Otello, di precise parole si vive, al Teatro Carcano
Lella Costa e Gabriele Vacis, al Teatro Carcano di Milano sino al 21 aprile 2024, ci portano nella lunga notte veneziana preludio di una grande tragedia di Shakespeare: quella di Otello, il moro di Venezia.
Lo fanno con la grazia, la maestria e il pizzico di magia che abbiamo avuto modo di conoscere e apprezzare negli anni. E con la responsabilità di artisti che non intendono divertire un pubblico dai gusti facili con storie brevi di intrattenimento.
Firmano infatti insieme una drammaturgia priva di qualsiasi virtuosistico esercizio di combinazioni spettacolari. Si avverte il loro restare fedeli a metodo e coscienza intellettuale. La regia di Vacis lascia spazio all’esuberanza artistica di Lella Costa.
Sul palco Lella Costa recita da sola, vestita di bianco, su una semplice scena di Lucio Diana su cui troneggiano tre bianche e lunghe tende. Si trasformeranno, grazie anche alle belle luci, nelle vele delle navi veneziane in partenza per difendere Cipro dai turchi, nei candidi abiti della dolce Desdemona, nei sontuosi tendaggi del rigoroso palazzo del Doge, nelle lenzuola immacolate della prima notte d’amore, nelle calle sinistre della notte sincopata di Venezia che inghiotte tutte le ombre.
Otello, di precise parole si vive: omaggio al grande teatro e alle parole non solo di Shakespeare, perché, come scrive Fossati “Di precise parole si vive, e di grande teatro”.
La tavolozza dei dialetti e dei registri aggiunge poi pennellate vitali alla recitazione. Troviamo finanche una Lella Costa rapper!
Dunque è una storia meravigliosa, successa a Venezia circa 400 anni fa, ma con incursioni nel nostro presente da sembrare attuale. Amore, politica, potere, economia, ipocrisia, tutto si mischia tra passato e presente.
C’è Otello, un moro, un immigrato, ci dice Lella Costa, nel ricco nord est e più precisamente a Venezia. Un generale assoldato al servizio della Serenissima, capace di fare il lavoro sporco che altri aristocratici non vogliono fare, ma che sente il peso dell’integrazione e della differenza razziale e sociale.
É lui che il doge chiama al cospetto dei notabili quando giunge voce che Cipro è attaccata dai Turchi, perché attui un piano di difesa.
Poi c’è Rodrigo, un ricco rampollo un po’ rammollito innamorato di Desdemona, la bella figlia del vecchio senatore Brabanzio. Paga Jago l’alfiere, nella speranza che lui interceda. Ma la giovane donna in fiore è innamorata di Otello che la rapisce e la sposa.
E qui comincia il gioco di Jago, la creazione delle sue menzogne per alimentare attraverso le parole il motore dell’odio, della gelosia: far credere che il bel Cassio, uomo fidato di Otello, e Desdemona siano amanti.
Jago parla per frasi fatte, corte, rapide, ripetitive. É un affabulatore, un cialtrone, un farabutto. Viaggia leggero, senza scrupoli. Non ha un passato cui è legato. Potrebbe essere il creatore di Twitter o Tik Tok o fiction. Racconta cose non vere ma verosimili e tutto si confonde in una massa priva di slancio lirico.
Otello invece si esprime in una lingua non sua, che ha imparato, che rispetta. Parla piano, lentamente, racconta la sua vita passata, i suoi patimenti di schiavo riscattato e forse quel marchio è accompagnato dal timore che la sua bella sia destinata a innamorarsi di un giovane aristocratico simile a lei. Il passato, quando si parla di sentimenti, gli impedisce di vedere bene il presente.
Le parole gli servono per far ordine in un mondo difficile e per tenere lontani quei pensieri nefasti. E quando tutto diventa sospetto ad opera di Jago, allora si compie l’atto estremo della gelosia che forse è anche la tragedia della parola che non illumina più ma nasconde, confonde, istiga.
Il racconto di Lella Costa allora ci porta ad allontanarci per un attimo da Shakespeare. Non è più la tragedia della gelosia, di un amore cieco, possessivo, ma diventa cronaca di un femminicidio sullo sfondo di una società patriarcale. Desdemona diventa remissiva, non si difende dalle accuse, subisce. Ha il presentimento che il suo grande sogno di amore sia terminato e distrutto e si ritrova senza “più parole”. E anche ad Otello resta solo la violenza.
Lo spettacolo è in tournée:
23/04/2024, Brugherio MB
Dal 02/05/2024 al 12/05/2024, Brescia BS
Otello di precise parole si vive
drammaturgia Lella Costa e Gabriele Vacis
Lella costa
scenofonia Roberto Tarasco
scene Lucio Diana
regia Gabriele Vacis
foto Serena Serrani
produzione Teatro Carcano
Distribuzione Mismaonda




