Ritrovati per caso e mai reclamati: la morte dei coniugi Steffenoni
Un mese fa la tragica scoperta della morte dei due coniugi Steffenoni nella loro maxi villa sulle colline venete. Si stima che la coppia possa essere morta già quattro mesi prima del suo casuale ritrovamento. Nessuno se n’è mai accorto, nessuno li ha mai cercati. Ora la storia si ripete. Ad un mese dal loro ritrovamento, nessuno li reclama.
Il ritrovamento dei corpi
Nelle ultime settimane, il ritrovamento dei coniugi Steffenoni ha fatto molto discutere, portando con sé un velo di tristezza misto all’indignazione. La triste scoperta fatta da tre ragazzi appassionati di “urbex” ovvero alla ricerca di avventure in luoghi e rovine abbandonate. I tre giovani guidati dalla loro passione, si sono diretti all’esplorazione della maxi villa sulle colline tra Verona e Negrar che, dall’esterno, sembra abbandonata.

Foto: Corriere del Veneto
Nella cassetta delle poste c’è una bolletta datata Ottobre 2024. All’interno della casa il silenzio regna sovrano. I ragazzi continuano la loro avventura nella villa. Dopo qualche giro, fanno uno strano incontro: due corpi mummificati. Sono i corpi dei due coniugi Marco Steffenoni di 75 anni e Maria Teresa Nizzola di 76. I due vivevano nella maxi villa isolati dal resto del mondo senza nessun contatto con le rispettive famiglie. Lui un ex dentista che chiuse il suo studio tempo fa, lei aveva seguito il marito nella loro recinzione tra le mura della loro casa. Niente figli e pochi e sporadici rapporti con i familiari, che si erano affievoliti negli anni.
La notizia della morte
Una volta nota la scoperta dei tre ragazzi, la notizia è diventata virale. Dopo un’analisi, si ipotizza che i coniugi Steffenoni fossero morti già da quattro mesi. Ciò potrebbe essere confermato anche dalla bolletta dell’Ottobre 2024, consegnata nella loro casetta delle poste e mai ritirata dai due coniugi. La morte di Marco sembrerebbe essere causata da un infarto, mentre quella di Maria Teresa non è ancora chiarita.
Inizialmente, molti si sono chiesti come nessuno possa essersi accorto della loro assenza, del loro silenzio. I familiari più lontani hanno saputo della loro notizia tramite i giornali. Finora però nessuno ha sentito il bisogno di fare un passo avanti verso i due coniugi Steffenoni. Dopo il ritrovamento, la speranza che qualche familiare possa reclamare i coniugi sta lentamente svanendo. Ciò che sconvolge è che ad un mese di distanza dalla loro tragica scoperta, nessuno ha rivendicato i corpi, la loro eredità o un ultimo saluto a Marco e Maria Teresa.
I corpi dei coniugi Steffenoni si trovano al momento all’Istituto di Medicina Legale dell’ospedale di Borgo Roma, dove il 21 marzo è stata fatta anche l’autopsia. Ora, il comune di Verona sarà incaricato del loro funerale, stando a quanto detto dalla procura. Nel frattempo, si spera ancora che qualche parente possa reclamare i due coniugi. La speranza è viva anche dal punto di vista ereditario. La villa in cui i corpi sono stati trovati è parte dell’eredità che i due anziani lasciano. Sembra che Maria Teresa abbia lasciato diversi testamenti in cui dichiara di voler lasciare tutto al marito e ad alcune associazioni benefiche. Una volta accertato chi dei due è morto per primo si potrà procedere alla successione. Nessuno delle rispettive famiglie sembra essere interessato a questo aspetto. Per ora è tutto in sospeso.
Una vita, quella dei due coniugi, fatta di isolamento: così hanno vissuto i loro ultimi anni e così sono morti. Il loro ultimo ultimo saluto è silenzioso e vuoto, senza un’ultima carezza, abbraccio o parola da parte delle persone care, ma solamente pieno di solitudine.




