Spari al gala dei media di Trump
Erano da poco passate le 20.30 a Washington e i camerieri avevano appena iniziato a servire al gala dei corrispondenti quando quattro, forse sei, spari hanno echeggiato nella lobby dell’Hotel Hilton dove si stava svolgendo l’appuntamento annuale. Di corsa gli uomini del Secret Service hanno portato via dal palco il presidente Donald Trump, che per la prima volta partecipava da presidente alla cena, e il suo vice J.D. Vance, in direzioni opposte come previsto dal protocollo d’emergenza. Negli stessi attimi, mentre molti dei 2.600 giornalisti presenti attorno si buttavano sotto i tavoli o si nascondevano dietro le colonne, agenti armati di fucili d’assalto entravano in azione a protezione dell’uscita di scena del presidente. L’aggressore è stato subito bloccato dal dispositivo di sicurezza, colpito da un agente. Un altro agente è stato ferito, ma se la caverà grazie alla protezione garantita dal grazie al giubbotto antiproiettile.
L’autore della sparatoria è stato identificato in Cole Tomas Allen, 31enne di Torrance in California. E’ un insegnante che sul suo profilo Linkedin si descrive anche come “ingegnere meccanico e informatico per titoli di studio” e “sviluppatore di videogiochi indipendente per esperienza”. Una foto sui social lo ritrae premiato come ‘docente del mese’. Comparirà domani davanti alla Corte Distrettuale Federale e sarà incriminato per aver utilizzato un’arma da fuoco durante un crimine violento e per aver aggredito un agente federale, ha dichiarato la procuratrice del Distretto di Columbia, Jeanine Pirro, che però ha aggiunto che ulteriori accuse potranno seguire.
Trump è comparso davanti ai giornalisti dalla sala stampa della Casa Bianca poco dopo l’aggressione, ancora vestito con lo smoking. Secondo quanto ha riferito, l’aggressore sarebbe “un lupo solitario” che “voleva uccidere”. Ha detto che Allen era armato di diverse armi e che ha assaltato un posto di blocco della sicurezza prima di essere arrestato. Aveva con sé un fucile a canna liscia, una pistola e alcuni coltelli. Nella notte l’Fbi ha perquisito la sua casa in California alla ricerca di ulteriori prove. Ancora incerta la reale intenzione dell’attentatore. Secondo Cbs, l’uomo ha affermato che puntava a colpire “funzionari del governo”. Per il vicedirettore del Secret Service, Matthew Quinn, voleva “generare una tragedia nazionale”.
parlato ai giornalisti in modo inusualmente calmo ma l’incidente ha provocato shock tra i corrispondenti e gli abitanti della capitale americana. Il corrispondente de La Stampa, Alberto Simoni, che si trovava a pochi metri dall’incidente ha raccontato all’ANSA che al suono degli spari “la gente si è buttata sotto i tavoli o dietro le colonne cercando un riparo” in preda al panico. Il veterano della Cnn, Wolf Blitzer, anche lui a pochi metri dallo sparatore, è stato salvato da un agente del Secret Service che lo ha buttato a terra.
Trump, vittima di un tentato assassinio durante un evento per la campagna elettorale del 2024 in Pennsylvania, ha chiesto agli americani “di risolvere le differenze pacificamente“. “Non è la prima volta nell’ultimo paio di anni che i repubblicani vengono attaccati o uccisi. Alla luce di questa sera, chiedo agli americani di risolvere le differenze pacificamente. Vale per i repubblicani, i democratici, gli indipendenti, i progressisti”. “Sebbene non disponiamo ancora dei dettagli sui moventi alla base della sparatoria avvenuta ieri sera durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca, è dovere di tutti noi respingere l’idea che la violenza possa trovare spazio nella nostra democrazia”. Lo scrive Barack Obama sui social media. “Si tratta inoltre di un duro promemoria del coraggio e del sacrificio che gli agenti del Secret Service dimostrano ogni giorno. Sono grato per loro e per il fatto che l’agente rimasto ferito stia bene”, ha aggiunto l’ex presidente.




