SCHiM – Ritrovare la propria ombra

Da bambino, durante una delle mie tante estati passate al mare, un gruppo di ragazzi appena conosciuti mi introdusse ad un gioco inventato da loro chiamato “il gioco del sole”: questa attività consiste nello spostarsi da un punto all’altro senza toccare il sole, saltando di ombra in ombra…non avrei mai immaginato che molti anni dopo mi sarei trovato a giocare ad un videogioco simile. SCHiM, sviluppato dal team olandese Extra Nice, è un titolo platform che racconta il viaggio di un’ombra intenta a ritornare dal suo legittimo proprietario.
Il punto focale di SCHiM è, appunto, il concetto di schim: termine olandese che indica l’ombra, ma anche lo spirito o l’anima presente in tutti oggetti ed esseri viventi. I protagonisti della storia sono un bambino e la sua ombra, il cui legame diventa sempre più debole man mano che, crescendo, il giovane ragazzo abbandona il suo sogno di diventare pompiere per perseguire un percorso di vita più classico. Dopo una giornata particolarmente sfortunata, il ragazzo e la sua ombra (o per meglio dire, il suo spirito) vengono separati e sarà compito del giocatore aiutare lo spiritello-ombra a ritornare dal suo proprietario per riaccendere la scintilla persa.
Saltellando in giro
Il videogioco sviluppato dal team olandese è il perfetto esempio di chill game, ovvero quei titoli che, sia nel gameplay che nell’atmosfera di gioco, trasmettono un’aria di tranquillità e calma. Il gameplay di SCHiM è molto semplice: si viene spawnati (posizionati, fatti comparire) all’inizio di un livello e saltando di ombra in ombra bisogna arrivare al traguardo indicato, nulla di più nulla di meno. In SCHiM è possibile spostarsi solamente nelle ombre create dagli oggetti: l’ombra del tronco di un albero funge da piattaforma statica, a differenza di quella di un passante, in continuo movimento, mentre possedere l’ombra di un semaforo ci consentirà di accendere o spegnere le sue luci in modo da ridirezionare il flusso del traffico che, con le ombre create dalle macchine, può aiutarci a raggiungere posti lontani.

Fonte immagine: Press Kit ufficiale
Oltre a saltare da ombra a ombra, il simpatico spiritello può anche interagire con gli oggetti di cui sta possedendo l’ombra. Molte delle volte il comando causerà piccole animazioni portando un cane ad abbaiare o facendo squillare il clacson di una macchina, ma talvolta interagire con gli oggetti sarà necessario per raggiungere la fine del livello o per collezionare oggetti opzionali sparsi in giro. Questa semplice meccanica crea piccoli enigmi ambientali molto interessanti, come dover gestire il traffico di macchine e pedoni o accendere lampioni e altre fonti di luce per creare nuove ombre e quindi nuove strade.
Per mantenere l’esperienza di gioco molto tranquilla il sistema di movimento è molto semplice e permissivo: sbagliare un salto ci darà comunque la possibilità di eseguire un ulteriore piccolo saltino nella speranza di poter raggiungere l’ombra più vicina, inoltre le ombre, più che piattaforme, si comportano come delle pozze d’acqua nelle quali è molto facile immergersi; infine il sistema di checkpoint è molto permissivo, fallire nel raggiungere un’ombra ci riporterà indietro solamente di pochissimi salti.
Una passeggiata digitale
Giocare a SCHiM, più che videogiocare, sembra di star sfogliando un libro di illustrazioni. I livelli progettati da Ewoud van der Werf e Nils Slijkerman rappresentano ambienti quotidiani di una tipica città europea (il senso di déjà vu è molto forte quando si saltella fra le ombre delle macchine ferme ai semafori, o fra le ombre dei pendolari intenti a prendere posto sulla metropolitana) colma di persona intente nelle loro attività quotidiane. Si potrebbe dire che SCHiM sia una vera a propria ode al quotidiano.
Saltare dall’ombra di un ciclista a quella di un bambino intento a giocare a palla, sfruttare la luce di un lampione per saltare nell’ombra di un gatto impegnato in una passeggiata notturna o intercettare l’ombra creata dal volo di un uccello porta il giocatore ad osservare il mondo di tutti i giorni in modo diverso.

Fonte immagine: Press Kit ufficiale
Guidare lo spiritello-ombra attraverso gli ambienti urbani e di periferia è un piacere sia per gli occhi che per le orecchie: ogni livello presenta una palette di colori unica che enfatizza l’ambiente (il verde è presente nello zoo e nel parco cittadino, mentre viola e blu sono molto utilizzati nei livelli notturni) accompagnata da una colonna sonora (composta e realizzata da Moonsailor) molto rilassante.

Fonte immagine: Press Kit Ufficiale
SCHiM è il tipico prodotto indie che spinge il limite del medium videoludico creando un’esperienza che non vuole far divertire, il videogioco sviluppato dal duo oladese è un’esperienza tranquilla e lenta che incoraggia il giocatore a vedere il mondo di tutti i giorni con occhi diversi: ogni oggetto, animale o persona ha una storia, ogni ambiente è stato costruito e progettato con attenzione e con uno scopo ben preciso e tutto ciò è unito da un filo conduttore: lo spirito, l’ombra, o per usare il termine olandese, lo schim.





