L’Odeon non ha spento le luci
C’era una Firenze in cui la sera si usciva per andare al cinema come a un rito. Si attraversavano strade illuminate da lampioni gialli, si entrava in sale eleganti, si prendeva posto in platea mentre il brusio si spegneva e il grande schermo si accendeva. In quella città, che oggi sembra lontana ma che resiste nelle architetture e nella memoria, il Cinema Odeon era molto più di una semplice sala per proiezioni.
Per decenni è stato considerato il cinema più bello di Firenze, uno spazio in cui il tempo sembrava sospeso tra l’oro delle decorazioni, le linee dell’Art Déco e il fascino di un’idea di spettacolo che univa mondanità e cultura. Oggi in quelle stesse poltrone non si aspetta più l’inizio di un film, ma ci si può sedere a leggere un libro.
Nel cuore del centro storico, a due passi da via de’ Tornabuoni e incastonato nel Palazzo dello Strozzino, lo storico cinema Odeon ha cambiato volto, e così, dove un tempo scorrevano pellicole e si applaudivano prime cinematografiche, ora si sfogliano volumi, si ascoltano presentazioni e si beve un caffè.
Il cinema, originariamente nato come Cinema Savoia e inaugurato il 14 dicembre 1922, ha attraversato oltre un secolo di storia fiorentina, alternando periodi di grande splendore a fasi più difficili, passando dal teatro alla filmografia senza mai perdere il suo carattere monumentale.
La chiusura nel 2022 aveva lasciato un vuoto simbolico, alimentando il timore che uno degli edifici culturali più rappresentativi della città potesse andare incontro a un destino di abbandono. Tuttavia, quel timore è stato smentito nel novembre 2023, quando l’Odeon ha riaperto sotto una nuova forma: Giunti Odeon, libreria e bistrot. Non una riconversione qualunque, ma un progetto che ha scelto di rispettare e valorizzare la storia del luogo.
Entrando oggi all’Odeon, la prima sensazione è quella di trovarsi in uno spazio familiare e allo stesso tempo nuovo. La platea è occupata da scaffali colmi di libri, ma il palco e il grande schermo sono rimasti al loro posto, come a vegliare e al contempo ammonire i presenti. Ogni sera, dalle 21 a mezzanotte, lo schermo torna ad accendersi per una proiezione quotidiana, mantenendo vivo il legame con il passato cinematografico della sala.
La libreria offre una selezione ampia e trasversale, pensata per un pubblico eterogeneo, mentre l’architettura originale, con le sue linee eleganti e la monumentalità tipica dell’Odeon, continua a essere protagonista. Il risultato è un luogo sospeso tra due linguaggi culturali, dove la lettura e il cinema convivono senza sovrapporsi.
A completare l’esperienza c’è il Bistrot Caffè Odeon, arredato in stile nordeuropeo. Si tratta di uno spazio raccolto e luminoso in cui fermarsi a leggere, lavorare o semplicemente osservare il via vai della città. Ma l’Odeon non è soltanto libreria e caffè: il calendario è fitto di presentazioni di libri, mostre, letture e concerti, a conferma della vocazione del luogo come centro culturale aperto e vivo.
La trasformazione del Cinema Odeon racconta anche un cambiamento più ampio di quello che è in sé stesso: quello di una Firenze che prova a reinventare i suoi spazi storici senza snaturarli, trovando nuove forme di fruizione culturale.
E così, dove un tempo si spegnevano le luci per lasciare spazio alle immagini, oggi si accendono le lampade per leggere, ma lo spirito resta lo stesso: offrire alla città un luogo in cui fermarsi, pensare e lasciarsi trasportare dalle storie.




