Italia-Danimarca 3-1, gli azzurri vincono e allungano nel girone B

Dopo la vittoria non troppo convincente contro l’Armenia, gli azzurri rifilano lo stesso risultato alla Nazionale danese allenata da Olsen, grazie ad una prova, questa volta, maschia e di carattere. Gli uomini di Cesare Prandelli vincono e convincono, lottando fino allo stremo delle forze, sebbene l’inferiorità numerica, arrivata all’inizio del secondo tempo per un’ingenuità di Osvaldo, abbia costretto loro ad un imprevisto e ulteriore sacrificio fisico.
Il vento del campionato e le polemiche che ha portato con sé non hanno distratto una squadra sempre attenta in ogni occasione, con una difesa che ha sbagliato pochissimo e un Balotelli incontenibile.

Eppure la partita non era iniziata nel segno degli azzurri. L’Italia ha faticato per buona parte del primo tempo a trovare il suo gioco, schiacciata in più di un’occasione dallo strapotere fisico dei danesi e dalle ripartenze dei rapidi e pungenti esterni avversari. Bendtner, oggetto misterioso del mercato bianconero, si è fatto notare in un paio di occasioni con la sua arma migliore, il colpo di testa, senza però riuscire a centrare la porta. L’Italia prova a scrollarsi di dosso gli avversari e lo fa con una conclusione dai 20 metri di Marchisio, ma il tiro dello juventino, indirizzato sotto la traversa, è salvato sulla linea di porta dall’ex romanista Kjaer. La Nazionale danese sfiora il vantaggio con Kvist e Agger, ma viene punita proprio quando l’inerzia della partita sembrava a suo favore: Montolivo, con un gran destro al 33′, e De Rossi, con un colpo di testa su cross preciso di Pirlo, portano gli azzurri su un 2-0 che sa di beffa per i danesi. Gli uomini di Olsen, comunque, non si perdono d’animo e, proprio allo scadere dell’unico minuto di recupero concesso dall’arbitro sloveno Skomina, trovano il gol del 2-1 grazie a un destro al volo piazzato di Kvist, su cross dalla destra di Jacobsen.

Il rosso rifilato a Osvaldo ad inizio ripresa, per una manata sulla faccia di Stokholm a palla lontana, fa presagire che per l’Italia la strada per la vittoria è tutt’altro che in discesa. Gli uomini di Prandelli, però, non si scompongono, mantengono inalterati gli equilibri tattici e cercano ugualmente di costruire gioco; quando in squadra hai un certo Andrea Pirlo, poi, nulla è precluso, neanche dettare legge in mezzo al campo in 10 uomini: il regista bianconero è fondamentale con la sua classe, la proverbiale calma nell’addomesticare il pallone circondato da maglie avversarie e la capacità di smistarlo verso i compagni, i quali devono semplicemente far movimento e aspettare il lancio. È esattamente quello che fa Balotelli al minuto numero 54: scattato sul filo del fuorigioco, SuperMario riceve un lancio geniale di Pirlo e, a tu per tu con il portiere, lo supera in uscita con un tocco di destro beffardo. La gara, in pratica, si conclude qui.

L’Italia, dunque, ottiene una vittoria strameritata e pesantissima nell’economia del girone B, che vede ora gli azzurri in testa con 10 punti, contro i 6 della Bulgaria e i 5 della Repubblica Ceca (che però ha una partita in meno). È questa la strada giusta da percorrere, quella indifferente alle polemiche tipicamente italiane e che conduce verso quella meta, la qualificazione ai Mondiali brasiliani del 2014, da considerare adesso certamente più vicina.

 

Giuseppe Ferrara
17 ottobre 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook