Serie A 2024/2025: gioie e dolori per un’edizione all’ultimo goal
Volge al termine anche questa edizione della Serie A, la 123 esima per la precisione, tra i campi incandescenti dell’ultima giornata che segnano un epilogo al cardiopalma. Basti volgere uno sguardo alla classifica per notare come l’attuale posizionamento fosse tutt’altro che scontato, figlio di contingenze e partite disperate che hanno regalato lacrime, di gioia e di delusione, per una corsa che sembrava non aver mai fine. Probabilmente le urla avvertite in ogni città, non solo italiana, ma evidentemente europea e, finanche, mondiale, rende già edotto il pubblico circa la vittoria del Napoli, in casa con il Cagliari, che gli è valso lo scudetto, chiudendo questa edizione con un solo punto di vantaggio dai nerazzurri, mai veramente fiduciosi in un miracolo calcistico.
Il secondo scudetto negli ultimi tre anni, il quarto nella storia dei partenopei, che sull’onda dell’entusiasmo si preparano ora ad essere travolti da una città infuocata, con quello spirito goliardico e di amor viscerale che attrae in questi giorni turisti e addirittura rivali. Un sorriso amaro invece per l’Inter, la cui vittoria con il Como è valsa appena a regalare l’illusione della testa della classifica, per una mezz’ora circa, prima che il Maradona si incendiasse al goal di Mc Tominay. La corsa non si limita però allo scudetto, posto che anche l’affannamento verso le coppe europee ha regalato emozioni degne di questo sport.
A partire dalla intricatissima situazione Champions, dove solo l’Atalanta poteva permettersi una sconfitta -verificatasi con il Parma-, mentre Juventus, Roma e Lazio si ritrovavano a lottare per il solo posto ancora disponibile. Se la squadra di Torino ha avuto la possibilità di scegliere il proprio destino, spedendo direttamente in serie B un Venezia tutt’altro che arrendevole, analogo destino non può essere riconosciuto a Roma e Lazio, sia pure in termini diversi. A partire da quest’ultima, clamorosa la sconfitta in casa con il Lecce, che seppur decisiva per permettere alla squadra pugliese di prendere parte alla prossima edizione del massimo campionato italiano, è costata invece alla squadra di Baroni l’esclusione da tutte le coppe europee, scavalcata anche dalla Fiorentina che si aggiudica un posto in Conference League.
Delusione che i tifosi della Capitale non hanno mancato di mostrare al termine della partita, tra urla e proteste contro il presidente Claudio Lotito, per un rapporto che non fa che deteriorarsi. Tutt’altra storia invece per l’alta metà della Capitale, dove la Roma, sebbene non sia riuscita nell’obiettivo Champions, può ritenersi più che soddisfatta per il piazzamento nella quinta posizione, frutto di una rinascita guidata da mister Ranieri, in grado di rendere la squadra fenice che rinasce da un disastroso avvio di campionato, vedendola prossima alla zona retrocessione. Già fuori da ogni, sia pur vana, illusione il Milan, reduce da una stagione più che fallimentare per i meneghini, ma su cui era già calato il sipario nella finale di Coppa Italia, piegando la testa davanti ad un Bologna più brillante.
Guardando invece nel lato destro della classifica, il destino era ormai segnato solo per il Monza, d’altronde consapevole del triste epilogo già da tempo. La lotta salvezza era invece ancora tutta aperta per le restanti due posizione, malauguratamente occupate in via definitiva da Venezia ed Empoli. Sfortunati intrecci di classifica hanno infatti costretto il Venezia contro una Juventus impossibilitata a perdere, mentre l’Empoli nulla ha potuto con un Verona ancora non del tutto certo della salvezza. Altro spirito invece per il Lecce che si è costruito la salvezza con le proprie mani, superando fuori casa una Lazio sottotono, come anche il Parma che batte l’Atalanta, in una sfida in cui i bergamaschi non avevano nulla da chiedere.
D’altronde la fortuna gioca sempre un suo ruolo, sia pur secondario rispetto alle abilità delle singole squadre. Ogni anno ci si ritrova con incroci purtroppo tutt’altro che equi, tra squadre in piena lotta, e altre invece che attendono solo il triplice fischio per accogliere le vacanze estive. Una disparità inevitabile, ma che quest’anno è stata in larga parte attenuata da scontri diretti ed incroci favorevoli, che hanno regalato forse la giornata più emozionante della stagione.




