Crans-Montana. Oltre i 40 morti e 115 feriti
Sono almeno quaranta i morti dell’esplosione che si è verificata in un locale della nota stazione sciistica svizzera di Crans-Montana, a circa due ore dalla capitale Berna (ma 47 secondo alcuni media elvetici). Secondo la polizia ci sarebbero anche un centinaio di feriti, di cui alcuni in gravi condizioni. “C’è stata un’esplosione intorno all’1.30 del mattino”, ha detto all’agenzia Afp Gaetan Lathion, portavoce della polizia del Canton Vallese, nel sud-ovest del Paese, aggiungendo che “l’incendio non sembra di natura dolosa ed è esclusa la matrice terroristica”.
A causare la tragedia, secondo il racconto di alcuni testimoni, sarebbero state delle candeline accese sulle bottiglie di champagne: le fiamme si sarebbero propagate sul soffitto del locale, che avrebbe poi preso fuoco in pochi minuti. L’incendio si è sviluppato nel seminterrato del locale, pare durante un concerto. Secondo le autorità cantonali si sarebbe verificato un flashover, ovvero un passaggio improvviso e rapido da un incendio di piccola entità a un incendio vero e proprio che ha intaccato tutte le superfici infiammabili in pochi istanti.
Come hanno riferito le autorità nel pomeriggio, il flashover ha causato una o più esplosioni. “La pista che privilegiamo è quella di un incendio che ha provocato un esplosione. Abbiamo ascoltato diversi testimoni. È stata aperta un’inchiesta per stabilire le ragioni dell’incendio” ha affermato Beatrice Pilloud, procuratrice del Canton Vallese. “La scalinata che sale dal seminterrato al piano terra è piuttosto stretta, ma l’inchiesta determinerà se sono state rispettate le norme di sicurezza” ha aggiunto, spiegando “Non sono stati fatti arresti e non è stato identificato alcun sospettato”. Esclusa l’ipotesi del dolo. “È stato un incidente, non è stata una esplosione voluta”.
Dalle prime ricostruzioni sembra che, al momento dell’incendio, nel locale “Le Constellation” fossero presenti soprattutto giovani. Secondo il suo sito web, il locale può ospitare 300 persone all’interno e 40 sulla terrazza. Secondo il capo della polizia cantonale Frederic Gisler: “I morti sono una quarantina, 115 i feriti, 40 molto gravi”. Secondo il bilancio dell’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, “Abbiamo sei italiani dispersi e tredici ricoverati in vari nosocomi svizzeri e a Milano al Niguarda”. Le autorità svizzere parlano di 80-100 persone in condizioni critiche, tra i 115 feriti. «Delle centinaia di persone ricoverate negli ospedali – ha spiegato il capo del dipartimento della sicurezza del Canton Vallese, Stéphane Ganzer, alla radio francese Rtl – molte non sono state ancora identificate».
Infatti, “l’accertamento delle vittime richiederà dei giorni a causa delle gravi ustioni subite dalle persone che si trovavano all’interno del locale” ha affermato l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado. “Questa sera potrò avere elenco dei ricoverati italiani in vari ospedali, non solo qui a Sion, ma a Losanna, Ginevra, Zurigo e Berna”. L’ambasciatore ha aggiunto che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha disposto l’allestimento di una piccola unità di crisi a Crans-Montana del consolato generale a Ginevra “per rispondere alle domande dei connazionali ma anche per assistere le famiglie”. Tempistiche confermate anche da un portavoce della polizia svizzera: il lavoro potrebbe protrarsi per giorni, ha spiegato a Keystone-Ats, ed è molto difficile, dato l’elevato numero di vittime. Intervistato dalla radio romanda Rts, anche il consigliere di Stato Mathias Reynard ha sottolineato che l’identificazione delle vittime richiederà ancora tempo, mentre la situazione negli ospedali rimane molto tesa.




