Paradiso XXXIII al Teatro Carcano: la difficoltà di raccontare il Mistero
Al Teatro Carcano di Milano dal 12 al 14 gennaio 2024 è andato in scena Paradiso XXXIII.
Sul palco Elio Germano con la voce e Teho Teardo con la sua musica elettronico-tecnologica, portano l’ultimo canto del Paradiso di Dante. Il violoncello di Laura Bisceglia e la viola di Ambra Chiara Michelangeli regalano echi di musica antica.
Lo spettacolo spiazza un po’ chi ha reminiscenze liceali e si ricorda di atmosfere dantesche “paradisiache” e apollinee. Ad Apollo infatti, cioè alla poesia, la sola capace di toccare il trascendente, Dante si rivolge per scrivere il Paradiso.
Paradiso XXXIII si apre su una scena scura, dominata da una musica ad alto volume, forte, schiacciante. Si ha l’impressione quasi di essere all’inferno per l’atmosfera cupa, la poca visibilità e le note che sovrastano e che sembrano quasi di sperimentazione, ricerca. Come se il contenuto narrativo della musica non intendesse accompagnare il racconto celestiale ma seguisse una sua linea terrena.
Paradiso XXXIII: lo spettacolo, come il canto, ha due parti distinte
La prima è la preghiera di San Bernardo a Maria affinché interceda al fine di consentire al sommo poeta di vedere Dio in tutta la sua pienezza.
Elio Germano in pantaloni e maglione, la recita nel chiaroscuro della scena seduto a terra, con le gambe incrociate. Le sue parole, ardenti, imploranti e luminose, dette quasi sotto voce, vengono ripetute da un’altra voce, come se fosse necessario udirle due volte per afferrarne il senso.

La seconda, prova a evocare l’esperienza mistica dell’incontro di Dante con l’essenza divina. Dante stesso scrive delle sue difficoltà nel tentativo di raccontare quanto visto nel momento in cui ha potuto “ficcar lo viso per la luce etterna” e congiungere il suo sguardo con “il valore infinito”.
Parla infatti del suo limite umano nel descrivere qualcosa di ineffabile, accompagnato però dallo sforzo di adattare la propria vista e la propria intelligenza, al “valore infinito”.
Per superare questo limite la regia di Simone Ferrari e Lulu Helbaek costruisce un’architettura scenica sensoriale ed emozionale di grande impatto. Oltre alla voce di Germano e alla musica capace di creare tensione di Teardo, aggiunge le luci, anche stroboscopiche di Pasquale Mari che insieme alle immagini dei video artists Sergio Pappalettera e Marino Capitanio, diventano personaggi. Raccontano infatti della terra, dei suoi dolori, delle sue contraddizioni ma anche del mistero, comprensibile solo a chi “nel suo profondo vede che s’interna legato con amore in un volume, ciò che per l’universo si squaderna”.
Paradiso XXXIII
di e con Elio Germano e Teho Teardo
drammaturgia Elio Germano
drammaturgia sonora Teho Teardo
con Laura Bisceglia (violoncello) e Ambra Chiara Michelangeli (viola)
regia Simone Ferrari & Lulu Helbaek
disegno luci Pasquale Mari
video artists Sergio Pappalettera e Marino Capitanio
scene design Matteo Oioli
costumi Marina Roberti
produzione Pierfrancesco Pisani per Infinito Produzioni e Argot Produzioni
in collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana, Teatro Franco Parenti, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara Claudio Abbado e Teatro Amintore Galli di Rimini con il contributo della Regione Toscana




