Un’altra leggenda lascia il calcio giocato, semplicemente Steven Gerrard

Un’altra leggenda lascia il calcio giocato, semplicemente Steven Gerrard

Pochi giorni fa, l’annuncio, Steven Gerrard ha dichiarato di voler abbandonare il calcio giocato. Si, proprio lui, che dal 1998 è stato bandiera e capitano del Liverpool e che ora, come molti, ha deciso di chiudere la carriera in America, nei LA Galaxy. Aveva appena 7 anni, Steven, quando si legò ai colori del Liverpool, pochi anni dopo l’esordio, in una partita del ‘98 contro il Blackburn e dì li a poco il primo goal, contro lo Sheef Weed, nel 1999. Sembrava l’inizio di una carriera da predestinato o meglio, lo era. Nel 2001 vince il suo primo trofeo, la Coppa di Lega, e nel 2003 in una partita contro l’Olimpia Lubiana indossa per la prima volta la fascia di capitano dei Reds. Fascia da capitano che indosserà fino alla sua ultima partita nel luglio 2015, quando il teatro di Anfield gli regalerà una giornata unica, di quelle che non si dimenticano. Si, perché il giorno del suo ritiro è stato un vero e proprio spettacolo, di cui lui era l’unico attore protagonista, protagonista di un pezzo di storia del Liverpool, o meglio, del calcio.  In mezzo a tutto questo vince una Champions League nel 2005 al termine di una partita da cardio palma contro il Milan di Ancelotti e una FA Cup nel 2006, decisa proprio da un suo goal. “Ho realizzato i miei sogni da bambino quando ho indossato per la prima volta la maglia del Liverpool nel 1998, l’anno del mio debutto contro il Blackburn: non avrei mai immaginato che cosa sarebbe poi potuto succedere nelle 18 stagioni successive”. Queste le sue parole quando, pochi giorni fa, ha annunciato il suo ritiro.

Giocatore di altri tempi, icona del calcio inglese e mondiale, Steven dal piccolo ragazzino dei primi calci è arrivato a diventare capitano del Liverpool e addirittura della sua nazione, L’Inghilterra. Di giocatori come lui ne nascono pochi, forse nel calcio di oggi non nascono neanche più. Uno di quelli nato e cresciuto con quella casacca rossa, quella casacca con il numero 8 scandita dal suono di “You’ll Never walk alone “ che Steven indosserà fino a quando non abbandonerà il club per approdare in America, esperienza di cui ci si ricorda molto poco. Una macchia forse c’è nella sua stupenda carriera, quello scivolone nella partita contro il Chelsea nel 2014 che è costato il titolo al Liverpool, un titolo che con i Reds non riuscirà mai a vincere. Macchia che non comprometterà assolutamente il rapporto con i tifosi, con la sua gente. Si, perché per Gerrard Liverpool era ormai diventata come una famiglia, una sua seconda casa. “Quando morirò, lasciatemi qui, è questa la mia casa”. Eh si,Gerrard più che un giocatore è diventato molto altro, quasi un pezzo di arredamento per Anfield, per tutti i tifosi. Quando ci saranno storie da raccontare, da padri a figli, forse, si parlerà anche di lui, per trasmettere un esempio di uomo, oltre che di calcio che si è legato ad una squadra a vita, credendo in dei valori che al mondo d’oggi non ci sono più. Forse ne nasceranno ancora di calciatori come lui, o forse no. Questo non possiamo saperlo, l’unica cosa che possiamo dire è che con Gerrard se ne va via un altro pezzettino di calcio, di storia del calcio che ai più sentimentali, fa sempre un certo effetto.

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