Un viaggio romantico tra i campi più incredibili del pianeta: Il giro del mondo in 80 stadi di Vladimir Crescenzo
“Ecco perché le storie a margine delle pagine sono scritte minuziosamente, per onorare le foto che le illustrano, Un sapiente equilibrio fra immagini pittoresche e cultura calcistica, con lo scopo di ricondurre a ciò che costituisce l’essenza stessa di questo sport universale”
Un gioiello da collezione, una ricerca minuziosa non solo per l’oggetto in sé – lo stadio – ma per ciò che rappresenta, per i luoghi, a volte i più improbabili o impossibili da immaginare e per il significato che uno stadio rappresenta per chi lo vive.
Il Giro del Mondo in 80 Stadi di Vladimir Crescenzo, edito da Meltemi, è un viaggio immersivo che non può interessare solo chi di calcio è appassionato perché racconta, attraverso tutti i continenti, gare e sentimenti, orgoglio e passione, aneddoti e cultura calcistica.
Arricchito da fotografie spettacolari o, si potrebbe anche dire, che le didascalie o meglio i racconti che le accompagnano sono in una simbiosi perfetta, il viaggio si snoda non nei campi di calcio più famosi ma tra quelli che, senza essere retorici, ci insegnano la natura umana in tutte le sue sfaccettature.
Come lo Stadio Changlimithag a Thimphu nel Bhutan dove si scontrarono le due nazionali più deboli del pianeta, il Bhutan ed il Montserrat e dove, nonostante la vittoria 4 a 0 per il Bhutan, il trofeo venne diviso in due, e gli ospiti accolti con tutti gli onori dimostrando così che conta più l’incontro di culture che il risultato sportivo.
Ad Hong Kong nello stadio che prende il nome dal Paese durante una partita tra la selezione di Hong Kong e la nazionale Iraniana al risuonare della Marcia dei Volontari, l’inno cinese, gli spettatori ed i giocatori hanno intonato il canto “We are Hong Kong” e le proteste a tutt’oggi non si sono mai fermate nonostante nel 2020 sia entrata in vigore la Legge di sicurezza nazionale che permette di arrestare chiunque critichi il potere.
Amara realtà quella in Palestina dove in Cisgiordania nel 2019 dovevano affrontarsi i vincitori della Coppa di Giordania e quelli della striscia di Gaza che consentiva ai vincitori di qualificarsi per la Coppa dell’AFC. Il campo della partita di ritorno quello di Nablus, casa del Markaz Balata ma il governo di Israele respinse 31 delle 35 richieste da parte di giocatori del Khadamat Rafh SC che dovevano spostarsi dal Gaza appunto in Cisgiordania. In seguito a questo episodio la Coppa di Palestina non si è più svolta.
Ci spostiamo tra i gelidi ghiacci della Groenlandia dove, a sorpresa, esiste un campionato di calcio che vede interessate circa quaranta squadre che si fronteggiano in brevissimo lasso di tempo, viste le temperature proibitive del luogo, da luglio con le qualificazioni regionali ed in una sola settimana le otto finaliste. Ma proprio dopo una partita al Qeqertarsuaq Stadium scomparvero tre giocatori ripartiti in battello ed i cui corpi, nonostante le ricerche, vennero trovati nel giugno dell’anno successivo.
La foto rende l’idea del luogo impervio ed è straordinaria.
Che dire dell’Estadio Tierra de Campeones di Iniquique in Cile incastrato tra il deserto diAcatam e l’Oceano Pacifico o del Complajo Cultural Machu Picchu a Machupicchu Pueblo il villaggio più vicino all’antica città Inca o al Campo di Ribeira Grande a Sant’Antonio di Capo con le reti stracciate ed il terreno di terra e sabbia o ancora del Campo delle Piramidi dove nel 2019 venne organizzata un’amichevole per la consegna del premio per il miglior giocatore africano.
Voltiamo le spalle per un momento ai famosi stadi europei e diamo uno sguardo diverso a ciò che rappresentano gli 80 stadi di Crescenzo: fratellanza, orgoglio nazionale e strumento di inclusione.
Ed anche, e soprattutto questo è il bello dello sport più amato del mondo.




