Brividi solo nel finale. Al tardini reti bianche

Brividi solo nel finale. Al tardini reti bianche

lazLo stadio del Parma è un luogo fatato per i tifosi biancoazzurri che hanno ancora negli occhi il mirabolante goal di Almeyda e la splendida rete da cineteca di Mancini. Chi si aspetta di rivedere simili prodezze rimane però deluso da una formazione che nel girone di ritorno ha una marcia da retrocessione. Mister Petkovic per ovviare al trend negativo fuori casa schiera una formazione tutta a trazione anteriore, mettendo in campo un 4-3-3 con Ederson, Hernanes, Candreva e Klose. Al centrocampo al posto di Mauri vengono preferiti Ledesma e Onazi. Dal canto suo anche mister Donadoni schiera una Parma pressochè similare una sorta di 4-1-4-1, cercando in Amauri la soluzione per terminare il digiuno da goal. Arbitra il fischietto Calvarese. La partita inizia al secondo minuto, Amauri mette in mostra la sua fame di goal schiacciando di testa al centro area, un cross di Biabiany, un super Marchetti salva il risultato. La Lazio con la testa sembra ancora negli spogliatoi: al 9′ pasticcio difensivo della Lazio, Amauri non riesce ad approfittarne stoppando male. Per vedere la Lazio bisogna attendere l’ 11′ quando, prima Klose controllando male e poi Ederson da lontano, provano ad impensierire la porta di Mirante. Al 24′ punizione per il Parma che attraversa tutta l’area, nessuno la tocca terminando fuori. Su capovolgimento di fronte Candreva va via sulla destra, mette un’invitantissima palla al centro dove Klose si coordina ma calcia male impennando la conclusione sopra la traversa. La Lazio non ha idee e subisce la pressione di un Parma che, dal canto suo, è confusionario e si affida esclusivamente a cross per il centravanti numero 9. Il primo tempo finisce senza grandi emozioni. Il secondo tempo inizia come il primo, con Amauri pericolosissimo che sfiora il palo lungo con una girata di prima. Al 6′ minuto viene ammonito Biava, sulla ripartenza si addormenta Hernanes, ne approfitta Belfodil che ottiene un calcio d’angolo. La Lazio sotto pressione, riesce a tirar fuori la testa al 10′ minuto con un destro di Ederson che, imbeccato da Klose, sfiora l’incrocio dei pali. Inizia la girandola di sostituzioni da parte degli allenatori: Floccari entra per Ederson, Marchionni e Biabiany escono per Sansone e Ninis. Al 23′ Parolo è murato da Dias. Al 28′ ancora Amauri strozza il tiro mandando la sfera fuori. Esce Klose, entra Kozak. Subito il numero 18 della Lazio ha due ghiotte occasioni per mandare in vantaggio i suoi: la prima al 31′ quando tutto solo in area spara su Mirante, la seconda un minuto dopo quando su un cross tagliato di Candreva non arriva all’appuntamento sotto porta. Nel finale la compagine di Petkovic sembra crederci leggermente di più: al 35′ Radu incorna di testa senza schiacciare scheggiando la traversa, al 39′ Dias, sempre su angolo, di testa si fa parare il tiro e al 43′ Floccari allarga troppo il tiro mandando fuori su sponda di Kozak. Nel finale succede di tutto: al 48′ espulso Biava per doppia ammonizione, sugli sviluppi della punizione Marchetti non trattiene, i giocatori del Parma si avventano sulla ribattuta mandando la sfera in rete ma il goal è annullato per fuorigioco. Al 50′ sull’ultima azione della partita Ledesma scodella al centro una punizione, Kozak manda in porta la conclusione ma si alza ancora la bandierina del guardalinee. Finisce 0 a 0. Il digiuno da goal continua a perseverare sia sul Parma che sulla Lazio, che di rammarico ne ha ancora di più visti i risultati degli altri campi che la allontanano ulteriormente dalla zona Europa. I biancocelesti sono solo un lontano ricordo di quelli visti a inizio stagione, le molte partite giocate, i molti infortuni e le poche sostituzioni a disposizione ne stanno pesantemente condizionando una stagione che, iniziata in maniera trionfale, si sta rivelando amaramente deludente. A 4 partite dalla fine serve una scossa e una buona dose di volontà per poter rimanere agganciati ad almeno un obiettivo: L’Europa League.

Damiano Rossi

(Redazione Frascati)

28 aprile 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook