Arbitri: non vi reggae più…

Ormai non se ne può più. Non c’è giornata di campionato che non vengono criticati. Gli arbitri di calcio continuano a sbagliare. Numerose le contestazioni arbitrali che si sono registrate  anche nella tredicesima giornata. Prima erano in tre,  la cosidetta  “terna,” a dirigere una gara ( arbitro e 2 guardalinee), poi è stato inserito il cosidetto “quarto uomo”e ultimamente due assistenti direzionali o più semplicemente ” giudici di porta” per dare un maggiore aiuto all’arbitro, ma nulla è cambiato. La classe arbitrale, invece di migliorare, è peggiorata.

Rigori netti continuano a non essere dati, mentre si assegnano rigori inesistenti oppure si continua a fischiare su fuorigiochi che non ci sono o convalidare gol per posizioni irregolari. Sbagliare, si dirà, è umano. Fare errori a ripetizione però è inammissibile, anche perchè in palio non c’è solo il prestigio di una squadra, la vincita di uno scudetto o una retrocessione, ma anche la credibilità di uno sport, come il calcio, già ferito dalle vicende del calcio scommesse, che viene seguito da tantissimi  tifosi che” vivono” di calcio.  Nell’era della tecnologia, credo che sia il momento di voltare pagina. Per il calcio dei professionisti, l’applicazione del  mezzo elettronico in supporto all’arbitro può e deve essere la soluzione giusta per eliminare sospetti, accuse in un mondo in cui la serenità ce n’è davvero poca. Prendere una decisione in pochi minuti non è facile, anche perchè con il passar dei minuti, ben sappiamo, che il nostro cervello diminuisce concentrazione ed attenzione. La moviola in campo, come va sbandierando Biscardi, nel suo famoso “Processo” diventa a questo punto, indispensabile per l’arbitro, se si vuol dare credibilità ad un campionato con buona pace di tutti: dirigenti, calciatori e tifosi.

Luigi Rubino

19 novembre 2012

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