi rispettivamente di prosciugare il mare e sommergere la terraferma risvegliando Groudon e Kyogre, le creature leggendarie che si dice abbiano forgiato i continenti e creato le maree in uno scontro tra di loro.
Due pessimi piani all’apparenza: quale umano desidererebbe mai un mondo senza il mare o senza la terraferma? Eppure Max e Ivan, i rispettivi capi dei due Team, pur non apparendo come nichilisti (come Cyrus nei successivi videogiochi Pokémon Diamante, Perla, e Platino) non si rendono conto del pericolo finché non vengono risvegliati i due Pokémon leggendari.
Una chiave di lettura può essere quella del riconoscimento postumo: il Team Magma e il Team Idro come pionieri dei complottisti del clima. Nel decennio in corso sono stati vissuti tanti di quegli eventi catastrofici e tante di quelle reazioni apparentemente insensate, da aver elevato il valore di opere come Idiocracy e Don’t Look Up, arrivando al punto di pensare che l’assurdità non sia più nei piani del Team Magma e del Team Idro, quanto nel fatto che i rispettivi leader rinsaviscano dinanzi alla catastrofe.

Ma in un videogioco dove l’equilibrio naturale è il tema portante, permane un quesito su Groudon e Kyogre: perché combattono tra di loro? Una domanda che si pone anche uno degli abitanti di Ceneride, accorsi sulle rive del lago quando i due Pokémon vi appaiono al centro per scontrarsi.
Egli ipotizza che i due semplicemente non riescano a controllare i loro poteri, il che potrebbe essere inteso come essere schiavi della propria natura, specialmente trattandosi di animali preistorici che non seguono la logica umana, per quanto tale logica, come raccontato da questa storia, non sempre viene applicata dagli umani stessi.
Uno scorpione chiede ad una rana di lasciarlo salire sulla sua schiena e di trasportarlo sull’altra sponda di un fiume. In un primo momento la rana rifiuta, temendo di essere punta durante il tragitto. L’aracnide argomenta però in modo convincente sull’infondatezza di tale timore: se la pungesse, infatti, anche lui cadrebbe nel fiume e, non sapendo nuotare, morirebbe insieme a lei. La rana, allora, accetta e permette allo scorpione di salirle sulla schiena, ma, a metà strada, lui la punge condannando entrambi alla morte. Quando la rana chiede allo scorpione il perché del suo gesto folle, questi risponde: “Non posso farci nulla, è la mia natura!”
La rana e lo scorpione
La regione di Hoenn
Il Tunnel Menferro, citato in precedenza, è il primo esempio per spiegare com’è strutturata l’avventura nella regione di Hoenn, ovvero la progressione di Pokémon Smeraldo.
Quando si pensa alla progressione di un videogioco Pokémon della serie principale, si immagina una main quest che segue un percorso lineare, fino a sbloccare la mossa Volo che permette di tornare in qualsiasi centro abitato visitato in precedenza.
Eppure ci sono alcune mappe di questi videogiochi, tra cui quella di Hoenn, dalla struttura talmente valida che risulta comprensibile solo percorrendole a piedi, o in bicicletta, rendendosi conto che la mossa Volo usata fuori dalla lotta altro non è che un viaggio rapido.

L’apertura del Tunnel Menferro è il primo passo che trasforma gran parte dei percorsi di Hoenn in una sorta di cerchi concentrici. La mappa illustrata più in basso, con su scritti i centri abitati che si andranno a nominare, aiuta a capire i prossimi esempi.
Tale collegamento permette un primo percorso “circolare” (sarebbe più corretto dire rettangolare) Ferrugipoli – Bluruvia – Porto Selcepoli – Ciclamipoli – Mentania, mantenendo il collegamento anche allungando il percorso, andando a nord di Ciclamipoli fino a Brunifoglia, e scendendo di nuovo a Ferrugipoli attraverso le Cascate Meteora. Da qui nasce anche un nuovo percorso circolare Ferrugipoli – Mentania – Ciclamipoli – Brunifoglia.
Una volta sbloccata la possibilità di usare la mossa Surf fuori dalla lotta, per spostarsi liberamente sugli specchi d’acqua, è possibile andare appena a nord-ovest di Porto Selcepoli per tornare a Solarosa, il secondo centro abitato che si visita nell’avventura, creando ancora altri percorsi circolari: Solarosa – Petalipoli – Bluruvia – Porto Selcepoli, oppure Solarosa – Petalipoli – Ferrugipoli – Brunifoglia – Ciclamipoli, ma anche Solarosa – Petalipoli – Ferrugipoli – Mentania – Ciclamipoli – Porto Selcepoli.

