Mastercard accede al mercato cinese

Mastercard accede al mercato cinese
Fonte immagine: Eunews

Finalmente, dopo American Express e Amex, anche il circuito Mastercard ha accesso al mercato finanziario cinese, dopo vari tentativi rimasti negli anni senza seguito.

Infatti, la banca centrale cinese Pboc (“People’s Bank of China”) ha autorizzato la creazione di una joint venture, con capitale sociale di circa 143 milioni di dollari, allo scopo di svolgere le attività di clearing delle carte di credito su tutto il territorio nazionale.

Il 51% delle quote della joint venture appartiene al colosso Mastercard, mentre il restante 49% è detenuto dalla società asiatica NetsUnione Clearing Corporation.

Sicuramente questa operazione costituisce un importante passo in avanti per la gestione dei rapporti economici e finanziari su scala internazionale dal momento che, ancora oggi in Cina, il sistema delle carte di credito è posto in secondo piano. Difatti, il mercato è pressoché dominato dagli strumenti di pagamento emessi da piattaforme locali come Alipay e WeChat.

Basti soltanto considerare che solo di recente la società americana PayPal ha acquistato il 70% del sistema GoPay, ergendosi a prima applicazione di origine straniera in grado di garantire alla popolazione cinese la fruizione di un servizio di pagamento digitale.

Nel nostro Paese, invece, il mercato delle carte di pagamento vive un momento di crescita progressiva e ciò è facilmente dimostrabile se si analizza il numero di offerte lanciate dagli istituti di credito.

Per questo motivo, la scelta della carta di credito più confacente alle proprie esigenze economiche ed operative costituisce uno step tutt’altro che semplice per i soggetti interessati.

Occorre in primo luogo distinguere le carte di credito a saldo dalle carte di credito revolving (o “a rate”): le prime costituiscono la tipologia maggiormente diffusa sul mercato e si caratterizzano per il fatto che le operazioni compiute mensilmente vengono accorpate e scalate nella prima metà del mese successivo alla data degli acquisti, chiaramente nel rispetto dei massimali concordati al momento dell’apertura; diversamente, la carta di credito revolving funge da vero e proprio prestito in favore del titolare, in quanto l’istituto erogatore mette a disposizione sulla carta un determinato importo spendibile, da restituire mediante la corresponsione di rate mensili.

Al fine di confrontare le varie offerte presenti sul mercato, per quanto riguarda le credit card a saldo le voci più importanti da tenere in considerazione sono probabilmente le spese di apertura e di gestione della carta, quelle connesse alle commissioni in caso di uso e alle comunicazioni periodiche. Per le revolving la comparazione è nettamente più difficoltosa, dal momento che le voci di costo di cui avere contezza sono numerose, fra cui vi sono i tassi di interesse annui applicati dall’istituto emittente (per maggiori approfondimenti e aggiornamenti sulle carte di credito: http://www.cartedipagamento.com).

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