Palla al centro

Palla al centro

Cos’è successo alla Roma? Se lo chiedono in molti, forse tutti, ma le risposte sembrano più facili di quanto si possa immaginare. Analizziamo nel modo più diretto possibile la situazione dei giallorossi in questa prima parte di stagione, una storia che non inizia da fine agosto ma dal precedente campionato.

La Roma, a maggior ragione dopo il bruttissimo pareggio di Torino, è la squadra che insieme al Verona gioca il calcio peggiore d’Italia. Anzi, i giallorossi non giocano proprio a calcio perché nessun amante degno di questo sport che non sia necessariamente un esteta potrebbe arrivare a sostenere che quello espresso dalla squadra di Garcia sia Calcio. Sarebbe una bugia per ingannare l’anima, un atto malvagio verso il proprio Io. La Roma non gioca a calcio da un anno, pur avendo sulla carta una delle squadre più attrezzate. Il problema è che tutti, quasi tutti, forse anche quegli esteti sono stati abbagliati dalla squadra del 2013/2014. Tutti, quasi tutti sono stati abbagliati da Rudi Garcia prima che assorbisse i dettami tattici di Sonetti e la presunzione di Zeman. Si pensava potesse essere il Nuovo, l’innovatore equilibrato dopo il martoriato Luis Enrique e l’eterno mediocre Zeman, invece si è tornati al punto di partenza: la Roma in 5 anni di proprietà americana, da quando sono ricominciati a circolare soldi, non ha vinto nulla e ha convinto per quasi una stagione intera, appunto la prima di Garcia.             Poi, il nulla. Tanti investimenti, molti giusti e molti sbagliati. Sono stati molteplici i meriti di Sabatini, grande intenditore di calcio che, ultimamente spesso, è stato sopraffatto dalla sua stessa esagerata stima di sé. Tanto per precisare, qui di rapporti tra Direttore Sportivo e allenatore non se ne parlerà. Non si ha materiale per mettere in discussione rapporti professionali e non si sputeranno sentenze, che siano esse probabili o meno.
I fatti dicono che, tra il girone di ritorno della scorsa stagione e le prime quattordici giornate di questa la Roma non ha uno straccio di linea guida da dover seguire. Non c’è un minimo di connessione tra reparti e questo fa sì che anche i migliori singoli ne risentano, Dzeko su tutti. Il bosniaco, da molti sul web indicato come un problema, è sistematicamente abbandonato a sé stesso; mai un supporto vicino, mai un inserimento da dietro del centrocampista. La squadra è un insieme di ottime individualità lasciate libere per un prato senza un copione da poter recitare; il problema è che manca anche il canovaccio. Gli sbagli perpetuati negli anni con gli acquisti dei terzini hanno dell’incredibile: lo scorso anno in rosa c’erano tre laterali sinistri di cui due arruolabili; dopo una stagione conclusa al secondo posto e l’innalzarsi delle ambizioni nazionali il laterale è diventato, Digne. A destra meglio non parlarne, perché ancora ci si chiede il motivo del rinnovo biennale di Maicon e l’arruolamento definitivo di Florenzi (factotum splendido in ogni suo compito) nella linea difensiva.                                                       Senza menzionare l’enorme punto interrogativo sul centrocampo: la sfortuna di Strootman, visto per come stava andando il recupero, poteva essere quantomeno ammortizzata ma invece si è preferito puntare ancora su Keita, giocatore anziano e adatto a ben altre circostanze di gioco, di sicuro non quelle che spesso capitano alla Roma.  Le clamorose carenze del tecnico francese sono talmente lampanti che, non si sa come (ironia), sfuggono alla dirigenza.Le solite roboanti dichiarazioni di Sabatini hanno del paradossale, ma ormai nemmeno l’ottima dialettica riesce a rispedire al mittente delle critiche sempre più numerosi. Un solo cannone da contraerea non può impedire una Pearl Harbor e un Sabatini non può ancora permettersi di difendere Garcia.La stagione è ancora lunga ma il tempo di recuperare è molto poco, una possibile qualificazione agli ottavi non potrà essere un parafulmini che farà sorridere pubblicamente Pallotta, e anche una vittoria convincente in quel di Napoli potrebbe essere effimera se nel lungo termine la Roma non comincerà, finalmente, a giocare a Calcio                               .

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