I francesi sanno fare la rivoluzione
La Francia non le manda a dire a nessuno, soprattutto quando si parla di diritti. È allora che i francesi si fanno avanti in piazza, con le manifestazioni. È successo mercoledì 5 novembre, alle ore 13, giorno d’apertura del primo store SHEIN al sesto piano del Bazar de l’Hotel de Ville (Bhv). Mentre il premier Sébastien Lecornu firmava l’avvio della procedura di sospensione della piattaforma dell’e-commerce cinese, il brand stava inaugurando il primo negozio fisico a Parigi, suscitando un forte malcontento.
La bufera era scoppiata a seguito di un’inchiesta avviata dalla direzione generale per la Concorrenza e la repressione delle frodi, dalla quale risulta che il brand cinese abbia venduto prodotti discutibili sul proprio sito e si è inasprita solo nei giorni scorsi.
Tra gli articoli segnalati ci sarebbero bambole sessuali e armi di classe A che insieme costituiscono una grave violazione della legge in Francia, per un reato che viene punito con cinque anni di carcere e una multa di 75mila euro.
L’inchiesta
L’inchiesta tra gli altri soggetti comprende AliExpress e Wish, indagati anch’essi per la vendità di contenuti pedopornografici sulle loro piattaforme. Secondo le autorità francesi i prodotti rappresentano minori in contesti sessuali.
Il Paese ha disposto la sospensione dell’accesso alla piattaforma online fino a che l’esercizio non rientrerà nel rispetto delle leggi nazionali. Ora SHEIN sarà costretto a dimostrare le conformità dei suoi prodotti entro 48h. Nel frattempo, però, il primo negozio fisico è sbucato tra il dissenso di molti e le rassicurazioni di Frédéric Merlin, proprietario del Bhv.
Solo nel 2025 SHEIN è stata sanzionata tre volte per un valore di 119 milioni di euro. Una prima per pubblicità ingannevole, poi per mancato rispetto delle normative cookie e infine per tracciabilità del prodotto.
Un’eredità tutta francese
Perciò nessuna leggerezza quando si tratta di diritti. L’invettiva francese ha coinvolto politica, opinione pubblica e non solo. Si è spinta fino a richiedere l’intervento della Commissione Europea che si è messa in contatto sia con il market place di SHEIN che con le autorità francesi per delineare i prossimi passi.
E’ in queste situazioni che il popolo francese dimostra di sapere e contenere in sè tutta la sua tradizione storica. Ciò che emerge non è solo la capacità della Francia di intervenire e farsi da capofila nelle questioni dei consumatori in Europa, ma anche e soprattutto la persistente attitudine dei francesi a scendere in piazza per difendere ciò che ritengono giusto.
Dalla Rivoluzione del 1789 alle proteste moderne, passando per scioperi e non solo, la piazza resta un luogo di confronto e di potere civico. La protesta contro SHEIN a Parigi dimostra che questa identità non è cambiata: i cittadini continuano a farsi sentire pubblicamente, a lottare per i propri diritti e a influenzare la società con la loro voce collettiva.




