Abbas Fatah domina le elezioni municipali in Palestina.
Che sia tempo di cambiamenti in Palestina?
Ad aver dominato nella maggior parte delle elezioni municipali tenutesi domenica nelle città palestinesi sono stati i fedeli del presidente Mahmoud Abbas. A rendere particolarmente significative queste elezioni è stata la partecipazione di città facenti parte della Striscia di Gaza, guidate dai rivali di Hamas.
Il ballottaggio di domenica rappresenta la prima elezione di qualsiasi tipo nella Striscia di Gaza dal 2006, e la prima in Palestina dallo scoppio della guerra il 7 ottobre 2023.
La partecipazione alle elezioni di Deir al-Balah, la città di Gaza meno danneggiata dallo scoppio della guerra, implica la volontà di mantenere l’unità dello Stato Palestinese.
“(Le elezioni) si sono svolte in un momento altamente sensibile, fatto di sfide complesse e circostanze eccezionali. (Tuttavia rappresentano) un importante primo passo in un processo nazionale più ampio volto a rafforzare la vita democratica. E, in ultima analisi, a raggiungere l’unità della patria.”
Queste le parole del Primo Ministro Mohammed Mustafa in occasione della pubblicazione dei risultati domenica.
Il ruolo di Hamas
Hamas non ha formalmente presentato alcun candidato alle elezioni, boicottando inoltre le elezioni in Cisgiordania, occupata da Israele. Tuttavia la presenza di alcuni candidati in una lista di Deir al-Balah allineati con le idee del gruppo islamista sottintende un tacito sostegno alle elezioni.
La lista in questione, denominata “Deir al-Balah ci unisce” ha ottenuto due seggi sui quindici in ballo. Sei seggi sono invece andati alla lista Nahdat Deir al-Balah, sostenuta tra gli altri anche dal partito Abbas Fatah. I rimanenti seggi sono stati aggiudicati da “Il futuro di Deir al-Balah” e “Peace and Building”.
Il portavoce di Abbas Fatah, Abdul Fattah Dawla, ha ringraziato gli elettori per aver partecipato nonostante la prosecuzione delle violenze a Gaza.
Con la maggior parte della Striscia ridotta in macerie e la popolazione sfollata e concentrata sulla propria sopravvivenza, l’affluenza alle elezioni è stata infatti del 23% a Gaza e del 56% in Cisgiordania.




