Una Roma in trincea respinge il Barcellona

Una Roma in trincea respinge il Barcellona

E’ un punto che vale, un pareggio che ha un buon sapore per la Roma contro il Barcellona campione d’Europa. Partita di una sofferenza inevitabile per la squadra di Rudi Garcia, capace però di imbrigliare ai 20 metri l’armata blaugrana. Un match vissuto al fronte, dentro quelle trincee dove si lotta uno con l’altro, uno per l’altro, dove se non riesci a prendere la palla devi prendere la gamba, sportivamente parlando. La Roma esordisce in Champions in ben altro modo rispetto all’arrembante vittoria dello scorso anno contro il CSKA Mosca, 3 punti che probabilmente illusero i cadetti dell’allenatore francese. Questa volta di fronte non c’erano i campioni di Russia ma di Spagna, non Doumbia ma Messi, Neymar e Suarez. I padroni di casa interpretano l’incontro nel modo esatto, dal quale non si poteva prescindere: ordine difensivo all’italiana, cercare le sponde del centravanti per i possibili contropiede delle ali; e poi, Dea bendata permettendo, trovare il Jolly che ti cambia la serata. Così è stato, e Roma – Barcellona è finita 1 – 1.

LA PARTITA: Come da pronostico il pallino del gioco è nei piedi del Barcellona sin dai primissimi minuti, con la Roma subito piuttosto schiacciata verso la propria area di rigore. Si sbraccia Garcia dalla panchina ma la linea difensiva della Roma tiene, almeno fino al ventunesimo quando Suarez trova la rete del vantaggio con un colpo di testa sottomisura in posizione di leggero fuorigioco, dopo uno scontro tra Digne e Messi che di sicuro non ha avvantaggiato i giallorossi. Contrariamente ad altre occasioni la Roma non si disunisce, continua a soffrire ma tiene i nervi saldi e la testa in ghiacciaia e quando la lancetta dei minuti ha da poco superato il numero 30, ecco la magia: Florenzi supera palla al piede la metà campo sul filo della linea laterale sotto la Tribuna Tevere, alza lo sguardo, sembra inquadrare Dzeko in posizione avanzata ma in realtà mette nel mirino la porta di Ter Stegen, leggermente avanzato a causa della linea di difesa del Barcellona molto alta. Il pallone calciato dal 24 sembra non arrivare mai a destinazione, accompagnato infine in rete da un bacio del palo più lontano e da 60.000 gole giallorosse. E’ un pareggio che rianima la Roma nel finale di primo tempo, costringendo il Barca a qualche corsa all’indietro forse non preventivata.
Nella ripresa i catalani ci provano in ogni modo ma impattano prima su Szczesny e poi su De Sanctis, incappano nelle tenaglie del centrocampo e si infrangono contro il muro ungherese eretto da Manolas e Rudiger. Grande sacrificio anche dei tre attaccanti, quasi sempre partecipi nelle manovre difensive della propria squadra. Alla fine è 1 – 1 contro i maghi, un punto guadagnato per i ragazzi di Garcia che ora possono guardare con ulteriore carica alla sfida di domenica alle 15.00 contro il Sassuolo.

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