Wizard with a Gun – Incantesimi a pallettoni

Sono sempre stato un gran fan dei Twin Stick Shooter, non a caso Enter the Gungeon è uno dei miei titoli preferiti, quindi quando ho visto i primi trailer di Wizard with a Gun, l’ultima fatica di Galvanic Games pubblicata da Devolver Digital, ho pensato che giocarlo sarebbe potuto essere una grande occasione per avvicinarmi al genere Survival (un tipo di giochi a cui non mi sono mai approcciato), e a primo impatto è stato così, ma con l’aumentare delle ore di gioco il titolo ha purtroppo mostrato alcune falle molto rilevanti.
Due generi mischiati molto bene
Wizard with a Gun è un unione di due generi apparentemente molto diversi, ma anche molto simili: il titolo è infatti un Twin Stick Shooter con elementi Rogue Like e una forte componente Survival che ricalca lo stile di titoli come Don’t Starve e Forager. Il giocatore prende il controllo di un Gunmancer, ovvero di un mago armaiolo che al posto di lanciare incantesimi in modo classico…li incanala in proiettili pronti ad essere sparati ai nemici che gli si parano davanti. La missione del Gunmancer è quella di salvare il mondo navigando fra esso e l’antica Torre dei Gunmancer, riavvolgendo il tempo più volte per contrastare il Caos, che andrà inevitabilmente a cibarsi del tempo e dello spazio.
La trama di Wizard with a Gun non è molto complessa, dà giusto una spinta al giocatore per mettersi in marcia e una solida giustificazione del gameplay formato da svariate run in mondi generati proceduralmente; nonostante la trama sia un pochino debole essa è arricchita da una buona lore che può essere approfondita grazie a molti dialoghi e collezionabili trovati durante l’intera esperienza.
Il gameplay loop di Wizard with a Gun è, inizialmente, un connubio perfetto tra un action Rogue-Like e un Survival: la Torre dei Gunmancer funge da HUB centrale dove il giocatore dovrà costruire varie strutture utili per potenziarsi ed equipaggiarsi per le run (oltre a poterla decorare con una buona quantità di costruzioni puramente estetiche) che prenderanno luogo in un mondo che sta per essere sommerso dalle creature del Caos. Ogni run vedrà il giocatore catapultato in un’unica mappa dove dovrà cercare i potentissimi ingranaggi che dovranno essere inseriti nella macchina del tempo collocata nella Torre per poter sbloccare nuove zone (nel mondo di gioco infatti ci troveremo ad esplorare 4 biomi differenti) dove potremmo trovare, oltre ad altri ingranaggi, nuovi nemici e ingredienti utili per creare nuovi potenziamenti.

I potenziamenti che ci aiuteranno nel duro compito di salvare il mondo, oltre ai classici incremento di vitalità e altre statistiche di base, comprendono svariati tipi di proiettili: da quelli di tipo elementale che folgoreranno, bruceranno e ghiaccieranno le creature del caos, a incantesimi (sempre sotto forma di proiettili) di supporto, buff e debuff. La grande varietà di incantesimi/proiettili e la possibilità di combinarli (inzuppare un nemico di olio e incendiarlo grazie ad una pioggia di proiettili infuocati) aggiunge un livello di complessità in più al gameplay, soprattutto se si gioca in modalità coopertativa, in cui il numero di combinazioni aumenta vertiginosamente.
Un po troppo farming
Come avrete notato questa recensione contiene un buon numero di ma, più o meno espliciti, e proprio come succede in Wizard with a Gun…dopo un po’ spuntano gli elementi negativi. Dopo non molte ore (4/5 nel mio caso) la ripetitività dell’esperienza inizia a farsi sentire.
Stiamo parlando di un titolo Survival quindi un minimo di ripetitività è inevitabile, se non necessaria, il problema sta nel fatto che il gioco presenta poca varietà e una serie di elementi che allungano il brodo tramite espedienti abbastanza dozzinali.
Partiamo da una cosa banale, ma molto incisiva sull’esperienza: l’inventario è troppo piccolo. In Wizard with a Gun le esplosioni non mancano, ma ogni esplosione che si rispetti distrugge molte strutture ed elementi del mondo che, trovandosi in un Survival, si trasformano in ingredienti da raccogliere…e nel gioco sono pochi gli ingredienti oggettivamente inutili, quindi ci si ritrova a 3 minuti dall’inizio di run con l’inventario pieno di roba utile.
Nei titoli survival si passa una buona parte del tempo di gioco nelle finestre dei vari menu a craftare, combinare oggetti, riorganizzare l’inventario e le varie casse di materiali, la IU (Interfaccia Utente) deve quindi essere veloce da navigare, intuitiva e, soprattutto, comoda. Purtroppo un’altra pecca di Wizard with a Gun risiede proprio in questo aspetto: l’interfaccia utente è molto legnosa e scomoda da navigare; potrebbe sembrare una cosa banale (e molti potrebbero anche passarci sopra), ma a lungo andare è una cosa che potrebbe creare frustrazione.

Come ultimo aspetto “negativo” del titolo è importante descrivere l’avanzamento del nostro piccolo maghetto durante l’esperienza di gioco. Per quanto la grande varietà di proiettili a nostra disposizione è davvero golosa e ci spinge a creare combinazioni devastanti e divertenti da vedere, per sconfiggere i nemici basta il mero danno delle nostre armi dato dal livello dei proiettili sparati che se non sarà sufficientemente alto andrà solamente a scalfire i nostri avversari, rendendo il combattimento totalmente impossibile da vincere. Questo aspetto porta la natura action Rogue-Like di Wizard with a Gun ad un livello minimo, dato che per riuscire a proseguire nell’esperienza di gioco è tassativo potenziare il nostro personaggio al livello richiesto dalla sezione di gioco in cui ci si trova.
Magie colorate…coloratissime
Dal punto di vista artistico Galvanic Games ha portato avanti un bellissimo lavoro: ogni ambiente del gioco è perfettamente caratterizzato nei minimi dettagli, i diversi tipi di nemici (seppur tutti molto simili a livello meccanico) sono fortemente caratterizzati sia a livello grafico che sonoro. Il mondo dei Gunmancer è un piacere per gli occhi e le orecchie.
Ogni bioma è caratterizzato da una palette di colori unica che si ritrova non solo nell’ambiente ma anche nelle creature che lo abitano, inoltre la presenza di creature neutrali (se non attaccate, ovviamente) intente nelle loro attività indipendentemente dall’intervento del giocatore aggiunge un tocco di vita.

Un miscuglio non perfetto
Wizard with a Gun in definitiva non è un titolo malfatto, anzi gli amanti del genere Survival potrebbero passare oltre la maggior parte delle pecche e godersi a pieno la storia del Gunmancer più forte di tutti i tempi, ma per chi vuole approcciare il titolo anche per la sua componente action farebbe meglio a valutare altro, oppure armarsi di tanta pazienza.





