Opera al Bianco, la nuova Montagna Incantata

Opera al Bianco è lo spettacolo scritto e diretto da Fausto Paravidino e portato sul palco dai ragazzi diplomatosi questo anno all’Accademia dei Filodrammatici di Milano. È In scena, in prima nazionale, al Teatro Filodrammatici di Milano dal 9 al 19 ottobre 2025. Pietro Gambacorta è aiuto regia.
Un lavoro potente, vitale, irrefrenabile. A tratti, per alcuni spettatori, perfino disturbante nella sua apparente incontrollabilità talvolta orgiastica.
Che in realtà non è che un gioco teatrale pirotecnico per i giovani attori che vi si abbandonano corpo e anima.
Sulle scene disegnate da Lucia Menegazzo, illuminate da Fabrizio Visconti, Giorgia Casiglia, Lara Cosentino, Alessio Dongarrà, Tancredi Gadaleta, Ernesto Genovese, Matteo Gialanella, Allegra Gomiero, Lisa Mignacca, Stefano Palumbo, Damiano Piva, Elisabeth Tonetto, Caterina Truci, regalano la vitalità, l’entusiasmo e anche un po’ dell’incoscienza dei loro anni.
Talvolta si ride. La drammaturgia è vivace, sconcertante, contraddittoria, aggressiva, fragile, proprio come loro e come il mondo che gli abbiamo lasciato. Si muovono sicuri, indifesi, tracotanti, invasati, accecati, sopraffatti da emozioni che non arrivano a riconoscere. Sono tutto e il contrario di tutto. C’è amicizia, poca, solitudine, tanta, atomizzazione.
Tutti corpi in cerca di sé che navigano nel vuoto cosmico, tra paure e ansie in uno smarrimento dilagante ed inconsapevole. Si incontrano, si toccano, si scontrano, si accoppiano. E la solitudine cresce dentro di loro scandita dalle musiche di Enrico Melozzi. Hanno dovuto lasciare all’entrata il loro nome di battesimo e con lui, quel briciolo di identità che c’era rimasta attaccata.
Opera al Bianco, testo di crittografia letteraria
Un testo di “crittografia letteraria” visti gli innumerevoli riferimenti ad altre opere. Il titolo potrebbe sembrare un lapsus freudiano-alchemico. Opera al Bianco infatti in alchimia segue l’opera al nero, il primo stadio di decomposizione totale degli elementi per poter arrivare poi, alla pietra filosofale.
L’opera al nero è anche il titolo di un mirabile romanzo della Yourcenar. Il suo personaggio Zenone, non cerca di modificare i metalli per arrivare a fabbricare l’oro, ma di superare le prove dello spirito per purificarsi l’anima e arrivare alla libertà.
Assetato di conoscenza, cerca ragione e verità allontanandosi dal luogo natio. Per questo lascia Bruges e attraversa paesi, dall’Oriente ai paesi scandinavi, in un continuo viaggio iniziatico che è interiore e chilometrico.
Mentre l’Europa brucia nelle guerre di religione, la mobilità lo facilita a liberarsi da pregiudizi e false credenze. Finisce però vittima di eresia, violenza e oscurantismo, le piaghe del suo secolo.
Opera al Bianco e La Montagna Incantata
Due giornate di viaggio, scrive Thomas Mann nell’introduzione a La montagna incantata iniziata nel 1912 quando le nubi della guerra già si addensano, allontanano l’uomo specialmente il giovane che non ha ancora salde radici nella vita, dal suo solito mondo.
Hans Castorp poco più che ventenne è il giovane protagonista che ha intrapreso il viaggio iniziatico per La Montagna Incantata solo per salutare il cugino. Ci resta intrappolato invece sette anni. E ne uscirà per diventare carne da macello tra le trincee della prima guerra mondiale.
Anche JD, tra i protagonisti di Opera al Bianco, decide di compiere un viaggio iniziatico per scappare davanti alla proposta di matrimonio di Sara perché non è pronto. Si rifugia in una grotta, un posto nascosto, in una specie di setta che dovrebbe aiutarlo a scoprire chi è, cosa vuole.
Anche lui dovrebbe restare lì solo il tempo di ritrovarsi, ma ne viene risucchiato insieme ai suoi nuovi compagni di viaggio. Tutti cercano la libertà fuori e non dentro se stessi e restano in balia di maglie invisibili e manipolatrici. Perché hanno un forte bisogno di una guida che non c’è.
Se il tempo di Zenone era squarciato da guerre religiose e quello di Castorp dall’avanzare della prima guerra mondiale, quello di JD e dei suoi compagni è il nostro tempo, avvolto in una nube mediatica tossica, tra guerre, genocidi, violenza, assenza di limiti.
Il protagonista JD cerca nella setta libertà e verità. Ma trova smarrimento, anarchia, sregolatezza tra un cigno bianco, (simbolo di alba alchemica che non verrà), una luna che tarda ad arrivare e danze orgiastiche.
Opera al Bianco ci sembra la nuova “Montagna Incantata” di questa generazione, dove dopo l’evaporazione e la morte del padre, si cerca almeno una madre, forse per paura dell’estinzione. Inutile dire che anche la grande madre lascia i giovani, orfani di vita passata e futura.
Lo spettacolo molto vitale, a tratti fa ridere. Ma è una fotografia spaesante di questa nuova generazione che rimanda a noi adulti una grande resposabilità. L’urlo tribale di violenza collettiva che lo chiude, ricorda il finale della Cantatrice Calva. Dove la parola coerente fallisce, dove la verità diventa menzogna o viceversa, c’è posto solo per la violenza.
TEATRO FILODRAMMATICI MILANO
Milano, Teatro Filodrammatici – Piazza Paolo Ferrari, 6 (angolo via Filodrammatici)
Opera al Bianco
scritto e diretto da
Fausto Paravidino
con
Giorgia Casiglia, Lara Cosentino, Alessio Dongarrà, Tancredi Gadaleta, Ernesto Genovese, Matteo Gialanella, Allegra Gomiero, Lisa Mignacca, Stefano Palumbo, Damiano Piva, Elisabeth Tonetto, Caterina Truci
scene e costumi di Lucia Menegazzo
musiche originali di Enrico Melozzi
disegno luci Fabrizio Visconti
assistente alla regia Pietro Gambacorta
produzione Accademia dei Filodrammatici
Prevendite alla biglietteria del Teatro Filodrammatici e su www.teatrofilodrammatici.eu
Orario spettacoli Mar, gio, ven, sab, ore 20:30; Mer, ore 19.30; Dom, ore 16.00
www.teatrofilodrammatici.eu
Biglietteria: Tel. +39 02 36727550 biglietteria@teatrofilodrammatici.eu
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