Julian Assange presente ai funerali di Papa Francesco
Tra i vari personaggi famosi presenti ai funerali di Papa Francesco sabato 26 aprile, oltre ai vari capi di stato presenti, è spiccata la presenza di Julian Assange, il giornalista australiano fondatore di Wikileaks tornato finalmente in libertà dopo un calvario giudiziario durato ben quattordici anni.
Per Assange si è trattato di uno dei primi eventi a cui ha potuto partecipare da uomo libero e la sua presenza è stata spiegata in un post pubblicato dalla pagina Wikileaks scritto dalla moglie Stella: “Ora che Julian è libero, siamo tutti venuti a Roma per esprimere la gratitudine della nostra famiglia per il sostegno del Papa durante la sua persecuzione. I nostri figli e io abbiamo avuto l’onore di incontrare Papa Francesco nel giugno 2023 per discutere di come liberare Julian dalla prigione di Belmarsh. Francesco scrisse a Julian in prigione e gli propose persino di concedergli asilo in Vaticano”.
Il post è stato corredato da una foto che ritrae Julian Assange in Via della Conciliazione insieme alla moglie e ai due figli. La sua presenza è stata quindi un atto di gratitudine nei confronti del fu pontefice in merito ai loro colloqui epistolari e agli sforzi diplomatici compiuti da Bergoglio per sottrarre il giornalista australiano al carcere di Belmarsh e alla sua estradizione negli Stati Uniti. La moglie Stella Moris aveva già incontrato il pontefice nell’estate del 2023 in una udienza privata in Vaticano.
Julian Assange è stato riconosciuto e avvicinato da parte di varie troupe inviate sul posto per seguire i funerali e che hanno rivolto al giornalista varie domande alle quali però Assange non ha voluto in alcun modo rispondere limitandosi a qualche laconico “si” a proposito della sua gratitudine verso Papa Bergoglio. Per il resto, come si può facilmente verificare dai video girati dal Corriere della Sera e dal Fatto Quotidiano, ma anche da altre testate, l’australiano è sembrato concentrato totalmente sulla sua famiglia e sulla celebrazione dei funerali in corso.
Il supporto fornito da Bergoglio è testimone della concordanza di vedute dei due personaggi in merito a vari temi, su tutti il massacro di Gaza che entrambi hanno più volte condannato, Assange citando anche l’uso dell’intelligenza artificiale nel ruolo di omicidi di massa. Più in generale sempre Assange ha sempre mosso critiche feroci e documentate all’apparato militare-industriale anglo-americano e alle sue nefaste imprese di guerra dall’Afghanistan all’Iraq fino alla Libia e alla Siria, così come Bergoglio ha mosso critiche e condanne a queste stesse guerre e all’invasione russa dell’Ucraina, incluse le responsabilità dell’occidente nel peggiorare e fomentare la continuazione di quest’ultima. Tutti e due i personaggi sono quindi stati accomunati dall’essere sempre in prima fila nel denunciare i comportamenti più lesivi da parte dei governi nei confronti dei diritti fondamentali e umani.