A rendere validi questi collegamenti contribuisce la velocità di movimento, rimasta ai livelli della passata generazione nonostante l’upgrade del comparto tecnico su Game Boy Advance (cosa che non si può dire dei successivi Pokémon Diamante e Perla su Nintendo DS).
Persino i collegamenti con Bluruvia, che è un’isola, sono piuttosto rapidi anche prima di usare Surf, essendo lo spostamento automatico con la barca del Sig. Marino pressoché immediato, e privo di caricamenti.
Tali collegamenti dovrebbero avere un senso per evitare l’uso del “viaggio rapido”, cosa che Pokémon Smeraldo gli dà in diversi modi. In primis tramite lo Sfidafonino, funzione del PokéNav per sapere quali allenatori già sconfitti vogliono lottare di nuovo, diventando anche sempre più forti nel corso del tempo.
Lo Sfidafonino è un’evoluzione della funzione Allenatori presente nel PokéNav di Pokémon Rubino e Zaffiro, la cui differenza sta nel poter telefonare e ricevere telefonate ai contatti registrati.

Un cambiamento non da poco: ricevere continuamente telefonate dagli allenatori fa stare sul pezzo, ricordando di controllare chi di loro può essere sfidato di nuovo, mentre si attraversa la mappa perfettamente interconnessa di Hoenn.
Telefonare invece ai contatti, potrebbe spingere a scoprire immediatamente qualche novità, come ad esempio avvisare il Sig. Petri dopo aver consegnato la Merce Devon e scoprire che si può ricevere subito il Condivisore Esperienza in premio, potendo così allenare i Pokémon anche senza farli partecipare a una lotta fin dalle prime ore di gioco.
Sfidare nuovamente gli allenatori aiuta a bilanciare la progressione dell’avventura, permettendo di tirar sù una squadra di Pokémon in linea con le difficoltà da superare, senza ricorrere in alcun modo al grinding.
Muoversi senza usare Volo aiuta anche la schiusura delle Uova Pokémon e la crescita delle creature lasciate alla Pensione, essendo entrambe meccaniche legate da sempre non al tempo trascorso ma al numero di passi fatti.
Anche la coltivazione delle bacche, spinta dal suddetto tema naturalistico di Pokémon Rubino, Zaffiro e Smeraldo, con diversi NPC che rammentano l’importanza di piantare di nuovo le bacche raccolte, è favorita dalla possibilità che si torni più volte sui percorsi dove sono state piantate.

L’unico difetto riscontrabile nella progressione dell’avventura in Pokémon Smeraldo sta nella possibilità di catturare Rayquaza prima di affrontare la Lega Pokémon, avendo lasciato tale Pokémon leggendario selvatico a livello 70, come in Pokémon Rubino e Zaffiro dove tuttavia la Torre dei Cieli (il dungeon in cui si trova Rayquaza) diventa accessibile solo dopo aver battuto la Lega.
Checché ne dicano gli appassionati, è il gioco che fa le regole in questi casi: se è possibile affrontare determinate sfide con i Pokémon leggendari, si deve tenerne conto. Se il Parco Lotta vieta l’uso di determinati Pokémon, tra cui Kyogre, Groudon, e Rayquaza, avrebbe benissimo potuto vietarli qualsiasi altra sfida presente nel gioco.
Pertanto la cattura di uno tra Groudon (in Pokémon Rubino) e Kyogre (in Pokémon Zaffiro) a livello 45 prima della Lega Pokémon, così come la possibilità di catturare Regirock, Regice e Registeel a livello 40, aiuta il giocatore in Pokémon Rubino e Zaffiro anche senza ricorrere al grinding per perfezionare la sua squadra; Rayquaza a livello 70 in Pokémon Smeraldo, rende invece la Lega Pokémon, raccontata come la sfida finale di ogni allenatore, una barzelletta.

Sembra quasi che il gioco voglia affrettare il giocatore a raggiungere proprio il Parco Lotta, la nuova area post game introdotta in Pokémon Smeraldo, la quale offre una serie di sfide appassionanti ed è considerabile come una sorta di gioco Pokémon competitivo offline. Sarebbe stato più appagante raggiungerlo con merito.
L’apice della terza generazione… ma nel resto della serie?
Nel valutare i videogiochi Pokémon di terza generazione, è difficile evitare il confronto con il percorso fatto dalla serie prima del 2002-2003, così come quello seguito su Nintendo DS negli anni successivi.
Analizzare l’avventura a Hoenn secondo alcuni punti di vista del game design e del world building, oltre ai palesi meriti delle meccaniche di gioco introdotte in terza generazione, dà un lustro maggiore a Pokémon Rubino e Zaffiro, ma è comunque arduo non guardare indietro.
Hoenn è una regione insulare, ispirata a Kyushu dell’arcipelago del Giappone, e non è collegata come lo sono le regioni di Kanto e Johto nei videogiochi Pokémon di seconda generazione. Logico pensare, da un punto di vista del world building, che Hoenn possa avere un ecosistema diverso da quello delle regioni di prima e seconda generazione, ma ciò non toglie che Pokémon sia un videogioco monster catcher e come tale va preso in analisi.
Mentre in Pokémon Oro, Argento, e Cristallo è possibile ottenere ben 236 dei 251 Pokémon presenti, risolvendo la mancanza dei quindici esclusi scambiando con i videogiochi antecedenti della serie, in terza generazione ci sono voluti cinque o sei videogiochi per completare il Pokédex, e in alcuni casi anche più di una console Nintendo.
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I videogiochi Pokémon per Game Boy Advance non sono compatibili con i precedenti titoli per Game Boy e Game Boy Color, e Pokémon Rubino e Zaffiro presentano solo 200 creature tra vecchie e nuove, più due ottenibili tramite evento o altri videogiochi per Gamecube.
Proprio l’allora console ammiraglia di Nintendo ha permesso di ottenere una manciata dei Pokémon esclusi, tramite il videogioco Pokémon Colosseum; per tutti gli altri è stato necessario attendere Pokémon: Versione Rosso Fuoco e Versione Verde Foglia, i remake per Game Boy Advance dei videogiochi Pokémon di prima generazione.
Bisogna però tenere conto che Smeraldo è l’ultimo dei videogiochi Pokémon di terza generazione arrivato sul mercato, quando già c’erano tutti gli altri con cui è compatibile. Per quanto sia scomodo dover necessariamente scambiare oltre cento creature con le versioni Rosso Fuoco e Verde Foglia, se si vuole completare il Pokédex, è comunque diverso dall’aver dovuto aspettare più di un anno al tempo di Pokémon Rubino e Zaffiro.

