Relooted – Ladri Atleti dalla parte della Giustizia
Avete presente quando noi italiani ci lamentiamo perché i francesi ci hanno rubato la Gioconda? È un po’ un’onta nazionale, ma la verità è che il sentimento nasce dalla rabbia che proviamo per aver perso un’opera che ci identifica in tutto il mondo.
Ecco, immaginate questo sentimento, ma anziché essere un singolo quadro vi sono stati rubati decine, centinaia di opere che rappresentano la maggioranza dell’identità culturale del vostro popolo.
Relooted si concentra su questo: un gruppo di ladri che si impegna a riconsegnare il mal tolto ai legittimi proprietari – il popolo africano.
Relooted – Giustizia Personale
Nomali, la nostra protagonista si diletta da sempre nel parkour, con un discreto successo sin da ragazzina. Quando suo fratello viene rapito, per ragioni misteriose, da brutti ceffi Nomali si impegna a liberarlo, ancora inconsapevole che questo la porterà a intraprendere a breve la professione di ladra provetta!
Insieme a un gruppo mano a mano più numeroso, variegato e affiatato, la giovane donna si prende carico di una missione nata non dalla voglia di arricchirsi, ma dalla volontà di fare la cosa giusta e riportare in patria tesori esposti (o più spesso nascosti) in musei e case d’arte in giro per il mondo.

Il cuore di Relooted non è certo la trama: gli avvenimenti e l’intreccio narrativo non sono di particolare evidenza, i personaggi sono relativamente sempliciotti e non hanno uno spessore particolarmente elevato.
Nonostante ciò, i ragazzi di Nyamakop sono riusciti a trasmettere distintamente l’elemento più importante: la rabbia e il sentimento di ingiustizia che i protagonisti nel mondo di gioco (e, con tutta probabilità, anche molte persone nel mondo reale) provano nel sapere che qualcuno, da qualche parte nel mondo, ha “lootato” i loro tesori e si rifiuta di ridarli indietro. Inutile dire che sicuramente il doppiaggio in inglese ma con pesante accento africano dei protagonisti ha aiutato a trasmettermi questi sentimenti per tutta la durata dell’avventura, che si aggira attorno alle 8 / 9 ore
Semplice, Fluido e Gratificante
Se la narrativa è la componente meno rilevante, il gameplay è sicuramente ciò che più spicca in Relooted!
Il gioco si basa sul pianificare, organizzare e infine portare a termine i furti di uno o più tesori in un ibrido di heist-game, puzzle e un platform-parkour che funziona sorprendentemente bene!
Si inizia pianificando il tutto nei minimi dettagli, dal punto di ingresso al punto di uscita, passando per il posizionamento dei propri compagni. Una volta definiti i propri obiettivi e scovati i tesori da rubare si arriva al momento cruciale: guidare Nomali il più rapidamente possibile nel portare a termine il piano.
Una cosa che ho apprezzato molto è il fatto che i briefing sugli oggetti da rubare e location del furto siano completamente opzionali: i giocatori interessati a immergersi nel mondo di gioco o a saperne di più sui tesori possono avere tutte le informazioni che vogliono, coloro che invece vogliono godersi solo il gameplay possono farlo senza dover skippare troppi dialoghi.
Per i completisti, inoltre, sarà disponibile anche un recap della missione appena conclusa che indicherà i punti in cui il giocatore può ancora migliorare e il numero di artefatti nascosti che possono essere ottenuti.

Quasi ogni livello aggiunge nuove meccaniche, trappole o personaggi di supporto. Il che indubbiamente aiuta il giocatore a non annoiarsi e non sentire la ripetitività delle missioni, ma al contempo lo costringe a sorbirsi tutorial dedicati continui e a lungo andare un po’ tediosi.
Allo stesso tempo, voglio però lodare il sistema di parkour: molto semplice, ma altrettanto gratificante e fluido. Ha soddisfatto quella piccola parte di me che brama giochi come Mirror’s Edge e Neon White.
Un po’ grezzo
Se dal punto di vista del core gameplay il gioco si dimostra decisamente rifinito, lo stesso non si può dire per altre parti del titolo: dal punto di vista grafico Relooted fa il suo lavoro, ma non brilla certo quanto molti altri esponenti indie. Da notare alcuni artefatti grafici visibili di tanto in tanto, specialmente durante i primi piani, che “rovinano” un po’ il contorno di alcuni soggetti.

Come se non bastasse, ci sono stati altri piccoli intoppi durante la mia esperienza di gioco: ogni tanto il tasto per la corsa necessitava di essere premuto nuovamente (perché il primo input non andava, per qualche ragione), alcuni oggetti presi per sbaglio svanivano dopo aver ricaricato dall’ultimo checkpoint, altre volte alcuni compagni non triggeravano correttamente le pedane a pressione…
Intendiamoci, niente che non potesse essere risolto riavviando il gioco e ripetendo gli ultimi 5 minuti di gameplay, ma a lungo andare devo ammettere che mi hanno un po’ fatto storcere il naso.
Sentimenti contrastanti
Per quanto Relooted rimanga comunque un titolo divertente da giocare e che personalmente mi sento di consigliare a chi possa essere interessato a questo genere, ha purtroppo alcune piccole smagliature a livello di polishing che inficiano la qualità finale del prodotto.
I ragazzi del team di sviluppo hanno comunque fatto un ottimo lavoro nello sviluppare un’opera interessante e, mi sento di dire, socialmente impegnata, che può essere apprezzata nella sua interezza. Ma vi mentirei se vi dicessi che è un titolo che non necessita di qualche patch correttiva.




