Intelligenza Artificiale e lavoro: i settori più a rischio nei prossimi anni
L’Intelligenza Artificiale è ormai parte della vita quotidiana di quasi tutti, sia in ufficio che a casa. Può aiutare a risolvere un problema, a dare un consiglio e a volte a semplificare un lavoro o una mansione. Data la sua velocità di risposta e il suo modo di interagire quasi umano, c’è il presentimento che da aiuto si trasformi in pochi anni in sostituto, soprattutto di lavoratori in carne ed ossa. Quali sono i settori più a rischio nei prossimi anni?
IA nel lavoro: opportunità o minaccia?
L’Intelligenza Artificiale (IA) negli ultimi anni si è fatta spazio nelle vite e negli uffici di tutti, conquistando la “fiducia” di molti grazie alla sua velocità e al modo di interagire quasi umano. Come aiuto alle mansioni lavorative o per uso personale, l’IA viene usata giornalmente da circa 500-600 milioni di utenti al giorno in tutto il mondo. Dato il suo avvento, si è cominciato a sospettare un suo possibile utilizzo nel mondo lavorativo non più ad assistere ma a sostituire il lavoratore. Questo ridurrebbe i costi, seppur con un investimento iniziale maggiore negli strumenti di IA. Ciò che si teme è la perdita di lavoro per tantissime persone, oltre alla mancanza dell’interazione umana nell’ambiente lavorativo.
Amministrazione e back office

Foto: ai4business.it
Tra i settori più a rischio c’è quello dell’amministrazione e del back office. L’IA eccelle nell’elaborazione di informazioni strutturate e ripetitive tipiche del settore: gestione degli ordini, risposte e-mail ai clienti, inserimento dati e pianificazione delle agende potrebbero essere già sostituite da diversi strumenti IA. Assistenti virtuali come Microsoft Copilot e Google Gemini Business possono scrivere report, sintetizzare riunioni e gestire e-mail e RPA (Robotic Process Automation) potrebbe essere associato all’IA per processare le informazioni senza il bisogno di un umano.
Vendite e servizi al cliente

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Un altro settore a rischio è quello del commercio e delle vendite. I servizi al cliente come cassiere, addetti ai call center e agenti di viaggio hanno da temere. Al giorno d’oggi gli strumenti IA sono in grado di comunicare e raccomandare i clienti attraverso un’analisi accurata. Attraverso chatbot e voicebot, come quelli di Amazon o delle compagnie telefoniche, è possibile rispondere ed eseguire richieste 24 ore su 24. Inoltre, un’innovazione ormai presente da anni in molti negozi come la cassa automatica permette di automatizzare checkout e pagamenti, senza la necessità di una persona fisica, se non come assistenza. Sembra ormai che i ruoli si siano capovolti, da IA come assistenza al lavoro umano per arrivare ora ad avere una persona ad assistere l’IA.
Produzione e logistica

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Un campo dove il rischio è minore ma comunque esistente è quello della produzione e della logistica. La capacità dell’IA che sfrutta la robotica, insieme alle capacità “visive” e “predittive” permettono di vedere, prevedere e decidere in tempi molto più rapidi di quelli umani. A rischio estinzione sono gli operatori delle catene di montaggio, gli addetti al controllo qualità visivo, i magazzinieri e autisti di trasporti di linea. La loro sostituzione con l’IA è possibile attraverso sistemi di robotica collaborativi (cobot) con visione artificiale, insieme ai veicoli autonomi come i muletti, droni e camion e un’IA predittiva per la manutenzione dei macchinari. In questo campo, il lavoro umano non viene sostituito del tutto ma cambia la sua natura. L’uomo è utile per un controllo remoto: dalla programmazione dei robot alla manutenzione.
Sanità, istruzione e servizi sociali

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Tra i settori meno colpiti dall’IA, per ora, ma che subiscono comunque dei cambiamenti è quello della sanità, istruzione e servizi sociali. In questo campo, l’empatia ed il calore umano sono ancora troppo difficili da replicare o essere sostituiti da una voce o un testo automatizzato. Tuttavia, l’IA torna utile nelle diagnosi precoci, come in radiologia, analisi del sangue e nella dermatologia.
Ad oggi, i servizi dell’IA offrono anche tutor nell’educazione personalizzata, venendo in aiuto nel campo dell’istruzione e mettono a disposizione un supporto psicologico con chatbot, seppur comunque affiancato da umani. Anche in questi settori, l’IA collabora con gli umani offrendo un aiuto più ampio, senza però sostituirsi all’uomo.
L’IA si sta sostituendo pian piano in molti settori lavorativi, rischiando la perdita di lavoro per molte persone umane. Il mondo della robotica e dell’intelligenza artificiale sono nuovi e come tali necessitano di figure lavorative che possano far funzionare questi sistemi e strumenti al meglio. Figure come AI trainer, specialista in automazione dei processi, designer di interfacce uomo-macchina e consulente di transizione digitale sono solo alcune delle figure professionali nate con l’utilizzo sempre più frequente dell’IA in molti campi lavorativi.
La progettazione, manutenzione, design e l’interpretazione dei dati: tutte queste mansioni sono svolte da persone fisiche che affiancano l’IA per renderla adatta e migliore al suo utilizzo, rendendola uno strumento non più da temere, ma con cui collaborare.




