E se fosse il Sassuolo il Leicester italiano?

E se fosse il Sassuolo il Leicester italiano?
Leicester-Sassuolo

Del Leicester sappiamo tutto o quasi. Sappiamo che ha vinto la Premier League per la prima volta nella sua storia grazie ad un gruppo di giocatori messi insieme anche con un po’ di fortuna da un investitore thailandese e buddhista.

Sappiamo che un manipolo di eroi ha portato in trionfo una città inglese esempio di convivenza tra culture diverse dove solo il 45% degli abitanti si sente “bianco europeo”.

Tutti ormai sanno che i biancoblu del King Power Stadium sono allenati da Claudio Ranieri, core de Roma, nato all’Aventino, tifoso ed ex allenatore giallorosso, e che la stella è Vardy, attaccante prima quasi sconosciuto passato dal “calcio che non conta” chiamato Stockbridge Park Steel, Halifax e Fletwood al football delle stelle.

Leicester è la favola del momento, e in questi giorni la parola “sportiva” più cliccata del mondo. Questo perchè stupisce tanto vedere una “piccola” sfidare i brand più famosi del campionato britannico fino a batterli tutti e costringerli al ruolo di spettatori di una marcia verso la gloria.

C’è da dire però che il presidente Vichai Srivaddhanaprabha, secondo Forbes l’undicesimo uomo più ricco del mondo, qualche soldo lo ha tirato fuori per costruire il miracolo inaspettato che da noi sembrerebbe impossibile visto lo strapotere della Juventus appena vincitrice del quinto scudetto consecutivo.

Eppure guardando il Leicester a noi è venuta un’idea. Abbiamo pensato al Sassuolo, la squadra del signor Squinzi o meglio del signor Mapei l’attuale Presidente di Confindustria, come l’ipotetica mina vagante di un torneo noioso da vedere, senza suspense. Quasi ce lo auguriamo.

Del resto le storie si somiglierebbero. Piccoli bacini, stadi di dimensioni simili, ricchi proprietari, squadre “simpatia” capaci di mettere d’accordo tutti in caso di successo. E se a Leicester Ranieri ha ottenuto la meritata ricompensa per una carriera non fortunatissima, Di Francesco, coach del Sassuolo, anche lui ex giocatore della Roma, attende la consacrazione definitiva con una vittoria importante, alla guida di una serie di giovani promesse inseguite dai grandi club, praticando un gioco che ha sorpreso tutti gli appassionati di questo sport.

E infine c’è un ingrediente magico in questa “favola”: l’amore del Presidente per una terra che gli ha dato fama e ricchezza e alla quale vorrebbe regalare qualcosa di importante, per riconoscenza. Ed è per questo che allora noi lo ripetiamo. Forse è il Sassuolo il nostro Leicester!

Marco Piervenanzi

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