Caso rifugiati: Amnesty International giudica “vergognoso” l’operato della comunità internazionale

Caso rifugiati: Amnesty International giudica “vergognoso” l’operato della comunità internazionale
Una delle numerosissime vittime dell'indifferenza europea

L’Ong Amnesty International ha denunciato, lunedì in un apposito rapporto, il risultato vergognoso della comunità internazionale di fronte alla peggiore crisi dei rifugiati dalla seconda guerra mondiale, esortando maggior collaborazione dagli Stati europei

Una delle numerosissime vittime dell'indifferenza europea
Una delle numerosissime vittime dell’indifferenza europea

BEIRUT – Nel mare di Andaman, le persone muoiono cercando disperatamente un posto sicuro, ha accusato Salil Shetty, segretario generale dell’organizzazione di difesa dei diritti dell’uomo che dichiara: “La crisi dei rifugiati è una delle sfide più grandi del 21° secolo, tuttavia, la risposta della comunità internazionale è stata un mero fallimento. Abbiamo bisogno di una riforma radicale dei politici e di pratiche per creare una strategia mondiale coerente”. Salil Shetty, insiste: “L’attuale crisi dei rifugiati non sarà risolta se la comunità internazionale non riconosce che questo è un problema mondiale che necessita l’intensificazione significativa della collaborazione tra gli Stati”

Amnesty fa diverse raccomandazioni tra le quali la creazione di un fondo per i rifugiati e un impegno collettivo nel ristabilire un milione di rifugiati per i prossimi quattro anni.
In una conferenza stampa, Salil Shetty ha chiamato i paesi europei a garantire il rispetto delle leggi internazionali, “il mondo non può più attendere molto”, ha aggiunto.
La situazione è disperata per i quattro milioni di rifugiati siriani, di cui il 95% vive nei quattro paesi vicini alla Siria (Turchia, Giordania, Iraq, Libano e l’Egitto). Questi paesi sono in enormi difficoltà, ha sentenziato Shetty. Nessun paese dovrebbe essere lasciato solo di fronte a una crisi umanitaria di massa solo perché condivide una frontiera con un paese in conflitto, ricorda lo stesso Shetty.

Amnesty cita il caso del Libano che riceve soltanto il 18% dei fondi necessari per l’aiuto ai rifugiati. Il Libano deve essere attrezzato per accogliere un milione di siriani, stima Khairunissa Dhala, specialista dei rifugiati. “A Causa di un sostegno internazionale sufficiente, Beirut, ha dovuto instaurare delle politiche indifendibili tra cui la restrizione degli ingressi”, afferma Dhala.

L’Ong giudica le misure intraprese dai paesi dell’Unione europea per rinforzare l’operazione Triton nel mediterraneo ed insiste sulla creazione di una via di transito legale per i rifugiati. L’operazione Triton è stata lanciata nel novembre del 2014 per aiutare il nostro paese con le frontiere marittime e soccorrere i migranti. Dopo una serie di naufragi, la Commissione europea ha deciso lo scorso aprile di triplicare il budget per l’operazione.
Le stime di Amnesty International riferiscono di 1 865 persone dell’Africa del nord decise a raggiungere l’Europa morte nei naufragi, solo nel mese di maggio. L’anno scorso la cifra era di 425. Un aumento esponenziale drammatico sotto gli occhi di tutti.

Di fronte alla resistenza di numerosi paesi europei circa l’idea di accogliere i rifugiati, Amnesty previene di programmare una rilocalizzazione di almeno 300 000 rifugiati all’anno per un periodo di quattro anni.

Quest’approccio è stato concepito in ragione dei conflitti del Nord Africa. La comunità internazionale gestisce la crisi mondiale in maniera frammentata con misure temporanee, come denuncia Dhala che ha aggiunto “speriamo maggior coordinamento per rispondere a questa crisi”.

Fonte: Amnesty Italia, The New York Times

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
15 Giugno 2015

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook