Pellizza da Volpedo. I capolavori. Alla Gam di Milano
La Galleria d’Arte Moderna di Milano dal 26 settembre 2025 al 1 gennaio 2026, presenta la mostra Pellizza da Volpedo. I capolavori.
Riunisce, per la prima volta dalla monografica del 1920, quasi tutte le opere di questo pittore piemontese maestro del divisionismo morto suicida a 39 anni. Sono circa quaranta opere tra dipinti e disegni provenienti da collezioni pubbliche e private italiane e straniere.
La mostra è allestita nelle cinque sale al pianoterra della Villa Reale e nella sala del Quarto Stato al primo piano del museo. Troverete dai primi ritratti, a Speranze deluse, Sul fienile, La processione, il Fiore reciso, L’amore nella vita, Lo specchio della vita e tante altre opere magnifiche, fino ad arrivare al Quarto Stato.
Si apre con l’autoritratto del 1897-99 che sembra suggerire la solitudine del suo percorso artistico.
É una occasione importante per capire e approfondire l’idea di arte e l’evoluzione pittorica di questo pittore piemontese che abbraccia realismo, idealismo e simbolismo arricchiti dallo studio della cultura figurativa rinascimentale. E per ammirare capolavori indiscussi di grandi divisionisti, come Gaetano Previati e Giovanni Segantini presenti in mostra permanente alla Gam, un vero scrigno prezioso nel cuore di Milano.
Il divisionismo, caratterizzato dalla pennellata spezzata e dalla giustapposizione dei colori sulla tela in una gamma di toni analoghi, offre allo sguardo che si allontana dalla stessa, una luce evocatrice di atmosfere, spazi, vite.
“Se l’arte moderna avrà un carattere, scriveva Segantini nel 1887, sarà quello della ricerca del colore nella luce”. E proprio questa tecnica consente a Pellizza di poter riprodurre la luce mistica che abbraccia il mondo.
Che non si limita solo alla sua cara Volpedo dove aveva deciso di ritirarsi e che per una fortunata vicenda urbanistica ha mantenuto ben riconoscibile la fisionomia ottocentesca.
Perché nella luce, c’è come una forza creatrice e ordinatrice capace di veicolare perfino l’impegno sociale che infatti permea la sua arte.
Che vuole essere arte per l’umanità, svelatrice di una verità ideale, di riscatto per gli umili che lo sviluppo industriale e il progresso tecnologico di fine 800 andavano moltiplicando. Quando nell’aria risuonava ancora l’eco delle cannonate di Bava Beccaris (maggio 1898).
Come in “Il sole nascente” del 1904, che sembra illuminare il visitatore di luce calda e positiva dell’avvenire o in Il Quarto Stato dove la tensione etica rende inscindibile la parte estetica dalla partecipazione attiva alle vicende umane della società.
Questa opera emblematica dipinta tra il 1898 e il 1901, acquistata dalla città di Milano con sottoscrizione pubblica nel 1920, osteggiata dal regime fascista, racchiude i principi della sua arte. Che non è risultato di un interesse episodico ma di un percorso artistico e intellettuale, carica di forza sociale e umana.
La gigantografia di Joseph Beuys, un interrogativo, un monito
Per questo Gianfranco Maraniello, direttore dei Musei arte moderna e contemporanea di Milano, ha fortemente voluto alla fine del percorso espositivo, la gigantografia di Joseph Beuys nella sua opera-manifesto La rivoluzione siamo noi. Un piccolo lascito al visitatore che ha terminato la visita, un interrogativo sulla funzione intellettuale dell’artista nella società perché l’arte non sia commento illustrativo o puramente estetico, ma strumento di risveglio di coscienze. E forse un appello perché ognuno di noi si ricordi di quello che può fare in seno ad una società non sempre giusta.
Percorsi didattici:Sezione Didattica – Servizi Scolastici ed Educativi della Gam
Ricordiamo anche ai nostri lettori gli interessanti percorsi organizzati dalla Sezione Didattica – Servizi Scolastici ed Educativi della Gam, che portano i visitatori a scoprire la realtà che si nasconde oltre alle tele, in una Milano tra “Città che sale” e “Vita agra”. La durata del percorso gratuito è di circa 1 ora. Il 1° e 3° martedì del mese l’ingresso alla galleria è gratuito. Per informazioni e prenotazioni: Sezione Didattica GAM – Galleria d’Arte Moderna, tel. 02.884.62764, email: ED.ScuoleDidatticaGam@comune.milano.it
Pellizza da Volpedo. I capolavori. è curata da Aurora Scotti e Paola Zatti, ed è co-prodotta dal Comune di Milano GAM – Galleria d’Arte Moderna con METS Percorsi d’Arte. É questa un’associazione culturale da anni impegnata nella promozione dell’arte italiana dell’Ottocento. Indimenticabile resta la mostra da loro organizzata al Castello Visconteo di Novara: Il Divisionismo e la luce. E già si annuncia come imperdibile la nuova, sempre al Castello di Novara dal 1 novembre 2025 al 6 aprile 2026, L’Italia dei primi italiani, Ritratto di una nazione appena nata, a cura di Elisabetta Chiodini.
La mostra su Pellizza si avvale del contributo di Fondazione Banca Popolare di Milano e della collaborazione con i Musei Pellizza da Volpedo, prestatori e ideatori di un percorso di visita che durante la mostra milanese si estenderà ai luoghi pellizziani. L’iniziativa fa parte dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.
Accompagna la mostra il bel catalogo edito da Dario Cimorelli Editore.
Gam Via Palestro, 16, 20121 Milano MI
www.gam-milano.com
Per informazioni e prenotazioni gruppi e scuole pellizza@milanoguida.com T. 02 8715 9711 (dal lunedì al venerdì, dalle 9:30 alle 13:00) ORARI: Martedì – Domenica: h. 10.00 – 19.00 (ultimo accesso un’ora prima dell’orario di chiusura) Lunedì chiuso; Giovedì aperto fino alle 21.00 Il biglietto di ingresso alla mostra, comprensivo di audioguida, avrà le seguenti tariffe: intero euro 14,00; ridotto euro 12,00.




