Elezioni Turchia: Erdoğan al ballottaggio con Kılıçdaroğlu
Il presidente uscente non ha raggiunto il 50%, utile per governare: il 28 maggio andrà al ballottaggio con il leader dell’opposizione Kılıçdaroğlu

La situazione
Il Washington Post l’ha definita, senza mezze misure, “l’elezione più importante dell’anno” e la notizia è che solamente il 28 maggio, dopo il ballottaggio, conosceremo il nome del nuovo presidente della Turchia. A Recep Tayyip Erdoğan, presidente uscente e candidatosi nuovamente alle elezioni presidenziali della Turchia con il partito conservatore AKP, non è bastato, infatti, il primo turno per vincere per la terza volta consecutiva, ma dovrà passare per il secondo turno contro lo sfidante Kemal Kılıçdaroğlu, principale leader d’opposizione che è arrivato a toccare la soglia del 45,0% (contro i 49,4% di Erdoğan). Prima del voto, anche solamente pensare che Erdoğan potesse superare in percentuale Kılıçdaroğlu era molto difficile, ma le urne hanno ribaltato il risultato: secondo un’indagine di Politico dell’11 aprile, Erdoğan avrebbe dovuto prendere il 46% (-3,4% rispetto ai dati reali), mentre Kılıçdaroğlu il 49% (+4% rispetto a ciò che hanno espresso, invece, gli elettori alle urne). Perciò, Erdoğan è andato meglio rispetto alle attese, ma è comunque la prima volta che il Capo di Stato turco non è eletto al primo turno dalla riforma elettorale del 2007, la quale ha introdotto l’elezione diretta.

Chi può spostare gli equilibri?
Le elezioni presidenziali in Turchia, in cui ha votato l’86,3% degli aventi diritto, hanno visto anche l’emergere, anche se molto in lontananza, di una terza figura politica che non andrà al ballottaggio, ma potrebbe spostare in maniera determinante gli equilibri per il risultato finale. Si tratta di Sinan Oğan, un ex parlamentare, ultranazionalista, che ha raccolto il 5,2% dei voti: quel che più ci si chiede, quindi, è se nel secondo turno elettorale questi voti saranno intercettati da Erdoğan o meno. Per Kılıçdaroğlu sarà difficile ottenere il suo supporto, in quanto l’avversario di Erdoğan è appoggiato da partiti curdi cui Oğan si oppone. All’inizio dello scrutinio, sembrava che Erdoğan potesse vincere subito ed evitare il ballottaggio, ma nel corso dello spoglio il suo divario con Kılıçdaroğlu si è ridotto. Il leader dell’opposizione ha contestato ripetutamente lo spoglio, denunciando il mancato conteggio di voti nei seggi elettorali delle roccaforti dell’opposizione.

Quanto rischia Erdoğan?
Oltre ai numeri e alle statistiche, in cui, attualmente, Erdoğan è avanti, c’è da considerare anche il malumore generale che si respira in Turchia: il presidente uscente, in effetti, è contestato principalmente per due motivi: la gestione dell’inflazione e gli eventi sismici del 6 febbraio. Per quanto riguarda il primo punto, l’aumento dei prezzi ad Ankara e dintorni è stato estremamente elevato: nel corso del 2022 l’inflazione ha toccato addirittura l’85%, mentre negli ultimi mesi stiamo ad assistendo ad un calo (44%) che, seppur drastico, resta comunque ad un livello ancora molto elevato. Parlando della questione sismica, invece, gli eventi del 6 febbraio e il conseguente sciame sismico che si è consumato a 34 chilometri di distanza dalla città di Gaziantep (si è trattato di un terremoto di magnitudo 7,8 in scala Richter) hanno portato Erdoğan ad essere stato molto criticato per la gestione dei socorsi. Il terremoto è stato di proporzioni imponenti e i numeri sono spaventosi: oltre 57.700 persone sono morte, mentre sono stati registrati più di 122.500 feriti. A distanza di un mese dai due catastrofici terremoti, in un comunicato del 6 marzo l’Unicef ha tracciato gli effetti devastanti dell’accaduto e ha, inoltre, provato a fare un bilancio sui minorenni coinvolti (si parla di circa 850.000 bambini sfollati). La popolazione ha quindi attaccato il presidente turco, criticato e accusato di non aver inviato soccorsi rapidi nelle città colpite, mentre gli avversari politici (tra cui proprio Kılıçdaroğlu, contro cui, come detto, si scontrerà al ballottaggio il prossimo 28 maggio) di scarsa prevenzione, benché il paese sia notoriamente molto esposto ai terremoti e nonostante altri disastri. In sintesi: quanto rischia di perdere Erdoğan? Difficile dirlo: le possibilità di vittoria sono comunque alte (con i voti di Oğan supererebbe agilmente, infatti, lo scoglio del 50%, utile per riconfermarsi presidente), ma la voglia di cambiamento che si respira in Turchia non è assolutamente da sottovalutare e su questa premerà forte l’avversario Kılıçdaroğlu da qui sino al giorno del ballottaggio.




