La stampante dei miracoli in 3D
Siamo all’inizio di una nuova Rivoluzione Industriale? La 3D ci regala suggestioni tecnologiche appartenenti al futuribile. Ma è già realtà. E’ questione di tempo e la 3D ci farà impazzire. E’ come quando fu inventato il computer, quel gigante di macchina lampeggiante, che ai primordi occupava un’intera stanza e, man mano, si è andato riducendo al portatile da passeggio e infine al tablet tascabile.
Scordiamoci per il momento che una siffatta stampante possa conquistare un posto d’onore nelle nostre case come la lavatrice, il frigo o il televisore. E’ una diavoleria ancora abbastanza costosa, ma conveniente per la serie di iniziative imprenditoriali, ad esempio come le start-up, volte al fervore della crescita. Figlia della 2D, inventata chissà perché dai soliti americani che hanno in mano la possibilità della ricerca (questione di fondi!), anche in Italia proliferano case costruttrici della 3D, afferrando al volo quanto ci viene spedito d’oltreoceano con un ‘ invenzione votata a conquistare una gran fetta di mercato per la seria utilizzazione nei più svariati campi sociali.
Non sembri soltanto un giochino quello che può uscir fuori dalla 3D, vale a dire tutta quella paccottiglia di plastica colorata, bicchieri, anelli, collane, bamboline e quant’altro di kitsch. Le sue capacità di stampa tridimensionale percorrono tutta una serie di applicazioni che potranno costituire nel prossimo futuro una vera rivoluzione dell’industria tradizionale, vale a dire nel campo della medicina, dell’ edilizia, dell’architettura, dell’archeologia e ben oltre.
Le bio-stampanti
Le più importanti Università del mondo in campo bio-medico stanno alacremente mettendo a punto particolari procedimenti per la riproduzione di materiali il più possibile vicini alla composizione dei tessuti e organi umani utili all’impianto, in primo piano dei nostri vasi sanguigni, al fine di non incorrere nel pericolo del rigetto.
La figura del “donatore” di organi potrà diventare obsoleta. Nell’ambito della chirurgia plastica, già da infiniti anni operante sulla ricostruzione di parti del corpo lese a seguito di incidenti, ma solo grazie al prelievo dei tessuti dal paziente stesso e con lunghi e costosi interventi, potrà risolversi con la 3D. Ancora, questa macchina è capace di sfornare protesi dentarie, apparecchi acustici, ossa, valvole cardiache, e quant’altro immediatamente utile in campo bio-medicale e chirurgico.
La casa del futuro
Qualcuno a “Porta a Porta” ha detto che in America è già possibile “stamparsi la casa” . Quel qualcuno, un po’ frettoloso, stavolta ha sbagliato di latitudine, nella mania di sminuire la bella Europa. Infatti, la “casa stampata” è una creazione made in North Europe, dove già da qualche tempo stanno nascendo come funghi le case ecocompatibili col sistema 3D.
Su uno dei canali di Amsterdam, infatti, è iniziata la costruzione della 3D Print Canal House, un condominio di 13 stanze progettato dalla DUS Architects che verrà ultimato entro tre anni. Nel frattempo è visitabile come una vera attrazione turistica.
Villa Asserbo costituisce invece l’esempio della villetta unifamiliare. Dal nome del villaggio vicino Copenaghen, progettata dallo studio di architettura danese Eentileen, è completamente in legno, quello che non manca nelle vicine foreste del territorio danese. Senza laterizi e calcestruzzo, si serve di energia fotovoltaica e solare termica, rispettando appieno le condizioni ambientali.
Il progetto ha caratteristiche di globalità: basta spedire il file con ogni informazione utile e può arrivare ovunque nel mondo.
Tutti possono costruirsi queste casette deliziose: condizione indispensabile, l’acquisto di una super stampante alta 3 mt., la Kamer Maker (creatrice di ambienti) che costruirà a strati tutto il necessario. Ma non farà un po’ troppo caldo nelle case di plastica per noi mediterranei? Forse meglio la villetta in legno, che è un ottimo isolante, funge da climatizzatore, assorbe la CO2, regola l’umidità e garantisce la stabilità contro i terremoti. Non solo, è da sfatare che il legno bruci più facilmente del calcestruzzo, tutto dipende dai numerosi materiali infiammabili tenuti in casa.
Dunque, il problema abitativo diventa una bazzecola. Basta una 3D e magari un amico architetto in erba che non abbia in mente il giochetto del castello di carte…
di Angela Grazia Arcuri
4 giugno 2014




