Google no limit: adesso si schiera contro le malattie e l’invecchiamento con il progetto Calico

Google no limit: adesso si schiera contro le malattie e l’invecchiamento con il progetto Calico

Google già da diversi anni ci ha abituati a forme di innovazione trasversali, ed in grado di oltrepassare i confini del suo core-business, ovvero la rete intesa in senso stretto.

Vale la pena citare, nella lunga lista di idee innovative elaborate ultimamente dai cervelli della casa di Mountain View, l’esempio di Google Loon: un progetto che prevede di stabilire la connessione ad internet garantita da palloni aerostatici posti in aree inaccessibili; senza peraltro dimenticare l’avveniristico device che porta il nome di Google Glass, un minuscolo computer mimetizzato in quella che potrebbe assomigliare a una curiosa montatura di occhiali.

Ma stavolta Google la spara ancora più grossa e sorprende tutti: il nuovo progetto, battezzato Calico, ha già attirato l’attenzione dei media, probabilmente per la vaghezza con la quale Larry Page lo ha descritto, ma molto più probabilmente per la portata rivoluzionaria che in un futuro che esso potrebbe avere e sulla quale molti sono disposti a scommettere. Calico, acronimo di “California Life Company” , è il nome di una compagnia, nata all’interno di Google, con l’obiettivo rivoluzionario di porre rimedio alle malattie e nel contempo rallentare l’invecchiamento.

In quale maniera, non ci è dato saperlo, o meglio, da Mountain View fanno trapelare informazioni solo sulle personalità di primo piano coinvolte in questo ambizioso piano che punta senza mezzi termini a far muovere all’uomo i primi passi verso i sentieri dell’immortalità. Nella fattispecie, il CEO di Google, Larry Page, ha posto a capo del progetto Arthur Levinson, attuale presidente di Apple ed ex amministratore delegato di Genetech, una compagnia che opera nelle biotecnologie.

In una recente intervista rilasciata a Time, Page ha lasciato intendere che sarà indispensabile attendere un congruo lasso di tempo allo scopo di trasformare il progetto in qualcosa di concreto, ha inoltre aggiunto che il tema della salute rappresenta una delle aree di interesse che la sua azienda continuerà a perseguire anche nei prossimi anni.

Calico’s project si inscriverebbe nella categoria dei cosiddetti “moonshots” dei Google X lab, progetti per certi versi quasi fantascientifici ed orientati ad un abbattimento dei normali limiti imposti dalla natura sull’uomo.

In altre parole, si tratterebbe di esperimenti-limite effettuati per affrontare problemi che colpiscono tutto il mondo, offrendo soluzioni da consolidare su basi scientifiche in via di sperimentazione.

Qualche esempio fra i tanti?

La Self-driving car, e cioè l’auto che si guida da sola, oppure gli stessi Google Glass, sono frutto delle sperimentazioni e del lavoro svolto negli avveniristici Google X lab.

In conclusione, i motivi che spingono due ex concorrenti, quali Levinson e Page a collaborare sono evidenti: è facile prevedere che il tema del rallentamento dell’invecchiamento, sarà il business che coinvolgerà scienziati e uomini d’affari, nelle decadi a venire, ed è dunque naturale per Google prendere parte a questa partita, che da qui a un futuro n on troppo lontano aprirà un nuovo mercato, fatto di sfide, collaborazioni, e magari di brillanti scoperte.

Certamente emergono dei dubbi, sull’impatto che un certo tipo di innovazione potrebbe avere sulle nostre vite, specialmente se un domani, alcuni fenomeni naturali venissero stravolti dalla tecnologia, o se le macchine, in qualche modo, prendessero il nostro posto, in nome di una sorta di autoritarismo cibernetico.

Ma si sa che delle implicazioni etiche non si tiene mai troppo conto quando un gigante del calibro di Google deve pianificare il proprio futuro e a Mountain View hanno da diverso tempo ampliato il loro raggio d’azione verso aree distanti anni luce dal loro passato nel quale rifulge sì ancora il più innovativo motore di ricerca, fino a quando non arriverà l’applicazione vincente del futuro , magari proprio Calico, a oscurarne la fama.

 

Massimo Pasquetto

25 settembre 2013

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