Lamela illumina Torino: la Roma soffre e vince

Lamela illumina Torino: la Roma soffre e vince

1torino-roma2All’Olimpico di Torino va in scena, per la 32° giornata del massimo campionato, il confronto tra un “Toro” alla ricerca dell’avvicinamento alla matematica salvezza e una Roma motivata per la lotta all’ultimo posto utile per l’Europa League, da strappare a Lazio ed Inter, alternandosi in classifica, le tre squadre, nell’arco di una manciata di punti a poche partite dal termine. Andreazzoli esibisce un 4-3-3 segnato da un turnover sostanziale, con l’esclusione, tra i suoi, di Francesco Totti, in vista della gara di mercoledì in Coppa Italia, il reintegro di Osvaldo, affiancato da Lamela e dal brasiliano Dodo, di per sé oggetto misterioso, ancor di più nell’inedito ruolo di attaccante esterno. Ventura risponde con un 4-2-4, affidato alle capacità realizzative del solito Bianchi e il potenziale offensivo garantito dalla spinta costante di Cerci e Santana sulle fasce laterali. Sotto il caldo sole di una domenica primaverile, Romeo, della sezione di Verona, dà il via alla sfida. E proprio le prime temperature più afose sembrano influire sulla dinamicità del match nei primi minuti.

Lo scorrimento del pallone si trascina a rilento, con le squadre lunghe e apparentemente sfilacciate già in partenza. A spezzare ritmi blandi e poche emozioni, ci pensa Osvaldo al minuto 22, che, frenando per il tempo di un goal le polemiche nei suoi confronti, insacca con un preciso colpo di testa dal secondo palo, sfruttando il cross lento, ma preciso, di Balzaretti, dai seguiti di un calcio d’angolo. Al 26° è Cerci a tentare la pronta risposta alla marcatura dell’italo-argentino, cogliendo il palo alla destra di Stekelenburg con un potente sinistro su punizione dal limite. Ma il pareggio è solo rimandato: al 31° infatti, Rolando Bianchi è più lesto di Burdisso a sfruttare il rimpallo scaturito da un contrasto aereo tra i due nel centro dell’area e a depositare in rete con un destro cinico e deciso, che finisce inesorabilmente alle spalle del portiere romanista, in uscita disperata. La sfiammata del botta e risposta movimenta l’incontro, penalizzando gli ospiti, storditi dal repentino 1-1, tuttavia l’inerzia della gara procede ancora a velocità ridotta e le due squadre vanno dunque a riposo su risultato invariato. Al rientro dagli spogliatoi il filo conduttore del match resta immutato: i primi dieci minuti, difatti, trascorrono senza far registrare alcuna occasione degna di nota. Al 57° Cerci, tra i più vivaci, prova a scuotere il monotono scorrimento del cronometro, colpendo il secondo palo del pomeriggio, ancora su punizione, com’ era stato nella prima frazione di gioco, vedendosi negare la gioia del goal dall’intervento miracoloso di Stekelenburg prima e dalla traversa poi.

Ma, dopo l’ingresso del suo capitano subentrato a Pjanic, è la Roma a tornare in vantaggio. Al 60° la perla che, da sola, basterebbe a valere la visione della partita: Lamela, col possesso del pallone, si accentra da posizione defilata e fa partire dal limite un sinistro da copertina. L’argentino, rientrando sul suo piede, disegna una pregevolissima traiettoria a giro, che si infila in rete sul palo più lontano, lasciando all’incolpevole Gillet soltanto la possibilità di ammirare da vicino la bellezza di una tale realizzazione. 2 a 1 e Torino costretto nuovamente a inseguire. Col secondo goal romanista e l’incombere del finale si anima finalmente il duello, con i granata orgogliosamente riversatesi in avanti e la Roma a difendere, pur rispondendo colpo su colpo, nella ricerca del contropiede decisivo. Nonostante l’espulsione di Balzaretti all’82°, la compagine capitolina stringe i denti, con non poche difficoltà su tentativi di Bianchi e da calci da fermo, raggiungendo il 90° e guadagnando tre punti tanto sofferti, quanto fondamentali per la sua corsa all’Europa. Torino-Roma finisce 1-2.

Mattia Coletti

14 aprile 2013

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