Scudetto Juve, alzarsi dal fondo è doppiamente storia

Scudetto Juve, alzarsi dal fondo è doppiamente storia

E sono cinque. Cinque di fila, per entrare di diritto nella storia. Si potrebbe pensare che i tifosi della Juventus siano ormai abituati a ritrovarsi in strada a maggio per festeggiare il tricolore, ma così non è, non può essere. Non almeno quando il fregio sul petto viene confermato al termine di una cavalcata che ha letteralmente dell’incredibile. Venticinque vittorie su ventisei partite. Settantacinque punti su settantasette a disposizione. Numeri spaventosi per una squadra che dopo dieci partite viaggiava ad una media di poco al di sopra di quella necessaria per salvarsi. Dalla sconfitta con il Sassuolo, la quarta stagionale, è cominciata una marcia inarrestabile, parzialmente rallentata solamente dalla trasferta a reti bianche di Bologna, che ha consentito ai bianconeri di vincere la Serie A con ben quattro gare di anticipo.

Merito ovviamente di Max Allegri, il condottiero di una squadra che dopo il tragico inizio aveva terribilmente bisogno di un uomo forte che sapesse indicare la via. I dubbi su di lui, nonostante la grande stagione dell’anno passato, cominciavano ad aleggiare minacciosamente, nuovamente, a Vinovo. “Allegri non riesce mai a fare bene al secondo anno”, si diceva. “Al Milan è riuscito addirittura a perdere uno scudetto con Ibra e Thiago Silvia”, si ricordava. Ma il Conte Max, ha smentito tutti, rendendosi protagonista di un’impresa paragonabile soltanto a quella del primo scudetto, quella del vero Conte, Antonio.

Grazie al dosaggio oculato dei nuovi acquisti (vedi Alex Sandro, le cui presenze sono state centellinate all’inizio per poi assumere una connotazione di indispensabilità a metà campionato), alla valorizzazione di Dybala, alla fiducia data a Mandzukic, ripagata alla grandissima con reti decisive e sacrificio, e alla pazienza mostrata con il fenomeno Pogba, stranamente irriconoscibile nelle prime partite e poi determinante nel momento decisivo.

Lo scudetto della Juve è stato costruito passo dopo passo, partita dopo partita, con convinzione e mentalità vincente. La pancia piena dei big e le difficoltà di adattamento dei nuovi acquisti, chiamati a sostituire mostri sacri emigrati verso nuovi lidi, hanno fatto subito spazio alla voglia di dimostrare che la Juve è ancora la più forte. Dalle difficoltà il gruppo di Allegri ne è uscito rafforzato, il doppio. Gli errori sono diventati episodi da non ripetere, banditi, e la voglia di arrivare a scrivere la storia, dopo aver toccato il fondo e aver fatto credere alla fine di un ciclo, ha reso possibile ciò che per tutti era utopia. Uno scudetto impossibile, sarebbe giusto chiamarlo in tal modo. Dall’esterno, quantomeno. Perché la Juve ha già dimostrato di saper risorgere dalle ceneri e issarsi più in alto del punto che, per proprie colpe, per giustizia o ingiustizia, è stata costretta ad abbandonare. La storia la scrive chi vince. E negli ultimi cinque anni a vincere è solo la Juventus.

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