Università, intelligence e velocità del cambiamento: un dibattito nazionale
In un’epoca in cui le crisi geopolitiche si cristallizzano e si moltiplicano, l’intelligenza artificiale ridefinisce scenari di sicurezza e cresce l’esigenza di formare nuove competenze nel campo dell’intelligence. È in questo quadro che, dal 4 al 6 settembre 2025, Soveria Mannelli diventerà ancora una volta un punto di riferimento nazionale per lo studio della sicurezza e dell’analisi strategica, ospitando la V edizione dell’Università d’Estate sull’intelligence.
Promossa dalla Società Italiana di Intelligence, con il patrocinio dell’Università della Calabria, l’iniziativa si inserisce in un percorso di crescente attenzione verso le sfide della sicurezza nazionale e internazionale, in un mondo in cui “tutto scorre più in fretta”, come recita il motto di quest’anno. Tre giorni di dibattiti, lezioni e confronti che riuniscono istituzioni, accademia e industria, per tracciare le nuove rotte dell’intelligence tra minacce ibride, cybersicurezza, intelligenza artificiale e ruolo dell’Italia in uno scenario globale in costante mutamento.
Ma come preparare una nuova generazione di analisti e professionisti capaci di interpretare un presente in costante accelerazione?
Intelligence come scienza dell’uomo
Partendo da questa domanda possiamo cercare di definire l’approccio all’intelligenza artificiale interdisciplinarmente. L’intelligence non è solo una questione di sicurezza, ma è una materia complessa che intreccia storia, sociologia, psicologia, economia, giurisprudenza, e persino scienze dell’educazione e dell’organizzazione.
Si adatta a scienza dell’uomo ed è in grado di fornire un metodo pedagogico che scardini l’attuale “società della disinformazione”. Nel XXI secolo, infatti, emergenze globali come terrorismo, cambiamenti climatici, crisi economiche e l’evoluzione tecnologica, rimodellano il ruolo assunto dall’intelligence che oggi più che mai risulta centrale non solo per gli Stati, ma per l’intera società civile.
Viviamo in un’ecosistema in cui la quantità di dati e notizie supera le capacità umane di elaborarli e interpretarli. Questo si traduce spesso in informazioni alterate o false che danno all’intelligence non solo una funzione di raccolta di informazioni per la sicurezza nazionale, ma anche un metodo indispensabile per filtrare, selezionare e interpretare correttamente le fonti, aiutando cittadini e istituzioni a orientarsi nel caos informativo.
In questo senso l’evento di Soveria Manelli non è solo una visione che riduce la società a un semplice oggetto di controllo o sorveglianza, bensì il tentativo di valorizzare il ruolo della conoscenza critica e dell’analisi accurata delle informazioni come base imprescindibile per decisioni responsabili, sia a livello pubblico sia privato. L’intelligence, in questo senso, si configura come una disciplina che può contribuire a rafforzare la capacità della società di difendersi dalla confusione e dalle manipolazioni, valorizzando la partecipazione e la trasparenza.
Formare nuove generazioni di esperti e studiosi in grado di leggere la realtà complessa di oggi, in cui “tutto scorre più in fretta”, è necessario e un passo doveroso verso una realtà globale che vuole rimanere vigile e informata, senza rinunciare alla propria libertà e apertura.
Di seguito gli appuntamenti della V edizione dell’Università d’Estate sull’intelligence.
Giovedì 4 settembre
Per una strategia di sicurezza nazionale
Lorenzo Guerini, Presidente Copasir
Stefano Mannino, Presidente CASD
Bruno Frattasi, direttore generale ACN
Venerdì 5 settembre
Intelligence e Pubblica Amministrazione
Luigi Fiorentino, Capo del DIE
Antonio Uricchio, Presidente dell’ANVUR
Comunicare l’intelligence
Paolo Messa, Fondatore di Formiche
Alessandro Ferrara, Direttore di “Gnosis”
Sabato 6 settembre
Intelligence e Intelligenza artificiale
Gianluigi Greco, Coordinatore del Comitato sull’IA della Presidenza del Consiglio dei Ministri
Giuseppe Rao, Consigliere della Presidenza Consiglio dei Ministri
L’Italia nel mondo in tempesta
Giuseppe Cossiga, Presidente AIAD
Alfio Rapisarda, Senior Vice President Security ENI



