Finalmente l’Aspirina ha fatto effetto
Tra il 1741 e il 1742, il pittore veneziano Giambattista Tiepolo eseguì due pale d’altare per la chiesa parrocchiale di Verolanuova, in provincia di Brescia: in una delle due, raffigurò la “Raccolta della manna”. Secondo la Bibbia, nel libro dell’Esodo, la manna è quella particolare sostanza commestibile che Dio somministrò agli Israeliti durante le loro peregrinazioni nel deserto, dopo l’uscita e la liberazione dalla schiavitù in Egitto. La manna iniziò a scendere dal cielo – ecco perché oggi parliamo per l’appunto di “manna dal cielo” – quando il popolo d’Israele si avvicinò al Monte Sinai per ricevere la Torah.
Le similitudini con le reazioni di gioia di Jeremie Frimpong catturate dal fotografo Jörg Schüler per la prima Bundesliga vinta dal Bayer Leverkusen sono impressionanti.

Un mese e mezzo dopo aver lasciato l’Egitto, gli Israeliti iniziano a lamentarsi con Mosè per il loro stomaco vuoto. Mosè li indirizza a Dio che poi fa cadere la manna. Jeremie Frimpong, nel cielo terso di Leverkusen, indirizza al suo allenatore Xabi Alonso il ringraziamento per aver raggiunto l’apice di contentezza professionale della sua carriera: la manna dal cielo è arrivata per la prima volta dopo 120 anni di storia e si chiama Deutsche Meisterschale, il tanto agognato trofeo del campionato tedesco.
Una vittoria biblica, che non finisce nel libro dei Numeri solo per motivi cronologico-temporali.
A festeggiare non è il solito Bayern Monaco, ma il Bayer – senza enne, mi raccomando, perché la squadra nasce come dopolavoro per gli impiegati proprio dell’industria farmaceutica famosa per produrre l’Aspirina – 04, zero-quattro, null-vier, come preferiscono completare il nome del club da quelle parti, per sottolineare la peculiare caratteristica tutta tedesca di aggiungere le ultime due cifre dell’anno di fondazione del club che segue il nome della squadra (Hannover 96, in questo frangente, è probabilmente l’esempio più noto).
Se l’anno scorso l’intero popolo giallo-nero di Dortmund aveva assistito in diretta ad un vero psicodramma, non si credeva che quest’anno la squadra allenata da Xabi Alonso potesse arrivare fino in fondo. Soprattutto non nell’anno in cui Harry Kane, dopo dieci anni di Premier League con indosso la maglia del Tottenham Hotspur, ha deciso per il via libera al trasferimento nella casa madre della vittorie in Germania (e non solo): il Bayern.
Non è un modo di dire, ma soprattutto per via del lavoro di Xabi Alonso è uscita fuori la miglior qualità del Bayer, l’organizzazione collettiva, che per una volta ha avuto la meglio su una squadra, il Bayern Monaco, da sempre basata sulle fenomenali individualità.
Florian Wirtz, trequartista tedesco di 20 anni di grande talento, autore di 11 gol e 10 assist in campionato che dialoga con Granit Xhaka, ex Arsenal, e il terzino sinistro Alejandro Grimaldo arrivato in estate dal Benfica (9 gol e 13 assist in campionato!) sono i big three di questa vittoria di campionato ma non possiamo non nominare almeno anche Schick, Palacios e Tah. Una Bundesliga vinta di squadra quindi, mai così vicini dal 2001-2002, quando il Bayer 04 andò vicinissimo addirittura a realizzare il cosiddetto triplete ma perse incredibilmente tutto nelle ultime partite. Da quell’anno in poi al Leverkusen era stata spesso associata l’etichetta di squadra sfortunata e perdente. Un paradosso, se pensiamo alla caratteristica principale del Leverkusen di quest’anno: non hanno perso ancora nessuna partita in stagione e sono in corsa anche per le altre due competizioni (Europa League e Coppa di Germania) Da Never-kusen a Never-lusen il salto di vent’anni sembra essere stato breve.

Il 25 maggio, per Xabi e compagni ci sarà la possibilità del double nel caso di vittoria finale contro il Kaiserslautern, squadra della seconda divisione tedesca, in finale di coppa di Germania. Da non sottovalutare nemmeno il percorso in campo europeo: giovedì scorso il Bayer ha vinto 2-0 la partita di andata valevole per i quarti di finale di Europa League contro gli inglesi del West Ham.
Le Aspirine, quest’anno, sono quella squadra che anche quando lo storytelling di una partita – che i più scaramantici pensano sia imposto dall’alto – decide che il Bayer deve perdere, arriva costantemente a salvarli quella manna dal cielo di cui sopra si accennava. Il caso più clamoroso è stato sicuramente l’ottavo di ritorno di Europa League contro il Qarabag, squadra azera che, anche in modo rocambolesco, conduceva alla BayArena per 0-2 fino al 71′. Prima Frimpong accorcia, poi Schick pareggia al 93′ e successivamente porta a casa la qualificazione al 97′.
120 anni per vedere i primi effetti dell’acido acetilsalicilico contro i mal di testa da eterno secondo posto. Effetti sì, speciali.




