Tape: un’indagine su memoria, traumi e responsabilità
Tape, La registrazione è in scena dal 5 al 22 marzo 2026 al Teatro Filodrammatici di Milano. Il testo di Stephen Belber, drammaturgo statunitense, è stato riadattato per il cinema nel 2001 da Richard Linklater.
Racconta di uno strano incontro tra vecchi compagni di liceo in una squallida stanza di albergo di una cittadina americana dove si svolge un piccolo festival del cinema.
Jon, Tommaso Amadio aspirante regista con la voglia di guardare, capire e cambiare il mondo, è li per presentare il suo film. È pacato, sicuro, con una postura centrata. Il suo vecchio compagno di liceo Vince è venuto per incontrarlo.
Tape: da subito la situazione appare disequilibrata.
Le differenze che al liceo non avevano peso per la meravigliosa assenza di giudizio dell’adolescenza, ora sono materiche.
Vince non ha infatti un lavoro fisso, è volontario tra i pompieri e sopravvive spacciando, anche al capo dei pompieri. Beve birra e si fa continuamente.
Umberto Terruso dà al suo personaggio una tensione emotiva per tutto lo spettacolo. Il suo corpo è teso, nervoso. I gesti, oltre che il frasario, sono volgari, “maschi”. Anche l’ultima ragazza lo ha lasciato proprio per quel suo piacere animale del vivere che sfocia spesso in violenza.
La voglia di rivedersi è dunque velata da battute e giudizi che si lanciano addosso. Quando poi Vince tira fuori un argomento scomodo, tutto esplode. Si riferisce ad un ipotetico stupro da parte di Jon a Amy, l’ex ragazza di Vince, che dopo poco arriva nella stanza complicando ancora di più la conversazione.
Perché improvvisamente si incrociano tre memorie diverse per uno stesso evento.
Sono tre archivi storici diversi dove i traumi di ciascun protagonista hanno compromesso l’attività di memoria, che diventa dissociativa. In Amy il ricordo sembra inizialmente addirittura evaporato anche se influenza in ogni caso il suo comportamento. La sua amnesia totale o parziale ci appare come una risposta biologica di sopravvivenza. Ma poi deflagra in maniera invasiva e feroce.
Interessante la scelta della regia. Bruno Fornasari cambia infatti l’anagrafica dei personaggi.
Se Stephen Belber li ha immaginati sotto la trentina, Fornasari li presenta attorno ai quaranta. Sono in età adulta, vicini al diventare genitori.
Come si può educare un figlio se non si sono fatti i conti col proprio passato, i propri fallimenti, le proprie responsabilità?
Teatro Filodrammatici di Milano
Piazza Paolo Ferrari, 6
Tape, La Registrazione
un progetto Amadio/Fornasari, traduzione e regia Bruno Fornasari
di Stephen Belber
Ph. Laila Pozzo
con Tommaso Amadio, Camilla Pistorello, Umberto Terruso
scena e luci Fabrizio Visconti, costumi Mirella Salvischiani
produzione Teatro Filodrammatici di Milano
con il sostegno di Fondazione Cariplo – NEXT Laboratorio delle idee per la produzione e programmazione dello spettacolo lombardo 2025/2026
www.teatrofilodrammatici.eu
Biglietteria: Tel. +39 02 36727550, biglietteria@teatrofilodrammatici.eu
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