Verso la finalissima: Inter e PSG per una notte stellare
Girano le lancette e ci proiettano sempre più vicino all’Allianz Arena, dove il 31 maggio lo stadio aprirà le
porte a quei 90’ che incoroneranno la squadra vincitrice dell’attuale edizione di Champions League. L’attesa è alle stelle e il percorso delle due rivali tutt’altro che convergente, in virtù di strade che si sfiorano ma mai si toccano.
La finale sarà infatti la prima occasione di contatto in gare ufficiale tra inter e Paris Saint Germain, fino ad oggi affrontatesi solo in amichevoli o tornei estivi. Un deja vu poco lusinghiero per i nerazzurri, che analoga peculiarità riscontrarono con il Manchester City nella finalissima del 2023, usciti purtroppo sconfitti in una stagione che ancora non ne aveva coronato la maturità. Se la prima finale è stata
frutto di entusiasmo e forse addirittura inaspettata, quella della attuale edizione è invece una meta
programmata, costruita e fino ad ora raggiunta, figlia di un percorso che ha conosciuto una costante e
meticolosa crescita, sotto l’egida di Mister Inzaghi e la sua capillare ricerca della perfezione.
La squadra di Inzaghi
L’Inter si presenta allora pronta per esplicare sé stessa in una partita del livello che le spetta, ideale coronazione di un percorso pluriennale e destinato ad esaurirsi nel breve termine. Basti pensare che la squadra di Milano ha il primato di essere la squadra più “vecchia” di Europa con una media che si attesta sui 30 anni circa, molti, ma evidentemente non troppi per superare in una gara storica quel giovanissimo Barcellona e la sua punta di diamante appena diciassettenne.
E allora l’orgoglio dell’età e la consapevolezza per molti calciatori nerazzurri che questa sarà l’ultima occasione per entrare ufficialmente nella storia della competizione saranno benzina pronta a bruciare quando le gambe si fanno pesanti e il fiato sempre più corto.
È agevole infatti guardare alla sfida contro i blaugrana, come anche gli incontri in campionato, per prendere atto di una condizione fisica non all’altezza di questi livelli; i nerazzurri hanno donato in questa stagione più di quanto non avessero, arrivando nel finale privi di minuti sulle gambe, pagandone già lo scotto in un campionato sacrificato, di cui il pareggio contro la Lazio è l’ennesima dimostrazione. ù
I giovani talenti del PSG
Dall’altra metà del campo abbiamo invece i francesi e la freschezza di una squadra dalla rosa lunga, capaci di rivoluzionare gli undici titolari ogni domenica senza mai abbassare il livello. Meno sofferenza, più cambi e grande lucidità: ecco il PSG che può allora infierire sulle debolezze meneghine per portare a casa la prima Champions League della storia del club. E di questo ne sono ben consapevoli i siti di scommesse, che danno nettamente per favoriti i francesi, forse legati al cinismo dei numeri, ma tralasciando che i pronostici contano ben poco in gare di questa portata, e che la pazza Inter ha sempre stravolto gli esiti da bar.
È interessante allora guardare non solo al percorso nei confini nazionali, che vede da una parte il PSG già
campione di Francia da oltre un mese e l’Inter invece arrancare dietro un Napoli che tentenna ma non
molla, ma anche al percorso europeo delle due squadre, che fa pendere la bilancia tutta verso Milano e la
sua solidità davanti ai più grandi campioni europei. Quello del 31 maggio sarà allora l’ultimo atto di una
stagione imprevedibile e tutt’altro che lineare, che potrebbe riportare la coppa dalle grandi orecchie a
Milano, assente dal 2010 con quello storico triplete, oppure approdare per la prima volta a Parigi e seguire i grandi capitali che spesso tentano ma non sempre convincono.