In Pokémon Smeraldo è stata resa catturabile anche quella manciata di Pokémon che era ottenibile solo in Pokémon Colosseum, rendendo così obsoleta la necessità di collegarsi con un Gamecube per tale motivo.
Affrontare inoltre Pokémon di tutte le generazione (le prime tre, ovviamente) nelle varie sfide del Parco Lotta, può dare uno stimolo ulteriore a ottenerli in collezione, rendendo desiderosi di combattere creando nuove strategie con nuove creature.
Pokémon Smeraldo reintroduce anche gli sprite animati dei Pokémon, visti per la prima volta con la versione Cristallo in seconda generazione e scomparsi in tutti gli altri videogiochi di terza generazione, nonostante l’upgrade grafico su Game Boy Advance.
Un elemento parzialmente da rivalutare è invece la terza generazione interamente priva del ciclo giorno-notte, introdotto in Pokémon Oro e Argento, mantenendo solo l’orologio. In questo modo si ha la stessa estetica e le stesse condizioni di gioco in ogni caso, altrimenti giocare in un determinato periodo della giornata significherebbe giocare solo in determinate condizioni; peccato che in questo modo non siano presenti gli eventi dedicati all’alternanza tra giorno e notte e al calendario settimanale.
Al contrario, Pokémon Smeraldo enfatizza la meccanica delle lotte in doppio, introdotta in Pokémon Rubino e Zaffiro e divenuta lo standard per il gioco competitivo, introducendo le lotte multiple nelle quali è possibile scegliere se sfidare gli allenatori singolarmente o fare in modo che si uniscano. Soprattutto, la regione di Hoenn in Pokémon Smeraldo è disseminata di allenatori affrontabili con una lotta multipla, al contrario di Rubino e Zaffiro dove le lotte in doppio sono presenti in numero risicato durante il viaggio.

A ventidue anni dal suo arrivo sul mercato nipponico, e a quasi ventun anni dall’arrivo sul mercato europeo, Pokémon Smeraldo risulta oggi un monster catcher contenuto rispetto ai videogiochi Pokémon per Game Boy Color, ma allo stesso tempo con una main quest solida nel gameplay e nella narrazione, accompagnata da un world building di personalità, e con un endgame in grado di generare tante sfide strategiche e gioco di ruolo.
Pur essendo un’edizione migliorata di Pokémon Rubino e Zaffiro, se rapportati ad esso li fa sembrare una versione preliminare ancora grezza, grazie ad alcune novità quali le numerose lotte multiple, o il Parco Lotta e tutte le attività simili sparse per la regione di Hoenn; un ribilanciamento della main quest (anche se con la pecca di Rayquaza); un restyling grafico dei menù; il ritorno degli sprite animati e anche l’avere già alle spalle Pokémon Rosso Fuoco e Verde Foglia.
Come Rubino e Zaffiro, resta comunque un’avventura contenuta se rapportata ai videogiochi Pokémon di seconda generazione (che avevano anche aggiunto una Torre Lotta molto interessante in Pokémon Cristallo), ma anche a quelli delle generazioni per Nintendo DS e 3DS.
Non è questione di quante regioni esplorabili ci siano e quante Palestre Pokémon si possano sfidare, bensì di quante storie si raccontano, quante attività offrano i luoghi visitati e, soprattutto per un monster catcher nato con il motto “Acchiappali tutti!”, quante creature possono essere catturate senza dover fare i salti mortali.
Dopotutto, se un DLC colma delle carenze del rispettivo videogioco base, viene visto come fosse contenuto tagliato; se a fare lo stesso sono altri videogiochi completi, è invece tutto apposto?





