UE: l’acqua e’ troppo inquinata

L’Unione europea manca di acqua e le sue risorse esistenti sono troppo inquinate, ha denunciato oggi la Commissione Europea che si è impegnata per ottenere il 50% dell’acqua sana per il 2050. “Questo obiettivo non sarà raggiunto è un evidenza”, ha annunciato il commissario in carica dell’Ambiente Janez Potocnik nel corso di una conferenza stampa. 

“ Nonostante i miglioramenti compiuti negli ultimi anni, la qualità dell’acqua dell’UE lascia davvero a desiderare”, ha dichiarato. “Il problema relativo alla quantità di acqua è altrettanto preoccupante, una questione sempre più importante per l’Europa colpita dalla rarità di questa risorsa, mentre un troppo grande numero di Stati subiscono sempre più eventi eccezionali, come le inondazioni”, ha successivamente aggiunto. Janez Potonick ha dunque identificato diversi problemi: l’inquinamento dell’acqua, l’utilizzo dell’acqua per l’agricoltura e l’elettricità, l’utilizzo del suolo e gli effetti del cambiamento climatico.

 

“Misure sempre più severe vengono imposte per aiutare l’EU a proteggere le proprie risorse e far in modo di utilizzarla in maniera più razionale”, ha affermato. Il suo piano di azione insiste sul ricorso a misure di ritenzione naturale delle acque e sulla restaurazione dei prati umidi e delle pianure alluvionali e migliorare l’applicazione del principio di “chi paga inquina” attraverso l’analisi del conteggio, dei prezzi e di una migliore analisi economica.

Consiglia e raccomanda l’impegno degli Stati Membri, negli obiettivi in materia di contabilità delle acque e del loro utilizzo razionalizzato così come l’elaborazione di norme UE per quanto concerne la riutilizzazione dell’acqua. “Il momento di passare all’azione è arrivato, dobbiamo aprire la strada a vie innovatrici nel dominio della politica dell’acqua. Dobbiamo stabilire un equilibrio duraturo tra domanda e offerta nel settore, tenendo conto dei bisogni della popolazione e degli ecosistemi naturali dai quali dipende.”

Manuel Giannantonio

15 novembre 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook