Milan – Napoli 2-1: Modric eclissa De Bruyne nella sfida tra maestri
Luka Modric, 40 anni. Kevin De Bruyne, 34. Due stregoni del calcio moderno, uno contro l’altro. Con quei piedi mossi come bacchette magiche cariche di storia. Nuove maglie, stessa classe. Quella che il tempo non può scalfire.
Il duello al crepuscolo, sfida nella sfida dell’alta classifica tra Milan e Napoli, la vince l’ex Real Madrid.
Ferocia e geometria
Modric ha offerto la solita, impeccabile prestazione di alto lignaggio. Trova perfetta collocazione nel ruolo di regista basso (davanti alla difesa) voluto da Allegri. Non un playmaker statico (è il secondo in serie A per palloni recuperati), ma un metronomo a tutto campo. Geometrie nel breve si alternano a lanci e aperture. Tutto con la ferocia di chi non vuole lasciare un centimetro. Come fosse l’ultima partita.

Sottotono e nervoso
Dall’altro lato, De Bruyne è apparso fiacco. Il rigore trasformato (terzo sigillo da fermo della stagione, dopo quello alla Fiorentina e la punizione al Sassuolo) non riscatta una prova opaca, di ordinaria amministrazione. Insufficiente per uno che di ordinario non ha nulla. Troppi passaggi orizzontali, pochi tentativi di illuminare una serata diventata subito buia per il suo Napoli. Nel flusso del gioco, appare lento, mai incisivo contro un Milan ben arroccato. Schierato come mezzala sinistra, arretra la posizione per costruire, ma senza mai riuscire ad alzare il ritmo. Esce dal campo stizzito, innescando la dura reazione di Conte in conferenza: “Spero fosse contrariato per il risultato. Se il suo malumore dipendeva da altro, ha scelto la persona sbagliata con cui prendersela”.

Eroe fino al 97°
Modric, invece, è rimasto in campo fino al 97′. La sua partita merita un doppio tributo per due episodi, cruciali, nei minuti di recupero: al 91′, Luka mette il piede sulla traiettoria velenosa del tiro di Neres, deviandolo sul palo e salvando il Milan dal pareggio: poi, sul fischio finale, è di nuovo lui a spedire fuori l’ultimo, disperato cross avversario. Dove l’istinto urla di tirarsi indietro, Modric cerca il contatto.
Un sigillo finale sulla contesa.




