“Vero, tuo, infinito”, una stagione di rilancio per il Teatro di Roma
Al via, da settembre, la stagione teatrale 2023-2024 del Teatro di Roma – Teatro Nazionale: ecco i protagonisti

Vero
La nuova stagione 2023-2024 del Teatro di Roma punta sul valore del teatro stesso come strumento di welfare culturale, la cui pluralità di arti e la partecipazione diffusa divengono cifra fondante di un impegno produttivo, un pensiero progettuale e politiche sociali volte e rivolte ad un processo di azioni sociali che mira alla collettività. Il Teatro di Roma accoglie tutte queste sfide, con sguardo aperto all’eccezionalità del momento e alle sfide che riserva il futuro, rafforzando il proprio ruolo con una Stagione che vanta circa 60 titoli di cui 23 produzioni e 34 ospitalità, più altri allestimenti.
Si parte al Teatro Argentina il 23 settembre con Lo zoo di vetro di Ivo van Hove per poi spostarsi al Teatro India il 12 ottobre prossimo, con il debutto nazionale di Non farai mai niente nella vita (il titolo è provvisorio) di Eleonora Danco.
Dalle tradizioni al dialogo col contemporaneo: Argentina e India sono teatri aperti, pronti ad accogliere generazioni diverse di registi, interpreti e talenti. Una polifonia vocale, cifra stilistica della Stagione: vera, tua, infinita.

Tuo
Tra i progetti produttivi più acclamati che troveremo all’Argentina: Stefano Massini (premiato agli Oscar del teatro americano Tony Awards 2022) con L’interpretazione dei sogni (dal 5 al 21 dicembre, liberamente ispirato e tratto dagli scritti di Sigmund Freud), opera su cui Massini si è impegnato nello studio per circa dieci anni, Massimo Popolizio con L’albergo dei poveri (dal 9 febbraio al 3 marzo, tratto dall’opera di Maksim Gor’kij, la cui riduzione teatrale è affidata a Emanuele Trevi), cercando di conservare intatte l’energia drammatica, la forza visionaria e la disperata lucidità dei personaggi che trascorrono i loro giorni tentando di non soccombere alla disperazione e all’inerzia della sconfitta e Silvio Orlando con Ciarlatani (in programma per due settimane dal 5 marzo al 17 dello stesso mese, di Pablo Remón): una pièce in capitoli in cui quattro attori viaggiano in un universo variopinto, aprendo una riflessione generale sul successo, il fallimento e sui ruoli che nel mondo che ricopriamo; per una satira sul mondo del teatro.
Una nutrita offerta di ospitalità completa la costruzione identitaria della Stagione, soprattutto con Diari d’amore di Nanni Moretti, il suo esordio da regista teatrale. Alla sua prima opera di prosa (dal 23 maggio prossimo), due atti unici di Natalia Ginzburg (Dialogo e Fragola e Panna), attraverso cui esplorerà ironicamente l’indifferenza e le mediocrità morali nell’intimità domestica dei protagonisti, che si ritrovano a parlare di tematiche molto care anche al cinema morettiano: matrimonio, fedeltà, maternità e amicizia, sottolineando il lato più tragico delle loro esistenze.

Infinito
Parallelamente, il Teatro India continua il suo processo di costruzione di luogo in ascolto di frammenti del contemporaneo, rintracciando creatori e talenti celati della scena contemporanea. La Stagione, come detto, si aprirà con Eleonora Danco nella messincena di Non farai mai niente nella vita, in coproduzione con lo Stabile di Napoli, una drammaturgia che prende spunto dall’opera surrealista di Salvador Dalì con un linguaggio diretto, crudo e fisico (dal 12 al 22 ottobre). Interessante sarà anche vedere il progetto DONNE!, una trilogia sulle donne dal mito ai social (dal 15 novembre, una maratona tra le descrizioni di Circe, Clitemnestra e Medea). Chiuderà la programmazione lo spettacolo-evento su regia di due spettacoli di Eugenio Barba: La casa del sordo. Capriccio su Goya (28 maggio) e Compassione. Tre panorami di speranza in primavera (30 maggio).
Nell’attesa dell’apertura della stagione fissata per settembre, il Teatro di Roma proporrà anche l’iniziativa CircoInFest, dal 24 giugno al 23 luglio, un festival di nuovo circo contemporaneo in cui verranno reinventati gli spazi all’aperto del Teatro India stesso, con il chapiteau del Circo El Grito e il parco di villa Torlonia, tra giocolerie e acrobazie.




