Molto dolore per nulla: l’amore non è questo!
Luisa Borini porta nell’intima sala della Cavallerizza del Teatro Litta, dal 12 al 15 marzo 2026, un suo monologo effervescente, pieno di energia vitale, di risate e riflessioni: Molto dolore per nulla.
Il tema a dire il vero è serio e doloroso. Si parla infatti di dipendenza affettiva.
Essa è stata inserita nel 2013 per la prima volta nel Dsm-5, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Entra così a far parte delle nuove dipendenze come il gioco d’azzardo, lo shopping compulsivo, la dipendenza da internet o da sport.
Ma lei ci prende per mano, ci fa ridere, ci fa rilassare, cantare e poi, quando siamo tranquilli, comincia a parlarcene, senza darci il tempo di aver paura.
Il palco è vuoto. Ci sono solo cinque altoparlanti stilizzati che prenderanno i colori delle emozioni evocate ( Matteo Gozzi). Che sono tante.
Col suo simpatico accento ternano, si pone da subito in una dimensione dialogica col pubblico.
Comincia col raccontare che è un’artista delle liste. Le sa fare a meraviglia su ogni argomento, con tanto di sottogruppi, sottoliste, asterischi e paragrafi laterali. Le fa anche su commissione, se qualcuno del pubblico fosse interessato.
Non poteva quindi mancare quella dei suoi fidanzati. Che comincia ai tempi dell’asilo e arriva all’età adulta nutrendosi nel mentre, di telenovelas, canzoni italiane cantate a squarciagola sul palco e sedute dalla psicologa.
Iniziate presto a dire il vero, in adolescenza, per quella sensazione di vuoto, di voragine, di solitudine successiva all’abbandono del primo ragazzo. E continuate per la sua insicurezza, per l’idea ossessiva di stare “insieme” a qualcuno a qualsiasi costo, di sentirsi accettata anche a prezzo della propria libertà.
Sino ad arrivare alla storia con Michele, bello come un dio, conoscitore del mondo e dei corpi delle donne. Ma anche violento, denigratore, offensivo, manipolatore.
Mentre il lungo filo del microfono si attorciglia in cerchi sempre più stretti attorno al polso, al braccio e infine alla spalla della brava attrice, percorriamo con lei i gironi infernali della violenza.
Quella che comincia in modo subdolo, con condotte reiterate “ maschie”, culturalmente ancora accettate che però generano ansia, paura, perdita identitaria.
Le tappe sono quelle classiche: un amore passionale fortissimo, una tensione all’inizio che confonde ma che cresce sempre di più alimentata da controllo, gelosie inesistenti, svalutazioni.
E ancora, la perdita identitaria della vittima, che si isola per paura di non essere creduta e al contempo si consuma nel dubbio di essere sbagliata e nel giustificare la violenza del partner. Mentre il filo del microfono continua ad avvolgere, stringere, soffocare.
E a legare e confondere amore, attaccamento, possesso. Fino al lampo di consapevolezza: l’amore non è questo!
MTM La Cavallerizza, Teatro Litta – dal 12 al 15 marzo 2026
Molto dolore per nulla
di e con Luisa Borini
disegno luci Matteo Gozzi
progetto sonoro Leo Merati
abito di Clotilde Official produzione Atto Due
con il sostegno di ZUT! e Centro Umbro Residenze Artistiche e Strabismi – Selezione Strabismi 2022
Spettacolo vincitore In-Box 2024/25




