Voto Polonia: il ritorno di Donald Tusk
Martedì i risultati definitivi delle elezioni parlamentari in Polonia. Secondo gli exit poll, la coalizione dei partiti di sinistra è in vantaggio.

Il risultato in base agli exit poll
La Polonia vira verso la sinistra liberale. O, almeno, così dicono gli exit poll. Secondo questi ultimi, in effetti, i tre partiti d’opposizione uniti (Coalizione Civica, Terza Via e Nuova Sinistra) hanno ottenuto abbastanza voti per governare. Le prime stime parlano di Coalizione Civica di Tusk al 31,6%, Terza Via al 13% e la Sinistra all’8,6%. “Creeremo, nel prossimo futuro, un nuovo governo, buono e democratico, insieme ai nostri partner. La Polonia ha vinto!”, ha dichiarato lo stesso Donald Tusk, leader di Coalizione Civica ed ex presidente del Consiglio Europeo. Ma la maggioranza, comunque, resta nelle mani del PiS (Diritto e Giustizia) di Jarosław Kaczyński, che pare abbia raggiunto il 36,8% (con 200 seggi ottenuti), ancora troppo lontano dalla maggioranza assoluta fissata a 231.

Il dato sull’affluenza
In attesa di vedere i risultati definitivi, la cosa certa è l’incredibile affluenza alle urne: 72,9% è il dato più alto di sempre in Polonia, un segnale forte, netto e chiaro, considerando che quattro anni fa, alla tornata del 2019, il dato finale era stato 61,7%. Quest’ultimo, il secondo più alto nella storia polacca, secondo soltanto al primo, storico, voto del 1989 (62,7%). Sembra quindi che a questo giro anche gli indecisi si siano mobilitati per andare alle urne e la maggioranza, pare, abbia scelto la via europeista e di sostegno all’Ucraina, contando anche (e soprattutto) che i voti all’estero sono più che raddoppiati e hanno avuto, decisamente, il loro peso.
Un’altra curiosità: secondo gli exit poll di Ipsos, non si sarebbe raggiunto il quorum del 50% nei referendum che si sono svolti insieme alle elezioni, compreso uno molto discusso sull’accoglienza di immigrati da Medio Oriente e Africa: l’affluenza sarebbe stata del 40%.
Il rischio ingovernabilità
Sullo sfondo, comunque, a prescindere dai risultati, quel che si delinea è il rischio di ingovernabilità. Ora spetta tutto al presidente Duda dare l’incarico di governo e, sulla carta, dovrebbe consegnarlo nelle mani del partito di maggioranza. Riguardo ciò, Ryszerd Petru, leader di Modern (centro-sinistra): “Chiediamo a Duda di darci l’opportunità di formare un governo di opposizione, ma temo che non sarà facile. Se il presidente si schiererà con Diritto e Giustizia renderà tutto molto complicato”. Il clima, quindi, è ancora quello dell’incertezza: se da una parte si grida già alla “nuova era polacca” di ritorno all’europeismo, dall’altra il leader del PiS Kaczyński ha ammesso, invece, che sia stato comunque “un successo”, ma che, nella pratica, si traduce soltanto in maggioranza teorica, riuscendo, ad oggi, difficilmente a trovare una coalizione e quindi a formare un nuovo governo a marcia sovranista.




