Stamina vs Ministro della salute: una diatriba infinita
Sono mesi che sentiamo del caso Stamina ma ora si accende sul serio la diatriba tra Davide Vannoni, presidente della Stamina Foundation, il Ministero della Salute e l’ ISS.
Lunedì 20 maggio infatti alla camera verrà discusso il decreto legge per avviare le sperimentazioni sul protocollo stamina fin ora nelle mani solo di questa fondazione, appunto.
Il Ministro della Salute Lorenzin, ha chiesto con forza a Stamina Foundation di partecipare e collaborare alla sperimentazione che sarà seguita accuratamente dall’Istituto Superiore di Sanità coadiuvato dal Ministero della Salute che ha trovato 3 milioni di euro per sobbarcarsi il peso di tale ricerca.
La risposta di Vannoni non si è fatta attendere e purtroppo non è quella che ci si aspettava.
Vannoni infatti dichiara:
«Stamina consegnerà la metodica “in chiaro” al Ministero della Salute e all’Iss solo qualora la sperimentazione possa avvenire in laboratori non farmaceutici, cioè in quelli per i trapianti. Stamina non può essere riprodotto in laboratori farmaceutici Gmp (Good manufacturing practice, le norme di buona fabbricazione)perché tutti i media di coltura utilizzati dal protocollo Stamina non sono GMP e modificarli per adeguarli a una produzione farmaceutica creerebbe un prodotto cellulare differente che non sarebbe mai stato applicato sull’uomo». Inoltre, spiega Vannoni, «la procedura di differenziazione si completa durante le ultime tre ore prima dell’infusione e deve, quindi, essere svolta nell’ospedale in cui si svolge l’inoculazione. Ciò potrebbe avvenire nei laboratori dei centri trapianti presenti negli ospedali in cui si svolge la terapia, onde evitare pericolosi spostamenti a pazienti in gravi condizioni». Ma ecco la stoccata finale di Vannoni «lo Stato potrebbe risparmiarseli, in quanto non sono per Stamina che opera gratuitamente ma per i consulenti che dovranno stendere i protocolli di valutazione».Altri problemi sono i costi dei laboratori Gmp. «Nei laboratori Gmp lievitano di 12 volte, passando dai 5.000-8.000 euro di una linea cellulare prodotta con il metodo Stamina a «circa 60mila euro».
Secondo Vannoni oltretutto, i laboratori Gmp, data la loro grandezza limitata e disponibilità di posti letti, possono garantire il trattamento ad un numero limitato a circa un centinaio di pazienti l’anno mentre le cell factory potrebbe andare ben al di sopra curando perciò il fabbisogno di un numero grandissimo di gente in attesa di tal cure.
Tuttavia il ministro Lorenzin non si arrende cercando di dare a Vannoni quante più rassicurazioni ma correndo un bel rischio, come la stessa Ministro afferma, dato che il protocollo stamina sembra alquanto impreciso e “misterioso” secondo tutta la comunità scientifica tanto che alcune personalità di spicco come il dottore Michele De Luca, direttore del Centro di medicina rigenerativa “Stefano Ferrari” dell’università di Modena e Reggio Emilia, una delle cell-factory autorizzate alla fabbricazione di prodotti per terapie avanzate a base di cellule staminali, dubita addirittura dell’ esistenza di tale protocollo in quanto sostiene che tutte le cellule staminali, comprese quelle mesenchimali (usate nel protocollo stamina), vengono trattate tutte alla stessa maniera.
Il dott. De Luca ricorda inoltre che la poca chiarezza di tale protocollo ha portato gi uffici brevettuali europei e americani a rigettare la domanda di brevetto.
Siamo tutti in attesa quindi del decreto legislativo di lunedì sperando presto di far luce su una vicenda così importante per la salute.
di Redazione
19 maggio 2013



