Inchiesta “Doppia Curva”: tra patteggiamento e rito abbreviato
Il tempo si scalda a Milano, e mentre l’Inter si ritrova ad un passo da Champions League e Campionato, e il Milan nel pieno di una corsa disperata verso le prossime competizioni europee, la Procura prosegue nella sua inchiesta “Doppia Curva”, prospettando un mese di fuoco per le società meneghine. È necessario affrontare la questione scindendo i due versanti della giustizia, quella sportiva e quella ordinaria. Cominciando dalla prima, il maremoto sembra essersi quietato, in seguito ai patteggiamenti che hanno evitato l’apertura del giudizio e permesso alle società di scampare sanzioni ben più afflittive, sulla scorta di una pregressa esperienza juventina.
La giustizia sportiva si contenta allora di irrogare una multa di 70mila euro all’Inter e 30mila al Milan, a cui si è aggiunta la squalifica per un turno -già scontata contro il Verona- per Calhanoglu e mister Inzaghi, direttamente coinvolti nei rapporti con la tifoseria, secondo quanto emerso dalle intercettazioni. Piccole incombenze anche per i vertici alti, dove il presidente onorario Javier Zanetti dovrà pagare una multa di 14,5 mila euro, uscendone invece illesi Marotta per l’Inter e Furlani per il Milan.
È quanto si apprende dal comunicato ufficiale della Figc n. 436/AA, pubblicato il 1° maggio, dal quale non risulta però Davide Calabria, che ha invece deciso di non cedere al patteggiamento ed affrontare l’iter ordinario della giustizia sportiva. Alla luce delle, tutto sommato, miti sanzioni, non sono mancate le polemiche dei rivali juventini, sulla scia di attriti che da Calciopoli non sono mai del tutto sopiti. È facile allora guardare al 2017, quando la società di Torino finiva nell’occhio del ciclone e, dipanandosi lungo il più gravoso iter processuale, andava incontro ad una condanna ben più gravoso per Andrea Agnelli, nei cui confronti fu chiesto un anno di inibizione e 300mila euro di ammenda per il club, poi entrambi ridotti.
La differenza è tutta processuale allora, posto che prima della riforma del 2019 del codice della giustizia sportiva, il patteggiamento era strumento desueto e gli stessi pm mostravano un diverso e più restio approccio a questa soluzione procedimentale. Un piccolo sacrifico delle società meneghine ha permesso allora una rapida risoluzione della controversia sportiva, unitamente a pene evidentemente irrisorie rispetto alla portata penalistica del fatto. Guardiamo allora al versante della giustizia penale, nel cui perimetro le due società si sono costituite parte civile.
La giustizia ordinaria seguirà il suo percorso, qui con un rito alternativo, posto che tutti e 19 gli imputati hanno optato per il rito abbreviato; è prevista la requisitoria dell’accusa per il 5 giugno, cui seguire il 17, con ogni probabilità, la pronuncia del giudice. Un mese di giugno incandescente nel quale, a competizioni ormai esaurite, le società potranno dedicarsi ad una riorganizzazione interna, sperando nell’esito fausto dei riti abbreviati.




